ATP Bercy: Dimitrov ingaggia Agassi, per arginare la crisi di risultati, e vince contro Bautista Agut

ATP Bercy: Dimitrov ingaggia Agassi, per arginare la crisi di risultati, e vince contro Bautista Agut

Il campione in carica delle ATP Finals, dopo un 2018 completamente al di sotto delle aspettative, si presenta sui campi del Paris Rolex Masters accompagnato da Andre Agassi. Nessun divorzio da Dani Vallverdu, solo la volontà di risalire la china dopo mesi molto difficili e il primo match va in porto positivamente.

di Giuliana Cau

Osservando e paragonando il Grigor Dimitrov di oggi con quello di un anno fa, l’unico aggettivo possibile e applicabile, per definire in una parola il tennista bulgaro, è IRRICONOSCIBILE. Tale infatti è diventato Dimitrov dopo i quarti di finale agli Australian Open persi contro Edmund, ovvero un giocatore svuotato, privo di soluzioni e in balia di ogni avversario col quale si è rapportato ultimamente. In pratica: il fantasma di se stesso. Il 2017, l’anno migliore della sua carriera che lo aveva visto vincitore dei tornei di Brisbane, Sofia, Cincinnati e delle ATP Finals, lo aveva incoronato Maestro 2017 col beneplacito di tutti, pubblico e addetti ai lavori, al grido di “era ora, ce l’ha fatta, finalmente il potenziale di cui è dotato è saltato fuori; dopo una caterva di ribattitori da fondo abbiamo un campione dal gioco a tutto campo” ecc, ecc. Ma l’esultanza si è dissipata velocemente, fagocitata da una crisi di risultati e di rendimento a cui il campione della O2 Arena non ha saputo contrattaccare con determinazione e perseveranza. Gli unici acuti sono stati la finale di Rotterdam, alla quale si è presentato malconcio fisicamente strappando appena quattro games a Roger Federer, e la semifinale al Masters di Montecarlo, ridotta ad una stesa rimediata dal re del clay Rafa Nadal. Per il resto solo prestazioni inquietanti e sconfitte incassate da avversari troppe volte non di spessore o comunque ampiamente alla sua portata. In tutto ciò è riuscito nell’impresa di far apparire Stan Wawrinka come un eroe redivivo, perdendoci contro sia a Wimbledon sia agli US Open, quando il campione di Losanna non era che un giocatore ancora in ripresa e in fase di carburazione, dopo il lunghissimo stop per infortunio e la caduta nelle posizioni più basse della classifica ATP. Grisha, tra le altre, è incappato in batoste pesanti con atleti che rispondono al nome di Dusan Lajovic, Michail Kukuschkin, Fernando Verdasco e Jeremy Chardy e tutte avvenute sui campi veloci, laddove il ventisettenne di Haskovo avrebbe dovuto esprimersi al meglio. La crisi di Grigor Dimitrov oramai è evidente persino a lui che al termine delle ATP Finals 2017, per le quali quest’anno non si è qualificato, aveva affermato “ora non devo dimostrare più nulla a nessuno“; la verità è che fin tanto che giochi avrai sempre qualcosa da dimostrare a qualcuno, a meno che non ti chiami Federer, Nadal o Djokovic che, alla sua età, avevano la bacheca stracarica di titoli slam.

Dimitrov si allena sul campo centrale di Bercy.
Dimitrov si allena sul campo centrale di Bercy.

A tal proposito Grisha ha riservato una sorpresa di notevole livello, presentandosi domenica sui campi indoor di Parigi Bercy accompagnato da Andre Agassi, il campione slam americano che, per meno di un anno, ha affiancato Novak Djokovic, ma senza ottenere grandi risultati. Che avesse necessità di una scossa era evidente, ma che ingaggiasse il Kid di Las Vegas non era ipotizzabile, soprattutto sapendo quanto poco Agassi ami spostarsi dagli Stati Uniti e lasciare famiglia e fondazione per stare dietro alle variegate esigenze di un tennista professionista. La presenza di Andre, a Parigi, ha destato moltissima curiosità e ha coinvolto negli allenamenti anche l’asso maiorchino Nadal e tanti curiosi che si sono dilettati a paparazzare la nuova strana coppia. Il bulgaro si è presentato a Parigi con un bilancio stagionale di 23 vittorie e 18 sconfitte, netto passo indietro rispetto al 4919 dell’anno scorso. La Race stagionale lo vede in 22esima posizione e difficilmente migliorerà, salvo un grande risultato alla Accorhotels Arena che, a conti fatti, significa la vittoria del titolo. Nessun divorzio da Dani Vallverdu, che ha presenziato come sempre al box di Grisha. L’allenatore venezuelano, in una recente intervista, ha dichiarato che il progetto di inglobare Agassi nel team nasce dalla volontà di Grigor di non ripetere le prestazioni deludenti di questi ultimi tempi; infatti il calo del suo assistito non è dovuto solo ad una presunta labilità mentale, ma anche a motivi tecnici importanti come il servizio e il rovescio, colpi molto belli ma non abbastanza efficaci. Tutto il team, Dimitrov incluso, sta lavorando tantissimo per rafforzare i suoi punti deboli e per incrementare il bagaglio tattico, col quale si spera di riportarlo al top nel prossimo anno. Vallverdu ritiene che l’apporto dell’otto volte campione slam potrà aiutare Dimitrov a recuperare fiducia nei  propri mezzi e a superare questo momento di crisi per ritrovare sicurezza e voglia di vincere, e l’andamento del primo match giocato a Parigi contro Roberto Bautista Agut parla chiaro: 76 64 . Dimitrov infatti ha saputo resistere nel primo set all’attacco del tennista spagnolo, senza perdere la calma durante il lunghissimo tie-break vinto per 12 punti a 10. Nel secondo set è andato in vantaggio di due break che però sono stati vanificati dalla rimonta dell’iberico ma, in questa occasione, la reazione del bulgaro c’è stata (fatto già di per se in controtendenza rispetto al recente passato), incamerando subito dopo il terzo break decisivo e riuscendo a portare a casa una vittoria che, sul piano dell’ottimismo, può valere oro, soprattutto dopo aver salvato una palla break che avrebbe riaperto ancora una volta l’incontro.

