Rublev: “Rientrare dopo un infortunio non è facile, guardate Djokovic”

Rublev: “Rientrare dopo un infortunio non è facile, guardate Djokovic”

Dopo le sconfitte di San Pietroburgo, il NextGen russo ha parlato della scelta di disputare il torneo di doppio insieme a Denis Shapovalov e della difficoltà di ritrovare la confidenza nel proprio gioco dopo un lungo periodo di riposo forzato.

di Riccardo Costarelli, @rickycostarelli

La stagione 2018 di Andrey Rublev non è stata delle più fortunate. Il giovane russo ha infatti sofferto di un infortunio alla schiena che lo ha costretto a rimanere fermo ai box saltando le competizioni da aprile a luglio, e che solo ora gli sta concedendo di riacquistare una certa confidenza col tennis giocato.

Ricordando la semifinale del Citi Open persa in agosto contro Alex de Minaur, dopo un’epica battaglia di tre set, Rublev ha commentato: “Tutto è andato bene. Ero appena rientrato da un infortunio ed ho avuto la possibilità di raggiungere la finale. Ho giocato una buona semifinale, dove però non sono stato abbastanza bravo per vincere. Non è normale quando non giochi per tre mesi e poi raggiungi improvvisamente la semifinale in un torneo del genere. Basta guardare giocatori come Wawrinka o Djokovic, che sono stati fermi per molto tempo dopo l’infortunio. Gli ci sono voluti molti mesi per vincere alcune partite. Spero di sentirmi presto sicuro di nuovo.”

Parlando dei suoi piani per il finale di stagione, Rublev ha detto: Probabilmente finirò dopo il Master di Parigi, come al solito. Se mi qualificherò per le Finals di Milano, giocherò ancora lì. Voglio vincere un paio di partite e prepararmi per la prossima stagione”.

Commentando la scelta di giocare il doppio con l’altra star delle NextGen, Denis Shapovalov, Rublev ha aggiunto: Mi piacerebbe giocare qualche altro torneo con Denis. La scelta di giocare in coppia a San Pietroburgo è stata un accordo reciproco. All’inizio dell’anno, il suo allenatore mi ha chiesto quali tornei potessimo giocare insieme. A metà della stagione me ne sono ricordato, gli ho scritto ed abbiamo deciso.”

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