RG, Day10: cadono i giganti Raonic e Berdych! Semifinale pazza tra DjokerNole e Gulbis!

RG, Day10: cadono i giganti Raonic e Berdych! Semifinale pazza tra DjokerNole e Gulbis!

Alla vigilia dello Slam parigino in molti avrebbero pronosticato, e sperato, un re-match della semifinale del 2011, nella quale Roger Federer riuscì a beffare Novak Djokovic proprio sul più bello, impedendogli di compiere un’impresa riuscita in precedenza solamente a Rod Laver e Donald Budge. Quest’anno invece, ad attendere il serbo in semifinale, ci sarà il donnaiolo lettone Ernest Gulbis, giustiziere proprio di Federer negli ottavi di finale e quest’oggi di Tomas Berdych.

Alla vigilia dello Slam parigino in molti avrebbero pronosticato, e sperato, un re-match della semifinale del 2011, nella quale Roger Federer riuscì a beffare Novak Djokovic proprio sul più bello, impedendogli di compiere un’impresa riuscita in precedenza solamente a Rod Laver e Donald Budge. Quest’anno invece, ad attendere il serbo in semifinale, ci sarà il talento lettone Ernest Gulbis, giustiziere proprio di Federer negli ottavi di finale e quest’oggi di Tomas Berdych.

NOVAK DJOKOVIC VS MILOS RAONIC

Con un combattuto 7-5 7-6 (5) 6-4, Robo Nole si assicura anche quest’anno la possibilità di giocare la semifinale dello slam parigino. Nella rivincita della semifinale del Master di Roma, Djokovic si impone su Raonic esprimendo un gioco propositivo e all’altezza della situazione, senza dover affrontare particolari pericoli.

Va detto che il tennista canadese, nonostante sia migliorato notevolmente dal punto di vista tecnico e atletico, non riesce tuttavia ad impensierire quanto basta il n° 2 del mondo. Similmente da quanto visto nella semifinale di Roma, dove diede del filo da torcere al suo avversario, qui a Parigi è riuscito nell’arduo compito di battersela con il tennista serbo che ora se la dovrà vedere con Gulbis, fresco di polemica contro il tennis femminile, che ha battuto nell’altro quarto il ceco Berdych.

Il canadese, n° 8 del seeding, si mostra molto aggressivo in avvio di match, bombardando il serbo a suon di ace. Non riesce però ad essere abbastanza aggressivo nei turni di risposta. Ne è scaturito un avvio equilibrato con vincenti da una parte e dall’altra, con Djokovic che predilige un gioco prettamente difensivo. Il serbo non sfrutta però la palla set sul 5-4 e rimanda il discorso al turno di risposta successivo dove, complici due doppi falli consecutivi del canadese, riesce a chiudere il set sul 7-5.

Il secondo set inizia sulla falsa riga del primo. Djokovic inizia a tirare un vincente di seguito all’altro con il suo proverbiale rovescio lungolinea, mentre Raonic continua a sfornare un ace dopo l’altro, non disdegnando qualche pregevole passante. Il set si allunga fino al tie-break, anch’esso combattuto, dove alla fine la spunta per un mini-break il n°1 serbo con il punteggio di 7 punti a 5.

Il terzo set parte subito con tre palle break per Djoker, neutralizzate facilmente da Raonic con due ace. Alla successiva palla break Raonic sbaglia malamente un attacco e consegna il gioco al serbo. Molla mentalmente la partita e lascia al suo avversario anche il successivo break. Riesce però a recuperarne uno e a mantenere il suo successivo turno di servizio. Nole però chiude nel successivo turno di battuta il set e la partita con il punteggio di 6-4.

Rimane dunque l’amaro in bocca a Raonic, che nonostante l’enorme numero di ace (21), non ha sfruttato le poche occasioni concesse da Nole, commettendo troppi errori gratuiti. La partita si è rivelata, soprattutto nei primi due parziali, divertente, equilibrata e combattuta.
È vero che le partite di tennis sono ognuna diversa dalle precedenti, specialmente quelle dei Grandi Slam, influenzate oltre che da una diverso numero di set, anche dalla condizione psico-fisica degli atleti e dalle loro motivazioni. Quest’ultime in Djokovic sono state decisamente più forti, dato che questa vittoria lo proietta virtualmente in finale, dove acquisendo altri punti potrà avvicinarsi ulteriormente al n°1 delle classifiche mondiali e, vincendo il torneo, entrerà di diritto a far parte dei giocatori che hanno vinto il Career Grand Slam (avendo già vinto gli altri tre Slam), riconquistando anche la posizione n°1 del ranking.

