Challenger Manerbio e non solo: al via Gianluca Mager e Filippo Baldi

Challenger Manerbio e non solo: al via Gianluca Mager e Filippo Baldi

Uno sguardo al tabellone di qualificazione di Manerbio e alle difficoltà di Mager e Cecchinato.

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Oggi cominciano le qualificazioni al torneo di Manerbio, che si presenta come unico challenger della settimana. Tabellone di qualificazione molto nutrito e di alto livello (cut-off 525) che ci da spunti interessanti. Il primo riguarda Gianluca Mager, il sanremese non è tranquillo, perde la lucidità e il suo body language nel campo è da resettare. Il problema più che nel gioco sta nella testa di Gianluca dove è evidente che non è sereno e questo si ripercuote in campo. Da San Benedetto qualcosa si è rotto, il suo è un equilibrio fragile, lo è sempre stato, ma in questi frangenti le cose non girano per il verso giusto. Non gli hanno dato WC e questo è un segnale, vogliono farlo giocare per fargli acquisire sicurezza in campo ed un atteggiamento più positivo. Al momento il suo peggior nemico sono i buchi di concentrazione che ha durante i match. Probabile che ci sia qualche situazione che gli abbia tolto la giusta quiete interna, l’augurio è di vederlo tornare a lottare su ogni singolo punto non lasciando nulla al caso. Il suo “spot” in tabellone è abbastanza duro, dovendo affrontare al secondo turno un cileno (Malla o Barrios Vera) due giocatori che giocano molto bene su terra e sono due mine vaganti. Al terzo turno dovrebbe affrontare l’argentino Galarza in linea teroica, giocatore altrettanto ostico. Queste qualificazioni sono un bel test per l’italiano.

A proposito di tranquillità, non possiamo non citare Marco Cecchinato, non voglio parlare del caso scommesse, lungi da me entrare in un terreno che si apre a tante interpretazioni e ognuno di noi si è fatto un’idea ben precisa, avendolo in cuor nostro già condannato o assolto. Il post “stangata” per Marco è stato tremendo, lui continua a prender parte ai tornei Challenger avendone la possibilità, ma fin qui ha collezionato una figuraccia a Cortina contro Karatsev, una pessima figura contro Michon a Fano e infine è riuscito a spuntarla contro Doumbia. Dopo essersi “perso” a fine primo set è riuscito non so come a ricomporsi e a giocare un tennis meno falloso, poi Doumbia su terra lascia a desiderare ed è riuscito a portare a casa il match. Purtroppo per lui, nello stesso match col francese ha accusato problemi alla caviglia che si sono protratti fino a Giovedi quando ha deciso di non scendere in campo nè in doppio e nè in singolo. Sembra che giri tutto male per Marco, in campo è molto nervoso (per usare un eufemismo) e deve riacquisire la voglia di vincere che ha smarrito a causa di una spada di Damocle che pende sul suo capo da qualche settimana. Non è facile giocare consci che la carriera potrebbe da un momento all’altro subire una brusca frenata. E chissà che questi strascichi non li porti per sempre con sè e non continuino ad inficiarne le prestazioni e di conseguenza i risultati. Chissà se riuscirà a venirne a capo, ai posteri l’ardua sentenza.

Parlando sempre di qualificazioni, da monitorare Filippo Baldi che ha ricevuto WC ed era insieme a Quinzi una promessa del tennis azzurro, ma purtroppo il suo processo di crescita non è andato come tutti si aspettavano. Occhio anche a Picco che sta cercando di riemergere nuovamente e su terra è un cliente ostico per tutti. Tra le non teste di serie mi ha ben impressionato lo spagnolo Taberner che ho visto molto bene a Cordenons, giocatore molto solido da fondo e con una bella mentalità. Attenzione anche a Crepaldi che torna dall’America dopo una breve e coraggiosa tourneè su cemento. Le scelte di Erik a mio avviso sono encomiabili, questo è il suo primo Challenger in Italia quest’anno, per il resto ha viaggiato molto e si è messo in gioco investendo parecchio in lunghe e faticose trasferte.

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