Challenger San Benedetto, i risultati dei quarti e delle semi: la finale sarà Gaio-Lestienne

Challenger San Benedetto, i risultati dei quarti e delle semi: la finale sarà Gaio-Lestienne

Questa sera, alle ore 21:00, avrà luogo la finale della San Benedetto Tennis Cup, tra Federico Gaio e Constant Lestienne. Nonostante le difficoltà portate dalla pioggia di Venerdì, i giocatori sono riusciti a concludere i quarti di finale e le semi. Riviviamo, allora, i momenti migliori delle ultime due giornate, con le cronache degli incontri.

Il tabellone della San Benedetto Tennis Cup si è allineata all’atto finale, con i quarti di finale e le semi che si sono conclusi a cavallo tra Sabato 16 e Domenica 17 Luglio. Questa sera, alle ore 21:00, si disputerà la finale del torneo. Riviviamo dunque i momenti migliori delle ultime due giornate, con le cronache degli incontri.

QUARTI DI FINALE

Dopo un Venerdì praticamente privo di tennis, la sesta giornata regala agli spettatori della San Benedetto Tennis Cup molte emozioni. Con il campo Centrale ancora troppo bagnato per essere utilizzato, gli organizzatori decidono di spostare tutto il programma sul campo 1, e di far disputare dunque tutti gli incontri indoor. Nonostante lo spazio ristretto e un pubblico davvero rumoroso, i giocatori hanno regalato spettacolo ed emozioni, in match quasi sempre lottati; purtroppo per noi, è negativo il bilancio dei tennisti azzurri: dei quattro scesi in campo, soltanto uno è riuscito ad avanzare, tra l’altro nell’unico derby italiano.

GAIO DOMINA MAGER- Basta una breve incursione mattutina al Circolo Maggioni per rendersi conto delle condizioni del Campo Centrale: l’insistente pioggia del Venerdì ha reso il campo,  non coperto con teloni durante le precipitazioni, impraticabile. Appeso di fianco al tabellone, dunque, vi è il nuovo programma, che con grande sorpresa dei pochi presenti prevede tutti gli incontri sul campo 1, indoor, dall’altra parte della strada. Al bar c’è Gianluigi Quinzi, in attesa di giocare l’ultima partita del giorno; l’inizio dello show è previsto alle 12:30, e sulla strada per il campo incontriamo Gianluca Mager, con cuffie e borsone. Puntualissimi, in uno stadio praticamente deserto e con pochi posti per sedere, nel campo immediatamente accanto, i giocatori calcano la terra rossa accolti dagli applausi.

Avversario di Mager è Federico Gaio, impressionante all’esordio e fortunato nel secondo turno grazie al ritiro di Giannessi. Gli scambi tra i due sono molto intensi già nel palleggio, mentre piano piano comincia ad arrivare sempre più pubblico ad occupare le poche sedie a disposizione. Dai primi momenti dell’incontro l’andamento è già chiaro: da fondo campo entrambi provano a spingere e a fare gioco, ma a prevalere negli scambi lunghi è spesso Gaio, che inoltre si dimostra inarrestabile al servizio: con una serie di servizi vincenti e di splendidi rovesci il numero 292 del mondo perde soltanto un punto in battuta, tra l’altro con un doppio fallo. Mager prova a resistere, ma offre palle break già nel terzo game, per poi capitolare fatalmente sul 3 pari. Gaio continua a martellare e senza problemi si aggiudica la prima frazione per 6-4.

I primi passaggi a vuoto però arrivano anche per il ragazzo di Faenza. Mager tenta all’inizio di secondo parziale una reazione, incitandosi e mettendo pressione in risposta, e alla fine nel quarto game, nel quale Gaio commette qualche errore di troppo, piazza la zampata e vola sul 3-1. Proprio quando sembrava aver cambiato rotta, tuttavia, il match finisce: da questo momento infatti Gaio cambia nuovamente marcia, ottenendo l’immediato contro break e strappando poi ancora il servizio. Gianluca ora è sostanzialmente uscito dall’incontro, comincia a “sparacchiare” i colpi e alza rapidamente bandiera bianca, con il punteggio finale di 6-4 6-3.

DE GREEF BEFFA NAPOLITANO- Dopo l’antipasto del primo derby, a deliziare gli spettatori sono stati Stefano Napolitano e Arthur De Greef, belga, autori di un match spettacolare non tanto per il gioco, quanto per il phatos. De Greef è il numero 189 del mondo e testa di serie numero 5 del torneo, mentre l’azzurro occupa il posto numero 269 nel ranking. In avvio di match, però, la differenza non si nota. Napolitano mette in mostra un livello di tennis davvero eccezionale, in particolare dalla parte del rovescio con cui è in grado di scagliare vincenti notevoli, oltre ad un buon servizio. Anche il belga non è da meno, ma inizialmente ha la peggio: deve annullare due palle break in apertura, e nel quinto game cede il servizio. L’italiano arriva rapidamente sul 5-4 e servizio, ma qui combina un mezzo disastro sbagliando uno schiaffo di dritto e uno smash e riportando in parità il rivale; anche De Greef però non sfrutta le proprie occasioni e concede un nuovo break, scagliando poi una palla contro in teloni ed entrando in polemica con l’arbitro, “colpevole” di avere dato a lui un warning e non al tennista azzurro che aveva fatto lo stesso. Stefano però non si fa distrarre, e chiude il set per 7-5. Nel cambio campo, vi è un simpatico siparietto con De Greef che, piuttosto inspiegabilmente, prende una scopa e comincia a pulire le righe, tra le risate del pubblico.

