#NextGen Finals – Al via le qualificazioni per aggiudicarsi la Wild Card

#NextGen Finals – Al via le qualificazioni per aggiudicarsi la Wild Card

Secondo anno di #NextGen Finals a Milano, stessa formula che prevede le qualificazioni per aggiudicarsi la Wild Card per l’ultimo posto disponibile nel torneo dei giovani

di Alex Bisi, @AlexBillyBisi

Al via le qualificazioni per aggiudicarsi l’ultimo posto disponibile alle #NextGen Finals di Milano, con otto under 21 italiani capaci di ottenere buoni risultati nel circuito Challenger e Futures.

Da venerdì 2 a domenica 4 Novembre, allo Sporting Milano 3 di Basiglio, ci saranno le qualificazioni per strappare il pass per l’evento principale in scena dal 6 al 10 Novembre a Milano Rho Fiera.

Come lo scorso anno l’evento avrà regole diverse dalle solite: tre set su cinque al meglio dei quattro game (e tie-break sul 3-3), no-let sul servizio, no-ad, coaching libero, shot clock, pubblico libero di entrare in tribuna anche durante il gioco.

Quattro degli otto contendenti erano qui anche lo scorso anno, Gian Marco Moroni, Andrea Pellegrino, Riccardo Balzerani e Liam Caruana, tutti lasciarono un’ottima impressione lo scorso anno quando giocavano senza nessuna pressione, quest’anno è diverso, la vittoria delle qualificazioni mette in palio 25mila euro e ovviamente la possibilità di giocare con coetanei che già ben figurano nel circuito maggiore.

Gli altri quattro aspiranti sono Giovanni Fonio, Enrico Della Valle, Raul Brancaccio e Jacopo Berrettini, fratello minore di Matteo che ha, come il fratello, disputato un’ottima stagione.

Quest’anno la superficie di gioco sarà la stessa che sarà usata nell’evento principale, lo scorso anno le qualificazioni vennero giocate su una superficie diversa, scelta al quanto discutibile mentre quest’anno ha prevalso il buon senso.

Sarà più lenta rispetto allo scorso anno, per cercare di rendere più combattuti gli incontri, in più i giocatori non avranno i raccattapalle che gli porgeranno l’asciugamano ma se lo dovranno prendere autonomamente.

C’è molta curiosità nel sapere chi riuscirà ad aggiudicarsi il pass che lo scorso anno vinse Gianluigi Quinzi, per vedere che distanza c’è tra questi giovani azzurri con il resto dei ragazzi che gravitano già nel tennis che conta del circuito Atp.

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Sergio Palmieri, direttore dell’evento, è pronto a dar il via alla kermesse fiducioso che il meccanismo già rodato funzionerà a dovere.

“La Fit ha un accordo con l’Atp, proprietario dell’evento, che prevede l’assegnazione di una sola wild card per l’evento a un italiano. Questo accordo viene rivisto con l’Atp anno per anno, tanto per mettere un po’ di pressione ai nostri ragazzi. L’anno scorso l’aveva vinta Gianluigi Quinzi, poi a Rho ha giocato tre grandi partite. Questo ha fatto sì che l’Atp riconfermasse questo accordo. Perché il timore dell’Atp era quello di avere in campo una wild card non sufficientemente competitiva. Invece l’anno scorso grazie a Gianluigi abbiamo più che onorato sia la manifestazione che la wild card a nostra disposizione. Sono più certo che sarà così anche quest’anno e che il vincitore delle qualificazioni possa competere con i migliori al mondo. Quest’anno si gioca su campi splendidi, gli stessi che si troveranno in fiera, con tutti gli ingredienti per fare bene. I nostri potranno giocare una settimana prima e prepararsi, un buon vantaggio. A Rho il livello sarà ancora più alto dell’anno scorso, ci sono giocatori che potrebbero già competere ai livelli altissimi delle Atp Finals di Londra. Sono fiducioso perché il tennis italiano è in un ottimo momento, abbiamo avuto molti giocatori competitivi quest’anno. Il lavoro dei ragazzi e degli allenatori sta dando ottimi risultati. Per quanto riguarda lo Sporting Milano 3 non abbiamo dubbi: ci siamo sempre trovati benissimo qui, e ci troveremo anche meglio quest’anno. Se si dovesse ripetere l’anno prossimo proverò a coinvolgere ancora di più lo Sporting per altri investimenti in modo che i due eventi siano sempre più simili. Quest’anno le regole non cambiano ma alla fine dell’edizione 2018 l’Atp dovrà trarre risultati definitivi. Abbiamo invitato a Milano i direttori di tornei di tutto il mondo e ci sarà un questionario per loro, per le televisioni, per i giocatori, per i fan, per gli sponsor. Da lì si avranno le risposte per poter definire meglio quali regole mettere in pista dal 2020.”

Jacopo-Berrettini-ATP-Challenger-Cortina-2017-©RDOphoto

Jacopo Berrettini è uno dei candidati principali a vincere le qualificazioni ma è convinto che regnerà l’equilibrio.

“Sarà una gara molto equilibrata, non c’è nessuno troppo superiore agli altri tra noi 8. E poi ci conosciamo tutti molto bene ed è sempre bello gareggiare contro i tuoi amici. Le regole le proverò quest’anno per la prima volta, non sarà facile. Aspettative di risultati specifiche non ne voglio avere, spero di divertirmi e di godere l’esperienza. Per chiunque arrivi a Rho, sarà difficile gestire i primi momenti. Non sarà facile giocare con gente che ha già un livello superiore, ma io spero di arrivarci e di godermi ogni momento. Entrando in campo per divertirsi e per dare tutto è già un bel salto di qualità.”

Infine Stefano Pescosolido, tecnico federale illustra anche un altro evento importante sempre rivolto ai giovani.

“Allo Sporting Milano 3, dal 6 al 10 novembre, sarà il master finale del circuito Junior Next Gen Italia. Saranno coinvolti più di 200 ragazzi delle categorie under 10, 12, 14 e 16. Sono i primi 5 giocatori di ogni categoria per ogni macroarea, classifiche stilate sulle base delle tappe giocate da febbraio a settembre. Lo scorso anno la formula era diversa: giocavano solo i convocati ai centri periferici d’allenamento. Quest’anno invece si gioca alla mattina e poi i ragazzi potranno andare in Fiera a vedere i loro idoli Next Gen. Sarà una bellissima esperienza. Avranno la possibilità di giocare sugli stessi campi dei campioni e sarà sicuramente una bella edizione. A proposito degli italiani a caccia della wild card? Da questa generazione possono uscire giocatori importanti. Quest’anno sono esplosi già 3 giocatori come Sonego, Berrettini e Cecchinato. È importante la progressione e il nostro livello medio s’è alzato. Abbiamo molti giocatori tra i Top 100 e i Top 200, significa che il lavoro fatto da allenatori e tecnici è stato importante per far cambiare la mentalità”.

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