Andy Murray, una sconfitta che può far male

Andy Murray, una sconfitta che può far male

Il britannico, a testimonianza di un avvio di stagione non ottimo, può considerare la sconfitta contro Zverev un grande rammarico, sia per via di un tabellone piuttosto aperto che avrebbe potuto permettergli di sfatare la maledizione Australian Open dopo ben 5 finali, sia perchè non ha sfruttato l’occasione di aumentare il distacco su Djokovic, conquistando punti che nel corso della stagione sarebbero potuti risultare fondamentali.

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L’inizio di stagione di Andy Murray non è stato assolutamente all’altezza di quanto visto l’anno scorso e la sconfitta di oggi contro Mischa Zverev ne è stata la conferma: si è già rotto il meccanismo nel britannico?

UN DIFFICILE INIZIO DI STAGIONE- Il tennista di Dunblane ha cominciato la sua stagione in Qatar, a Doha, dove, pur vincendo tutti i match prima della finale in due set, ha dimostrato di non essere più quel dominatore che l’anno scorso faceva paura a tutti, e le quasi due ore in media a partita ne sono la testimonianza. Giunto finalmente alla prova del 9, ovvero la finale contro Novak Djokovic, il britannico è partito piuttosto male perdendo il pirmo parziale per 6 giochi a 3. Nel secondo set, l’inerzia del match sembrava non voler abbandonare il serbo, il quale si è trovato a servire per il match. Sul 5-4 però non ha sfruttato ben 3 match point e, complice anche un po’ di nervosismo che gli è costato un penalty point, si è trovato a concedere il set a Murray con il punteggio di 75. Nel terzo parziale è stato ancora il britannico a dare l’impressione di poter avere la meglio e la palla break sul 32 sembrava poter essere l’occasione definitiva. Il belgradese però, dimostrando di saper gestire molto bene i punti importanti, non solo ha annullato questa delicata palla break, anzi, nel gioco successivo ha messo a segno quattro punti consecutivi sorprendendo Murray e portandosi a casa il break che poi risulterà essere decisivo per il 64 finale. Il numero uno al mondo, quindi, ha ceduto a colui che era stato il principale ostacolo tra lui e la prima posizione, e di fatto ha perso quella consapevolezza di poter battere il serbo che lo aveva caratterizzato nella stagione precedente. Andy Murray potrebbe comunque essere soddisfatto perchè ha ceduto solamente a Djokovic, mentre se l’è cavata con gli altri, quindi le premesse per lo slam in arrivo sono più che positive.

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L’inizio degli Australian Open sembra dar ragione al britannico, il quale supera i primi tre turni senza di fatto rischiare niente e dando l’impressione di poter essere veramente il favorito vista l’uscita prematura di Nole Djokovic. Andy, però, se fino ad ora aveva incontrato giocatori piuttosto “classici”, ad esempio un rematore da fondo come Marchenko oppure un bombardiere come Querrey, nel quarto turno si è trovato di fronte un giocatore old style, serve and volley che corrispondeva al nome di Mischa Zverev. Dopo un primo set rocambolesco, pieno di capovolgimenti di fronte e continui break, Murray si è trovato costretto a rincorrere poichè dopo un’ora e 4 minuti, il tedesco era avanti un set a zero. Nel secondo parziale il britannico sembrava aver riacquistato fiducia e, pur non sfruttando diversi set point sul 54, è riuscito comunque a vincere 75. Sulla situazione di un set pari però, il più grande di fratelli Zverev è salito in cattedra e con un totale di 118 discese a rete, ha estromesso dal torneo la prima testa di serie vincendo gli ultimi due set con il punteggio di 62 64.

MANCATO ALLUNGO IN CLASSIFICA E TABU’ MELBOURNE- Questa sconfitta può essere considerata forse uno dei più grandi rammarichi nella carriera di Murray. Innanzitutto il britannico ha fallito un allungo in classifica che, complice i quasi 2000 punti persi da Djokovic, con l’avanzare del torneo avrebbe potuto aumentare il distacco assicurando al fratello di Jamie un periodo più lungo ai vertici del ranking. Successivamente, e direi soprattutto, il tennista di Dunblane ha mancato l’appuntamento con la vittoria degli Australian Open, un torneo che il britannico non ha mai vinto, pur avendo collezionato ben 5 finali, delle quali 4 perse da Novak Djokovic e che forse, dopo quest’occasione sprecata, non vincerà mai più.

IL FUTURO DI MURRAY- Andy Murray, dopo questa pesante batosta, continuerà la sua stagione nel torneo di Dubai, per poi disputare i due Master 1000 in America prima della stagione sulla terra rossa. Vista la bassa quantità di tornei ai quali lo scozzese prenderà parte, l’attuale numero uno al mondo dovrà lavorare molto sotto vari punti di vista, soprattutto su ciò che non ha funzionato in Australia. I punti interrogativi sul prosieguo della stagione di Murray sono tanti, ma la domanda che più tartassa le menti degli appassionati è: riuscirà il britannico ad esprimere un livello di gioco tale da conservare la prima posizione? La risposta potrà essere fornita in parte da lui, ma non solo. Se è vero che il tennista di Dunblane dovrà lavorare molto sia mentalmente che dal punto di vista tennistico, è allo stesso tempo vero che nel tennis mondiale non dipenderà tutto da lui, infatti non bisogna dimenticare che alle calcagna del britannico c’è un certo Novak Djokovic, il quale, se riuscirà a tornare anche solo in parte quello di qualche tempo fa, potrà dare molto fastidio a Murray ed inoltre potrà approfittare, soprattutto nella seconda parte della stagione, dei tanti punti che difende Andy, nettamente maggiori rispetto a quelli che dovrà difendere lui.

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