Troppi infortuni? Un rimedio potrebbe venire dal golf

Troppi infortuni? Un rimedio potrebbe venire dal golf

Forbes propone la possibilità di poter applicare nel tennis il ranking dello sport con la mazza e con la pallina, per non costringere i giocatori a un estenuante tour de force lungo la stagione.

La stagione tennistica è ormai giunta alla conclusione e ci ha regalato davvero innumerevoli spunti. Tra questi è inevitabile non porci una riflessione sul tema estremamente importante degli infortuni. Non è un mistero che molti giocatori, anche tra i più autorevoli, chiedano da tempo una ridistribuzione ponderata dei tornei ATP, ritenendo che la programmazione sia troppo fitta e che possa conseguentemente portare a problemi di carattere fisico.

Quest’anno ne abbiamo avuto, se ce n’era bisogno, la riprova avendo visto uscire di scena tre giocatori appartenenti alla top 5 come Djokovic, Murray e Wawrinka. È inutile sottolineare che ne risente lo spettacolo, i fans, insomma il Tennis in generale e allora ecco che ci si può lasciare andare a qualche fantasia di cambiamento che possa portare qualche beneficio soprattutto per preservare i veterani che chiaramente non possono più disputare con continuità tutte le competizioni dell’anno. Vedere giocare ancora qualche anno ad alti livelli un certo Roger Federer non sarebbe poi così male. Non è il caso di trovare una soluzione?

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Cerca di farlo la rivista Forbes, che lancia un dibattito interessante circa la possibilità di adottare il sistema di ranking di un altro sport: il golf. Nel 1989 i massimi esponenti si resero conto che giocatori eccellenti ma più maturi gareggiavano con ottimi risultati ma non riuscivano a scalare la classifica a differenza di ragazzi più giovani che giocando sempre ottenevano posizioni molto più prestigiose. Ciò ha portato il management del golf a implementare un nuovo sistema di calcolo dei punti, con il concetto di “punteggio mediato”, secondo cui ogni torneo possiede un” peso” determinato (ovviamente i major hanno il valore maggiore e a seconda dei risultati si faceva una media). Il sistema teneva conto dei risultati degli ultimi tre anni in origine, ma è stato ridotto a due nel 1996.

Un meccanismo similare applicato al tennis impedirebbe il disperato sprint finale così caratteristico del finale di stagione, con quasi una dozzina di giocatori praticamente costretti a giocare tutto da settembre per cercare di guadagnare i punti necessari per andare a Londra. Ovviamente è un dibattito impegnativo, avrebbe i suoi pro e i suoi contro, sicuramente alcuni Master 1000 verrebbero saltati da molti top 10, ma non è forse meglio saltare qualche evento, riducendo la probabilità di cadere in infortuni che non permettono di scendere in campo per settimane o mesi? Non si può dire se questa proposta possa essere risolutiva o meno, ciò che però appare acclarato è che il tennis necessita di innovazioni capaci di valorizzare questo sport e tutto ciò che lo circonda, cercando il più possibile di cogliere e accogliere tutte le influenze positive che lo circondano.

Daniele Turrini

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