Andy Murray alle Finals fra glorie e dubbiosi

Andy Murray alle Finals fra glorie e dubbiosi

Da quando Andy Murray è diventato n°1 ex tennisti ed opinionisti si sono scatenati in pronostici, critiche e consigli. Anche se in fondo Murray è arrivato in cima a suon di allenamenti, passione e vittorie. Ivan Lendl garantisce.

IL VIA ALLE FINALS – Le Finals di Londra sono alle porte e il nuovo n°1 del mondo, Andy Murray si appresta ad affrontare una prova e un girone sicuramente più difficile di quello del suo collega Novak Djokovic.

Il fatto che Andy sia diventato il n°1 del mondo ha suscitato nel mondo del tennis strane reazioni, molti non se l’aspettavano -ma come? Con tutto quello che ha vinto- alcuni non ci credono ancora e pensano che Nole in fretta e furia si riprenderà la sua posizione, i più romantici pensano ancora a Roger Federer. Insomma, Murray con tutti i titoli vinti nel suo fantastico 2016, dovrà dimostrare al mondo che non è un caso che si trovi lì.

IVAN LENDL, UNA CERTEZZA – Affiancato di nuovo da Ivan Lendl , lo scozzese affronterà da domenica a Londra Stan Wawrinka, Kei Nishikori e Marin Cilic, tutti nel girone McEnroe e vedremo come andrà a finire. Ivan Lendl, il suo coach ha vinto ben cinque titoli su nove finali disputate alle Atp finals , allora giocate al Madison Square Garden a New York. Ricorda il ceco che per rendere al meglio in campo aveva preso casa vicino a New York “Il campo veniva fatto quattro-cinque giorni prima del torneo ed ogni giocatore poteva allenarsi 24 ore prima dell’inizio per un’ora. Bisognava essere carichi per poi poter affrontare la nuova stagione, io ero anche uno studioso, non metodico, di tutto quello che facevo, portandomi in campo un taccuino. Era il mio modo per prepararmi al meglio ad un match di tennis” dice poi di essere molto meticoloso nella preparazione del suo atleta, come lo era per se stesso “Quando giocavo ero sempre alla ricerca di quel qualcosa in più, che fosse a livello di nutrizione, fisico o psicologico. Ora faccio di tutto per dare un vantaggio ad Andy, quindi attraverso i nuovi metodi che si usano nel tennis e negli altri sport. Il tennis è uno sport che non può mai essere dominato completamente. Come giocatore e ora come allenatore di Andy Murray, non ho mai smesso di imparare. Al livello più alto se tu tennista non riesci a migliorarti, fallirai” Secondo McEnroe scegliere Un bravo insegnante è essenziale. Poi devi sviluppare la passione: solo la passione porta a divertirsi sul campo da tennis. Conservate sempre il lato divertente, a prescindere dai risultati, e poi si custodirà gelosamente per tutta la vita” E sembra che Andy un bravo insegnante l’abbia trovato, la passione poi è quella che lo tiene così tante ore sul campo e i risultati confermano   

STEFAN EDBERG DUBBIOSO – Insegnante, tennista e personaggio del mondo del tennis che è stato al fianco di Roger Federer per le  due ultime edizioni delle Finals e che nell’89 le vinse battendo in finale Boris Becker è Stefan Edberg. Il tennista svedese racconta della sua esperienza al Madison Square Garden  “Fu molto speciale batterlo perché avevo perso sei o sette finali quell’anno, quindi fu una gran cosa. Nel ’90 invece mi ha fatto male perdere da Andre Agassi, specialmente dopo che l’avevo battuto in una grande match nel round robin” il tennista svedese ha poi commentato sui protagonisti delle Finals degli ultimi anni dicendo “La cosa interessante è che negli ultimi due anni Federer e Djokovic sono stati quelli che più volte si sono affrontati, ma ora sono Djokovic e Murray. È stato un po’ sorprendente vedere Andy diventare numero uno prima della fine dell’anno, ma ha avuto una grande stagione ed è a questi livelli da tanto tempo. Djokovic sicuramente non mollera’, questo è sicuro! È stato in vetta per molto tempo -223 settimane in totale – e ha anche disputato una grande stagione. Ma è normale vedere persone nuove sfidarlo per quella posizione”  Leon Smith, capitano di Davis per la Gran Bretagna invece dice incrociando le dita riguardo a Murray “Per come funziona il sistema punti ha una buona opportunità di rimanere numero uno. Non deve difendere molti punti nel primo trimestre anche perchè ad Indian Wells e Miami non giocò granchè bene”

Chissà se il numero 1 del mondo è ancora il ragazzo introverso  che faceva colazione con un pacchettino di Oreo, giocava ore alla play station e preferiva non dover parlare con gli altri in macchina, come ricorda Jesse Huta Galung, n 442 del ranking e suo coinquilino a Casteldefells quando aveva 17 anni , o se i successi, il matrimonio, la paternità hanno risvegliato in lui più certezze nel suo gioco e in se stesso. Fatto sta che finalmente con la conquista della prima posizione abbiamo visto un bel sorriso sul viso di Andy e speriamo che possa durare a lungo.

 

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