Grisha

Qualcosa è cambiato, ma le rivoluzioni si sa non avvengono in pochi istanti e Roma non è stata costruita in un giorno. Tempo, pazienza e impegno saranno la chiave giusta per riportare il tennis di Grigor Dimitrov ai livelli di eccellenza raggiunti lo scorso anno. Per Andre Agassi questa potrebbe rivelarsi l’occasione propizia per affermare se stesso come il coach che, per Djokovic, non è riuscito ad essere. Una cosa è certa: se sono rose (e i presupposti ci sono tutti) non potranno che fiorire, prima o poi.

http://www.tenniscircus.com/circuito-atp/daniel-vallverdu-il-problema-di-dimitrov-non-e-solo-mentale/

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  1. Cristina Isidori - 4 mesi fa

    Orrore!

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  2. Daniela Narducci - 4 mesi fa

    Bravissima Giuliana. Io spero che la vicinanza di Agassi sia per lui l’inizio della rinascita. Avrebbe un talento col quale dovrebbe “spaccare tutto”. Invece da dopo le Finals dello scorso anno, si è letteralmente perso ed ha iniziato a fare sempre più pena. Mi piacerebbe rivederlo vincente, in qualche torneo importante, come meriterebbe. Il suo rovescio, è un gran bel vedere, ma effettivamente non è così incisivo, come possono essere quelli di Federer e Wawrinka. Tanto per citarne due. Si è saputo “riciclare” un po’ come doppista. Con Fognini è divertente vederlo. Sembrano davvero affiatatissimi. Ma mi piacerebbe che Grisha ottenesse qualcosa di più in singolare.

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    1. Giuliana Cau - 4 mesi fa

      Grazie Daniela; anche io spero in una prossima stagione migliore e un giorno vorrei che vincesse uno slam. Può ancora farcela, deve essere più costante e determinato.

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  3. Nicola Vaselli - 4 mesi fa

    Un bell’articolo che racconta senza mancanza alcuna l’epopea alla rovescia del povero Gregorio in questo 2018. Mi è piaciuto l’inizio tranciante e senza appello. Le qualifiche di “irriconoscibile” e “fantasma di se stesso” descrivono perfettamente la stagione di Dimitrov. Le sue vittorie del 2017 ci avevano un po’ illuso e in quasi tutti ci chiedevamo se potesse confermarsi quest’anno oppure se si trattasse “solo” del momento più alto della sua carriera. Purtroppo, ad oggi, sembra molto più valida la seconda ipotesi. Condannato ad appartenere a quell’età di mezzo che è stata fagocitata dai fab four, ora rischia di essere superato senza tanti complimenti anche dai quelli della next gen come di fatto sta già accadendo. Peccato, perchè il talento c’è, la piacevolezza nel vederlo giocare anche. Vedremo se Agassi sarà la persona giusta per rimetterlo in carreggiata. Non lo so…forse si …forse no…

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    1. Giuliana Cau - 4 mesi fa

      La middle gen coi Fab 4 in azione, più giovani giusto di 5/6 anni, non ha avuto scampo. La next potrà ottenere qualcosa in più, appena si ritireranno. I giovani devono pregare che lo facciano entro 3 max 4 anni, sennò raccateranno le briciole. E cmq… Di fenomeni ne vedo pochi, quindi prevedo un circuito ATP, tra qualche anno, labile come l’odierna WTA.

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    2. Mirko Aschiero - 4 mesi fa

      Nicola Vaselli si, sicuramente non si può “caricare” Dimitrov di eccessive aspettative…, Come dici tu è stilisticamente bello da vedere e non è certamente uno scarso, ma a parer mio ha già raggiunto probabilmente il suo massimo livello, arrivando addirittura alla 3° posizione ATP; tanto di cappello a Dimitrov per questo fantastico ranch ma già deve ritenersi più che soddisfatto dal momento che (e lo stesso vale per cilic) è stato tra i migliori 3 per un periodo ma chiaramente a differenza dei big 4 e wawrinka non sarebbe mai potuto arrivare tra i primi 4 senza l’assenza di Murray, wawrinka, Djokovic, nishikori e raonic!
      Per questo non capisco quelli che criticano tanto il bulgaro, ha fatto fin troppo, tanto di cappello!!!

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  4. Maria Diomede - 4 mesi fa

    Il bel Dimitrov oggi ha vinto una partita non facile …francamente non pensavo che riuscisse a vincere..visto le sue ultime prestazioni molto deludenti. La collaborazione con Agassi fa ben sperare..anche se siamo solo all’inizio.Un buon banco di prova per entrambi

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    1. Giuliana Cau - 4 mesi fa

      Sembra un po’ quella situazione dove si rinasce assieme… Speriamo :)

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