Vanni: cronaca di un ritorno annunciato

Vanni: cronaca di un ritorno annunciato

Il challenger di Segovia è stato vinto da Luca Vanni, tornato il giocatore capace di entrare nella top100 a 30 anni. Dopo la mononucleosi il toscano si riaffaccia verso il suo best ranking con una consapevolezza nuova.

Farà un salto di circa 40 posizioni in avanti Luca Vanni domani. Ma non è tanto quello il dato interessante, piuttosto la notizia di un ritorno alla fiducia tennistica che mancava da troppo tempo al giocatore toscano. Non molto tempo fa, da queste pagine, scrivevo di un Luca Vanni appannato, in scarsa fiducia. Poi la notizia della mononucleosi, una iattura per un tennista, che ne aveva minato le certezze fisiche, la possibilità di allenarsi e di dare tutto in campo. Archiviata la lunga fase di cura, Vanni è passato da una fitta serie di sconfitte al primo turno, molte delle quali sempre sul filo di lana, talvolta con avversari più avanti in classifica, talvolta con qualche Carneade.

Ma già a inizio luglio il sentore che Vanni stesse riavviandosi nella strada che portava verso il completo superamento della crisi c’era stato, ed erano arrivati proprio da Todi, torneo nel quale il toscano aveva infilato due vittorie su Andrea Arnaboldi e Matteo Donati. Due bei segnali, così come la sconfitta con l’argentino Marco Trungelliti, ancora una volta al termine di un confronto tirato. Cambio di superficie, passando per la sconfitto al primo turno di San Benedetto del Tronto, e approdo al cemento outdoor, a Recanati. Nella terra di Giacomo Leopardi Vanni riscopre la sua arma più potente, quel servizio affidabile che gli consente di aprire il campo e impostare lo scambio come preferisce lui, oppure di fare il punto direttamente. Salgono le percentuali di aces, spia dello stato di forma crescente. Vanni conquista un altro quarti di finale e si tira la partita con la tds. n.1 del tabellone marchigiano, il russo Eugenj Donskoy.

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Le premesse per l’exploit c’erano tutte allora. E la scelta di continuare la stagione sull’outdoor duro paga. Vanni si presenta a Segovia, con un campo di partecipazione che vede ben 3 top 100 nelle prime tre poltrone del seeding, e sono nomi pesanti, quali quello di Nico Almagro e Lukas Rosol.  Pesca la tds n. 6, un nome pesante, al suo rientro, quello di Jerzy Janowicz. Parte male perde il primo set e si salva nel secondo vincento un tiebreak cui era approdato abbastanza fortunosamente. Da quel momento scatta la molla del giocatore in fiducia: il braccio è solido, il fisico tiene, la testa segue. Luca viene fuori da un tabellone durissimo, con qualche sorpresa come il giapponese Akira Santillan, e la bellissima vittoria contro Mirza Basic, giocatore in grado di annichilire Almagro al termine di una battaglia vera.

Il resto è storia recente. Vanni dalla prossima settimana ritorna in una posizione utile a ritorccare il suo best ranking e riprovare a posizionarsi stabilimente nella top100, sicuro dei suoi mezzi, che hanno dimostrato di potergli consentire il raggiungimento di questo obiettivo. La carta d’identità non è un problema, lo ha dimostrano in tanti nel circuito, da nonno Ivo Karlovic fino al nostro Paolino Lorenzi. Il peggio pare passato, e il ritorno di Luca Vanni a livelli di gioco più consoni al suo talento porta una ventata di serenità nel panorama tennistico italiano. Nello scorso weekend vincevamo due tornei nel circuito ATP, in questo portiamo a casa due tornei challenger di ottimo livello: speriamo che due indizi facciano una prova.

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