Andre Agassi torna sull’infortunio di Djokovic: “Ha avuto una frattura al gomito”

Andre Agassi torna sull’infortunio di Djokovic: “Ha avuto una frattura al gomito”

L’ex tennista americano, oggi supercoach di Novak Djokovic, è intervenuto per chiarire una volta per tutte la natura dell’infortunio occorso al serbo lo scorso luglio. Il peggio è alle spalle e il lavoro di recupero sembra agli ultimi dettagli, ma a quanto pare l’infortunio è stato piuttosto serio.

Novak Djokovic è fermo dallo scorso Wimbledon, quando fu costretto al ritiro nel match dei quarti di finale contro Thomas Berdych. La natura dell’infortunio non era ancora stata svelata, e molti avevano ipotizzato che dietro ai poco definiti “problemi al gomito” potessero nascondersi la voglia di staccare la spina per un po’ dal tennis e ritrovare le motivazioni perdute.

Dalle parole del suo coach Andre Agassi, che sarà all’angolo del serbo anche per la prossima stagione, si capisce quanto in realtà la natura dell’infortunio fosse seria, addirittura una frattura al gomito. “Ha fatto un ottimo lavoro per assicurarsi il recupero dall’infortunio una volta per tutte. L’infortunio è stato una frattura al gomito. Cominceremo fra una settimana da oggi, se avrà recuperato definitivamente, ed è una grande notizia. In questo periodo fuori dal tour ha imparato molto.” A settembre Nole non aveva ancora ripreso gli allenamenti a pieno regime, per favorire il completo recupero della lesione. Ma a quanto pare il peggio è alle spalle, e presto ricomincerà a lavorare in vista della prossima stagione. Il tempo non è molto da oggi a gennaio, e le prossime settimane saranno critiche per valutare la competività del serbo per le prime competizioni, fra cui i suoi tanto cari Australian Open.

Nell’intervista Agassi ha avuto modo di dire la sua anche sulle prossime Finals, che andranno in scena con i nuovi numero 1 e numero 2 del mondo: Rafael Nadal e Roger Federer. “Storicamente la parte finale della stagione per Rafa non è mai buona come la parte iniziale e la parte di mezzo. Questo dipende in gran parte dall’usura legata all’intensità che mette in ogni singolo match. Non so riguardo Roger. Per varie ragioni non è stato se stesso agli ultimi US Open. Ma si è preso il suo tempo e ha già dimostrato di essere una persona in grado di prendere decisioni molto buone. Mi aspetto che sia al suo meglio”.

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