ATP CINCINNATI – Murray domina, Raonic rischia ma supera Sugita

ATP CINCINNATI – Murray domina, Raonic rischia ma supera Sugita

Nessun problema per Andy Murray che supera Kevin Anderson in due set. Sugita impegna Raonic che la spunta al terzo set. Successo anche per Cilic.

I secondi quattro ottavi di finale dell’ATP di Cincinnati hanno regalato meno emozioni dei precedenti ma sono stati comunque all’altezza delle aspettative. Tolto Thiem, che ha beneficiato del ritiro di Monfils approdando al turno successivo senza scendere in campo, sono scese in campo le altre teste di serie, tra cui il numero uno del seeding, Andy Murray.

COME ON – Il britannico non ha avuto molti problemi a disfarsi di Kevin Anderson, che pian piano sta ritornando quello che abbiamo imparato a conoscere qualche anno fa. A partire meglio è proprio il sudafricano che sfruttando percentuali basse al servizio di Murray, dolorante a una spalla, trova il break per primo. Lo scozzese recupera immediatamente e rischia ancora di passare avanti ma due punti al servizio di Anderson glielo impediscono. Pochi punti più tardi, però, il numero 2 del mondo trova il break decisivo, grazie a un vincente di diritto dopo un dropshot del suo avversario. Un gioco da ragazzi per lui chiudere il set al servizio. Nel secondo set rischia di centrare il break nel game d’apertura, ma il vero e proprio affondo lo mette in atto nel quinto gioco, deliziando gli spettatori con ottimi recuperi alla Djokovic. Il doppio break gli permette poi di chiudere in scioltezza il match.

CHE RISCHIO! – Meno tranquilla la partita di Milos Raonic, che dopo un set dominato si fa riprendere salvo dominare poi il terzo parziale. Nella prima frazione il canadese è tranquillo e con servizio e diritto macina un punto dopo l’altro, trovando in più occasioni il break. Nel secondo set, Sugita vince subito il secondo game del match e trova immediatamente un break, causato da alcuni errori grossolani (tra cui un doppio fallo) di Raonic. Il tennista di Pogdorica sembra accusare il colpo, non riuscendo più a recuperare il turno di servizio. Dal canto suo, Sugita mantiene la calma e punto dopo punto si avvia verso il terzo set. Prima che questo cominci il canadese richiede l’intervento del fisioterapista per un problema all’anca, che probabilmente ha pregiudicato il secondo parziale. Si ricomincia come nel primo set, con Raonic che sposta come vuole l’avversario, mettendo a segno un punto dopo l’altro. In pochi minuti si va sul 5-0, chiudendo set e match con lo score di 6 giochi a 1.

AI QUARTI – Approda alla fase successiva anche Marin Cilic, che supera in tre set Tomas Berdych. Il ceco, con Goran Ivanisevic nell’angolo cede alla distanza, permettendo il derby croato con Coric nei quarti. Si parte con entrambi aggressivi alla battuta, ma Cilic strappa subito il servizio e si issa sul 3-0 in pochi minuti. Grande solidità alla battuta per il croato, che non concede nulla a Berdych e chiude il primo set in virtù del break messo a segno in apertura. Nel secondo set sembra essere vicina la fine con il campione Slam ancora avanti di un break. Sprecata la palla del 5-2, Cilic si fa rimontare fino a concedere, sul 4-5, tre palle set. Se le prime due volano via facilmente, non si può dire lo stesso per la terza, concretizzata grazie a un suo doppio fallo. Tra l’incredulità generale si arriva al terzo set, dove non si gioca affatto sul servizio del croato. Si procede on serve fino al 4-4, prima che Cilic trovi il break che lo porta a servire per il match. Qui non fallisce e concedendo l’unico punto in risposta del set, archivia la pratica Berdych.

[1] A. Murray b. K. Anderson 6-3 6-2
[4] M. Raonic b. [Q] Y. Sugita 6-1 3-6 6-1
[12] M. Cilic b. [6] T. Berdych 6-3 4-6 6-4

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