Per questo il prossimo incontro con Gulbis in semifinale potrà essere per Nole una pura formalità, non tanto per il valore dell’avversario, che è molto alto, quanto per il cuore e la grinta che metterà per il raggiungimento della finale dello Slam parigino, suo obiettivo più volte dichiarato.

ERNEST GULBIS VS TOMAS BERDYCH 

Il tennis messo in mostra oggi dal lettone Ernest Gulbis non lascia spazio ad ulteriori commenti: solidissimo al servizio, tagliente in risposta, imprendibili in attacco. Le due ore di gioco sono state l’espressione di un tennis completo che non ha dato ritmo ad un Tomas Berdych lasciato senza armi a disposizione, nonostante l’esecuzione di un dritto, stile uomo della Borotalco (cit.Ljiubicic) al quale purtroppo dobbiamo farci l’abitudine. Nel primo parziale, il lettone ha dato vita ad un tennis spettacolare fatto di improvvise smorzate, ottimi passanti e lob chirurgici che hanno mandato in completa confusione un ceco comunque non brillantissimo, che non riusciva a trovare soluzioni d’attacco (appena 4 i vincenti) contro la solidità dell’avversario (solo 8 punti concessi al servizio e 4 gratuiti in tutto il parziale), anzi si limitava ingenuamente a colpire la palla con le sue solite traiettorie piatte, che, malgrado una buona profondità, non facevano altro che mettere ancor di più in palla il donnaiolo dell’est.

L’attesa e l’agitazione per il raggiungimento di un traguardo di rilievo, facevano solamente da cornice ad una pressione mediatica che checché se ne voglia dire, non lascia indifferenti. Il quarto di finale non metteva in palio soltanto la semifinale al Roland Garros, ma anche il best ranking per entrambe i giocatori: in caso di vittoria, il ceco avrebbe scavalcato Roger Federer e sarebbe diventato numero 4 del mondo; il lettone sarebbe entrato per la prima volta in top10.

Lo stesso copione si ripete analogamente, in maniera ancora più netta, nel secondo set, in cui Gulbis concede appena 4 punti in battuta, con un 92% di realizzazione sulla prima di servizio. Il ceco non riesce a trovare continuità in battuta ed è continuamente fiaccato dalle risposte violente e brucianti di un avversario particolarmente ispirato, persino migliore di quello visto negli ottavi contro Federer, a dimostrazione del fatto che, a dispetto dell’opinione di molti, la sconfitta dello svizzero non è stata solo frutto di un calo, ma bisogna riconoscere i giusti meriti all’avversario sopra citato. Per la cronaca, “diamo a Cesare quel che è di Cesare”. Nonostante Berdych nel terzo set cerchi di affidarsi alla prima di servizio (da cui avrà un 83% di realizzazione), continua a concretizzare difficilmente i turni di servizio, soprattutto a causa della seconda di servizio, con la quale racimola appena 5 punti. Berdych annulla un match point sul 5-3 maturato per Gulbis dopo altre due risposte fulminanti, ma al successivo game non può nulla e deve rinunciare al sogno di una seconda semifinale parigina dopo quella del 2010, nella quale fu sconfitto da Rafael Nadal.

Escluso un quarto di finale nel 2008 proprio al Roland Garros, il sogno si realizza alla fine proprio per Gulbis, che con una prova maiuscola schianta il proprio avversario per 6-3, 6-2, 6-4, e conquista la sua prima semifinale in un torneo Major, a distanza di 6 anni dal suo miglior piazzamento, a seguito del quale non si è mai più issato oltre il quarto turno. Sino ad oggi.

LE CRONACHE DI SIMONE MARASI E GIORGIO LUPI (Twitter: lupi_giorgio)

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