Andy Murray può dire addio alla posizione n°1?

Andy Murray può dire addio alla posizione n°1?

Analizzando i punti in palio rimanenti nella stagione ATP, il forfait al torneo di Toronto di Murray potrebbe pregiudicare la sua ascesa alla posizione numero 1 del mondo.

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Ondata di ritiri in quel di Toronto. A Andy Murray hanno fatto seguito quelli di Federer, Nadal e Tsonga, giusto per citare quelli più illustri. Ma quanto potrà pesare questo ritiro in ottica ranking per lo scozzese nella sua rincorsa alla posizione numero 1? Attualmente, con Nadal in precarie condizioni fisiche e Federer non più competitivo come alcuni anni fa, solo Murray può insidiare il dominio assoluto di Djokovic, già vincitore di due Slam in questa stagione.

UN PO’ DI NUMERI – Prima che iniziasse Wimbledon l’impresa sembrava al limite dell’impossibile: quasi 17.000 punti per Djokovic e meno della metà per lo scozzese, fermo a circa 8000. È da quel momento in poi che è iniziata l’operazione rimonta. Per Murray successo al Queen’s, confermando i 500 punti dello scorso anno, e vittoria a Wimbledon. Solo terzo turno nello Slam londinese per il serbo, che difendeva il titolo dello scorso anno, perdendo una marea di punti. Risultato? Ben 3190 punti rosicchiati da Murray. Appena dopo Wimbledon, infatti, il gap di punti tra i due scese dagli allora 8045 a “soli” 4845. La Coppa Davis, che da quest’anno non assegna più punti, ha fatto perdere a Murray 130 punti, facendo registrare comunque un guadagno netto del quasi 40%.

PREVISIONI – Ora la stagione americana prende il via e un insieme di variabili potrebbe pregiudicare l’esito finale della classifica. Cerchiamo di analizzarle tenendo anche in considerazione i precedenti tra i due all’interno degli stessi tornei. Proprio in Canada, lo scozzese difende il titolo, ossia 1000 punti, che perderà senz’altro. In più, in caso di vittoria di Djokovic altri 400 punti si aggiungerebbero tra lui e il serbo. A Cincinnati Murray difende i quarti, ciò vuol dire che potrebbe guadagnare già qui qualcosa sul suo rivale. In questi due tornei gli scontri diretti premiano sempre Murray, due volte in Canada e una in Ohio. Ma il colpaccio lo potrebbe fare a New York, dove l’anno scorso raggiunse solo gli ottavi di finale, mentre Djokovic alzò al cielo il titolo.

AL FOTOFINISH – Il gap potrebbe assottigliarsi ulteriormente ai Masters 1000 di Shanghai e Bercy, dove il serbo è campione in carica, e dove Murray potrebbe finalmente compiere il sorpasso. Se non sarà lì, potrebbe essere alle Finals, dove l’anno scroso il britannico raccolse 700 punti di meno del suo avversario. Il tutto al netto della Coppa Davis, togliendo gli oltre 500 punti conquistati tra semifinale e finale dal campione di Glasgow. Le statistiche del passato però non gli sorridono, avendo fatto registrare un netto 7-0 negli scontri diretti post US Open e un grande feeling di Djokovic con questi tornei. Questo aspetto fa ripensare su un possibile aggancio entro fine anno. In tal caso l’aggancio potrà avvenire all’inizio della prossima stagione, quando il tennista di Belgrado difenderà oltre 4000 punti, tra Australian Open e altri tornei.

TIRANDO LE SOMME – Va da sé che per riuscire nell’impresa Murray dovrà affidarsi oltre ai propri mezzi anche a quelli della dea bendata, riservando per il serbo qualche eliminazione precoce dai tornei che contano. Al contrario, se Djokovic dovesse confermare la sua forma, eccezion fatta per Wimbledon, anche per i prossimi mesi, ci sarebbe poco da fare per il tre volte campione Slam e il suo sogno di capeggiare la classifica maschile.

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  1. Enrico Carrossino - 1 anno fa

    Dipende se vincerà lo us open

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