Alla ripresa, l’ italiano si procura altre chances di break nel quinto gioco della seconda frazione, ma il suo avversario le annulla tutte egregiamente con splendidi rovesci vincenti. Il match termina qui. Napolitano va in confusione, si innervosisce per gli schiamazzi del pubblico e per gli errori del giudice di sedia, che, evidentemente in giornata storta, chiama a più riprese un punteggio errato. Il belga sfrutta alla grande le difficoltà del rivale e inanella una serie di sei game consecutivi, portandosi i parità e poi in vantaggio di un break nel set decisivo. Qui l’azzurro, incitato dal coach, si guadagna un’ occasione per rientrare con uno splendido passante, ma sulla palla break l’arbitro, almeno secondo l’italiano, non nota che la palla ha toccato il net. Fallita l’occasione, Napolitano sprofonda nel nervosismo, si avvicina al suo angolo lamentandosi per la sfortuna, per gli errori del giudice di sedia e per il rumore della folla. Il match in ogni caso va avanti e termina rapidamente con il punteggio di 6-1 in favore di De Greef.

KRAWIETZ SI AGGIUDICA LA BATTAGLIA CONTRO DJERE- Nonostante l’amaro in bocca per la sconfitta di Napolitano, gli spettatori possono decisamente rifarsi con il terzo match. Al contrario, probabilmente, delle aspettative, la sfida più bella e appassionante è sicuramente quella tra Laslo Djere e Kevin Krawietz, che, entrambi da qualificati, danno vita ad uno scontro ricco di bei colpi e di emozioni. Sia il serbo che il tedesco sono reduci da vittorie contro italiani: il primo contro Eremin negli ottavi, il secondo contro Vanni all’esordio. Djere ha evidentemente un bagaglio tecnico più completo, con ottimi colpi da fondo, in particolare dalla parte del rovescio, e un buon servizio; Krawietz però riesce a compensare questa differenza con un’ottima battuta e con una fase difensiva, in particolare nel secondo set, a tratti fenomenale. In avvio di partita, è proprio il tedesco il primo ad avvicinarsi al break, già nel secondo gioco, ma Djere è bravo a salvarsi. A questo punto arriva la reazione del serbo, che nel quinto game vola sullo 0-40 con splendide accelerazioni; Krawietz si tira fuori dai guai e agguanta la parità, innervosendo non poco il rivale che a momenti sbatte la racchetta, ma la svolta è solo rimandata e alla quarta possibilità, ai vantaggi, il serbo si porta in vantaggio. Ora Djere dilaga, spinge con ogni colpo e il tedesco arretra sempre di più, cedendo ancora la battuta. Non bastano, sul 5-2, un doppio fallo e un errore a permettere a Krawietz di riprendersi, e alla fine il serbo conquista la prima frazione per 6-2.

Il distacco tra i due sembra destinato a crescere ulteriormente quando, nei primi giochi del secondo parziale, Djere si procura un’ulteriore chance per strappare il servizio, ponendo probabilmente fine all’incontro. Sorprendentemente, però, il copione cambia sul più bello: il tedesco reagisce, annulla tutte le palle break e, poco dopo, scardina a sua volta la battuta del rivale, che comincia ad innervosirsi e a sbagliare di più; dopo poco tempo, l’arbitro recita il 6-3 in favore di Krawietz. E il meglio deve ancora venire. Il terzo e decisivo set infatti si rivela una battaglia soprattutto di testa, oltre che di fisico. Il primo a piazzare un allungo è il serbo, che ottiene un break nel quarto gioco. A questo punto l’incontro sembra terminato, ma arriva come un fulmine a ciel sereno l’ennesimo capovolgimento: il tedesco, infatti, alza notevolmente il proprio livello di gioco, iniziando a correre come mai prima e a realizzare recuperi davvero incredibili, soprattutto per un ragazzo alto come lui. Gli scambi diventano intesi, entrambi spingono da fondo e ne escono fuori bracci di ferro entusiasmanti. Il pubblico, ora davvero coinvolto, patteggia in larga parte per Djere, ma non mancano i tifosi del suo avversario. In ogni caso, tornando al match, Krawietz piazza l’immediato contro break e ne ottiene poi un altro, ritrovandosi clamorosamente ad un game dalla vittoria con il servizio a disposizione. Nel momento di chiudere però anche lui trema, e il serbo ne approfitta operando il sorpasso fino al 6-5 in suo favore. Il dodicesimo gioco è probabilmente quello decisivo: Krawietz sbaglia tre colpi consecutivi, scaglia la racchetta a terra e concede tre match point. Nel silenzio del pubblico trepidante, con un’atmosfera davvero da grande incontro, il tedesco salva con autorità e con il cuore tutte le occasioni del suo avversario, e raggiunge un meritatissimo e giusto tie-break. Come a ricalcare le orme di tutta la partita, anche qui i due regalano spettacolo. Djere inizialmente subisce il contraccolpo per le opportunità mancate ed in un baleno si trova sotto per 6-2, con Krawietz che, dopo avere sventato il peggio, si trova ad un passo dal successo. Il serbo riesce miracolosamente, anche grazie agli errori del rivale dovuti probabilmente alla tensione, a salvare a sua volta i match point, ma commette un clamoroso doppio fallo e ne concede un altro. Ancora una volta il tedesco non converte l’occasione, ma se ne procura un’altra. Questa, infine, sarà l’ultima: sul più bello infatti Djere commette un altro, sanguinoso doppio fallo affossando la palla in rete. Krawietz può finalmente alzare le braccia al cielo, mentre il suo avversario, in preda all’ira, scaglia qualcosa a terra appena uscito dal campo.

