Alla scoperta del progetto FIT Over 18

Alla scoperta del progetto FIT Over 18

Parleremo del progetto over 18, dei loro protagonisti e dei vantaggi che ne derivano da questa collaborazione. La Fit sta andando nella giusta direzione ? Sapranno valorizzare i nostri talenti ?

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Spesso accade, lecitamente o meno, che la FIT sia facile bersaglio di critiche. In Italia si cerca sempre un “capro espiatorio” e la Federazione è spesso sotto accusa. Se è pur vero che la nazione Italia non ha “il fenomeno” da poter annoverare tra le proprie fila per poter scaldare il cuore degli italiani, oltre ad accendere una passione a volte sopita degli stesssi, è anche vero che la Fit sta facendo a mio avviso di tutto per poter costruire un gruppo solido di giovani che in un futuro prossimo possano darci soddisfazioni. Parlo del “progetto over 18”.

Questo progetto è fondamentale per una sana crescita dei nostri giovani, questo perchè gli aiuta nel passaggio tra juniores e professionismo senza abbandonarli a loro stessi, fungendo da connettore. Il centro di Tirrenia è il fulcro dell’organizzazione, è lì che comincia la preparazione e a disposizione dei ragazzi un team di primissimo livello per poter preparare al meglio la nuova stagione. Il responsabile del settore tecnico maschile è Umberto Rianna, coadiuvato da Giorgio Galimberti. Il duo scelto dalla federazione è teoricamente “esplosivo” e assolutamente complementare.

rianna

Rianna può contare su una formazione avvenuta nella prestigiosa accademy di Bolletieri dove ha assimilato fra le altre cose la cultura e la disciplina del lavoro, oltre ad un background di prim’ordine. Rianna può vantare un curriculum di tutto rispetto, ha allenato il folle Xavier Malisse, Potito Starace ed è stato lui a rilanciare Simone Bolelli. Il tecnico casertano ti da immediatamente l’impressione di una persona sicura di sè, a tratti borioso, ma di certo qualsiasi frase proferisca vi assicuro non è convenzionale o insipida, ma è un concentrato di stupefacente conoscenza. Umberto può cambiare radicalmente a livello mentale un giocatore, ed è qui che a mio avviso può dare il suo maggior apporto, mentre Galimberti oltre ad aver un esperienza di altissimo livello come tennista, riesce ad entrare nell’epidermide di un giocatore dando consigli tecnici e tattici importantissimi. Giorgio è alla guida della prestigiosa San Marino Tennis Academy e a livello giovanile sono tanti i risultato fin qui conseguiti, quindi la scelta della federazione è stata oculata. Il suo ruolo seppur “part-time”, infatti la sua collaborazione durerà solo 20 settimane nel 2016, ha un ruolo chiave, in quanto segue i ragazzi, li porta in giro per i tornei quando i loro allenatori non riescono a supportarli, perché magari nel circolo hanno difficoltà a sganciarsi. Oltretutto Giorgio riesce a tenere alto il morale della truppa con il suo modo di fare coinvolgente e al passo con i tempi (molto “social”). Presto per dire se il binomio Rianna-Galimberti sia il giusto mix per le nostri giovani leve, tuttavia credo si possa essere moderatamente soddisfatti dei risultati fin qui conseguiti.

Fatta questa premessa credo sia importante sottolineare lo sforzo economico della FIT che elargisce le sue risorse ai vari Challenger che si disputano in Italia, in quanto le 3 Wild card a disposizione di Rianna hanno un costo che allo stesso tempo sono un introito importante per il torneo. Oltretutto la Fit aiuta i ragazzi coinvolti nel progetto con dei rimborsi, per il sostentamento degli stessi, che devono pagare le spese relative ai vari tornei che troppo spesso non riescono a coprire con il prize money conquistato sul campo.

Voglio farvi un esempio pratico di quanto “Mamma Fit” aiuti i giocatori che sono sotto la sua ala protettrice, uno fra tutti è l’argentino naturalizzato italiano Bahamonde. Perchè porto in auge questo esempio, perchè Francisco Bahamonde detto “Panchito”, non ha scelto la bandiera italiano per un senso di appartenenza, ma ha intelligentemente optato per la proposta fatta dalla Fit che comprendeva la possibilità di allenarsi in un centro tecnico con preparatori atletici ed un allenatore, oltre ai rimborsi spesa e la possibilità di ottenere WC nei challenger italiani. Le scarse risorse della Federazione Argentina hanno inevitabilmente fatto pendere l’ago della bilancia verso i colori “azzurro Italia”.

Qual’è l’importanza strategica di avere una Federazione forte alle spalle di un giovane ?

Prendiamo il caso specifico di Nicolas Jarry, giocatore, per chi non lo conoscesse di nazionalità cilena dalle spiccate doti fisiche e tecniche, molto alto e potente, classe 95′ può esprimere un tennis micidiale. Lui era un predestinato, figlio d’arte, da giovane accettò il passaggio di nazionalità, dicendo “si” alle lusinghe della federazione statunitense che all’epoca si fece avanti in quanto la mamma di Nicolas, seppur cilena, era nata sul suolo statunitense. Lui coraggiosamente dopo pochi tornei decise di rivestire la casacca cilena abbracciandone l’appartenenza e i valori, aiutato nella scelta dal connazionale Fernando Gonzalez, eroe olimpico e non solo. Essere cileno è sotto certi aspetti una fortuna e lo spirito che si respira in Davis è unico, inimitabile.

La Federazione cilena non potrà mai contare sulle infinite risorse di quella a stelle e striscie, ma soprattutto non conta gli stessi challenger americani o italiani ad esempio. Per Jarry girare il mondo a caccia di punti ATP è dispendioso e poco remunerativo. Infatti Jarry dalla seconda parte del 2015 ad oggi è sceso molto in classifica, ora gravita intorno alla cinquecentesima posizione, che non gli permette di entrare nel Main Draw dei tornei Challenger ma suo malgrado è costretto a disputare le qualificazioni che sostanzialmente hanno due svantaggi: tolgono energie preziose per il tabellone principale e c’è il serio rischio di non riuscire a qualificarsi e di aver speso soldi vanamente senza alcun ritorno di prize money e di ritrovarsi con uno “0” nella casella punti. Ecco perchè i nostri azzurrini sono agevolati rispetto a giocatori che dispongono di Federazioni con meno mezzi e disponibilità. Giocatori come Sonego, Mager, Eremin, Quinzi, Napolitano, Bahamonde, Pellegrino potendo contare su WC di importanza capitale, in molti casi sono riusciti a fare exploit che partendo dalle qualificazioni probabilmente non avrebbero fatto.

 

 

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