QUINZI DELUDE- L’incredibile match appena conclusosi sembra davvero aver scaldato gli animi del pubblico, in attesa dell’incontro più atteso della giornata. Gianluigi Quinzi infatti gioca in casa, sostenuto da tutta la folla. Il suo avversario odierno è l’ottimo Constant Lestienne, autore all’esordio dell’eliminazione dell’altra promessa azzurra, Matteo Donati. Il francese, vestito con un’elegante polo Lacoste e dall’aspetto preciso ordinato, insomma con un tipico stile francese, entra in campo con una sedia per la sua fidanzata, che non ha potuto trovare un posto nel campo ora gremito. Lestienne dopo ogni punto guarda ripetutamente la propria ragazza, che lo incita continuamente, mentre  le urla e gli schiamazzi del pubblico sono tutti per il ragazzo di Porto San Giorgio. Nonostante la grande differenza in classifica, Quinzi parte bene, in fiducia per le due ottime vittorie dei turni precedenti, e si guadagna due palle break consecutive già nel primo gioco. Il francese, dal tennis pulito ed ordinato, proprio come lui, resiste e si salva. Ora il transalpino comincia a giocare meglio, spinge di più e nel quarto game strappa la battuta, grazie ad una splendida combinazione palla corta-pallonetto. L’italiano tuttavia non sembra particolarmente scosso, e al contrario si riprende immediatamente, rientrando nel match con un immediato contro-break. Si segue l’andamento dei turni di servizio, fino al 4 pari. Nel nono game, Lestienne si porta sul 30-0, ma viene travolto dall’impeto di Quinzi che, con una risposta vincente, si guadagna una preziosissima palla break. Anche in questo caso però, dopo un gioco interminabile, il transalpino rispedisce al mittente l’attacco. La logica conclusione ora è il tie-break, dove l’azzurro prevale inizialmente issandosi sul 4-2. L’avventura di Quinzi nel primo parziale però finisce qui: Lestienne infatti inanella 5 punti consecutivi e conquista il primo set.

Il contraccolpo è inevitabile: Quinzi nella seconda frazione è il primo a cedere la battuta, e in poco tempo si trova sotto per 5-4 e servizio in favore del rivale. L’azzurro chiama ad un passo dal baratro il medical time out, forse anche per spezzare il ritmo, chi lo sa, ma termina poi il match come peggio non potrebbe. Dopo essersi issato sul 15-30, infatti, scatenando un rimasuglio di speranza nel pubblico, il marchigiano contesta platealmente sul 30 pari una chiamata dell’arbitro sul servizio del suo avversario. Gli spettatori partecipano alla diatriba insultando il giudice di sedia, e dando così una pessima prova di tutta la maleducazione messa in mostra nell’arco della giornata, mentre Quinzi arriva anche ad insultare il suo avversario. Il tutto termina in un attimo: l’italiano scaraventa fuori un dritto, stringe freddamente la mano al rivale e si guarda bene da farlo con l’arbitro; dà un calcio ad una bottiglietta d’acqua, ed esce dal campo. Ciò che conta, il risultato, recita un 7-6(4) 6-4 in favore del transalpino.

SEMIFINALI: GAIO SCONFIGGE DE GREEF, SFIDERA’ LESTIENNE

Dopo tutte le difficoltà degli ultimi due giorni, gli organizzatori decidono di far disputare le semifinali e la finale nello stesso giorno, e contemporaneamente. Sul campo centrale si sfidano Federico Gaio e Arthur De Greef, e a spuntarla, dopo tre set, è l’italiano, ultimo rimasto della gremita truppa azzurra a San Benedetto, con il punteggio finale di 7-5 1-6 6-2 . Sul campo 3 invece sono opposti Kevin Krawietz e Constant Lestienne. Ad avere la meglio è il francese, per 6-1 4-6 6-1, che raggiunge dunque l’atto decisivo.

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