Atp Cincinnati, Roger Federer vince il settimo titolo in Ohio e torna n. 2 del mondo

Atp Cincinnati, Roger Federer vince il settimo titolo in Ohio e torna n. 2 del mondo

Novak Djokovic deve aspettare ancora per vincere Cincinnati, l’ultimo Master Mille che manca nella sua bacheca. Un sontuoso Roger Federer lo ha fermato in finale, per la terza volta al Western & Southern Open e per la 21esima in carriera, battendolo 7-6(1) 6-3 in un’ora e 32 minuti.

Ho dato il meglio, ma non ce l’ho fatta. Che dire? Per vincere qui, devo aspettare che Roger si ritiri“, scherza mestamente il n. 1 del mondo durante la cerimonia di premiazione davanti al gremitissimo Campo Centrale del Western & Southern Open di Cincinnati.

Novak Djokovic deve aspettare ancora per vincere Cincinnati, l’ultimo Master Mille che manca nella sua bacheca. Un sontuoso Roger Federer lo ha fermato in finale, per la terza volta al Western & Southern Open e per la 21esima in carriera, battendolo 7-6(1) 6-3 in un’ora e 32 minuti. Per lo svizzero si tratta del quinto titolo del 2015, il n. 87 in carriera, il settimo trofeo a Cincinnati, torneo che ha vinto più volte (la prima esattamente 10 anni fa, nel 2005), insieme all’Atp 250 di Halle, Germania, e a Wimbledon. Roger sale a quota 24 Master Mille vinti: non ne vinceva uno dal torneo di Shanghai 2014, quando sconfisse in finale il francese Gilles Simon.

La scelta di riposarsi durante il torneo di Montréal si è rivelata saggia, a posteriori: Roger Federer ha disputato un torneo straordinario che nel torneo statunitense, dove non ha perso un set e nemmeno un turno di servizio. Grazie a questa vittoria, il tennista di Basilea torna n. 2 del mondo, riscavalcando Andy Murray, che lo aveva sorpassato la settimana scorsa dopo la vittoria di Montréal, e – a 34 anni suonati – si profila come uno dei maggiori candidati alla vittoria dell’ultimo Slam dell’anno, gli Us Open.

Per Djokovic quella di stasera è la quinta sconfitta del 2015, la terza per mano di uno svizzero, dopo la finale persa al Roland Garros contro Stan Wawrinka e quella a Dubai, per mano di Roger. Termina con un insuccesso la travagliata corsa del serbo, che già aveva rischiato di uscire durante le lottatissime sfide contro David Goffin e Alexandr Dolgopolov; oggi il serbo ha giocato meglio rispetto ai giorni precedenti, soprattutto nel primo set, ma alla distanza ha commesso qualche errore di troppo, segnale di una comprensibile stanchezza.

La partita è stata un capolavoro di classe e agonismo da parte del neo n. 2 del mondo (sulla scia della semifinale perfetta contro Andy Murray), che ha mostrato una forma fisica smagliante, tenendo perfettamente testa al n. 1 serbo, per poi demolirlo in un tie-break quasi perfetto. Roger si è mantenuto sempre aggressivo alla risposta e negli scambi da fondo, cercando sempre di avanzare a rete e sfondare la difesa di Nole, che – dopo un primo parziale molto buono, rispetto ai match precedenti – ha finito per crollare nel secondo, lasciando via libera all’esplosività dell’elvetico.

La cronaca.
Roger parte subito all’attacco, offensivo fin dalla risposta, spesso lanciata e costringendo Djokovic a rincorrere le palle qua e là dal campo, anche se appare fin da subito molto più lucido e centrato rispetto alla deludente semifinale contro Dolgopolov. Sull’1 pari lo svizzero riesce a rubare il tempo a Novak e con una splendida risposta incrociata e una volée vincente guadagna due palle break consecutive, entrambe annullate da una prima di servizio e poi da un ottimo dritto in diagonale del serbo. Roger ottiene la terza palla break, ma Djokovic risolve con un’ottima prima potentissima, per poi chiudere il game. Federer, dal canto suo, pur senza un’alta percentuale di prime palle (non più del 60%), non ha grandi problemi a tenere il servizio, non concedendo per ben due volte alcun punto al n. 1 del mondo. Sul 2 pari Djokovic annulla una quarta palla break che poi si crea il vantaggio con un passante superbo per poi chiudere il game grazie a un errore di Roger. Entrambi proseguono senza concedere palle break: il tie-break sembra la conclusione più giusta. Qui Roger compie il capolavoro: conquista immediatamente il mini-break grazie a una stecca del serbo, poi recuperato grazie a un dritto in rete di Novak. Dal 2 a 1, Roger mette in fila 5 punti consecutivi, tra superbe discese a rete e risposte fenomenali, rendendo inerme il n. 1 del mondo e incamerando il primo set in poco meno di un’ora, dove ha concesso solo 6 punti al servizio, 3 con la prima e 3 con la seconda.

Roger parte a mille nel secondo set, mentre Nole non si sembra ancora ripreso dalla fatica e dallo sconforto per il set perduto. Djokovic al turno di battuta commette l’errore imperdonabile di commettere tre doppi falli in un unico game, distrazioni che regalano il game a Federer e segnano in modo decisivo l’incontro. Roger infatti vola 3 a 0 e quindi 4 a 1, guadagnando tre palle per il 5 a 1. Djokovic è bravo a reagire e ad annullare le tre occasioni ai vantaggi di un game interminabile, salendo 4 a 2. Serve Federer, che commette il primo doppio fallo della partita, mostrando un po’ di inevitabile tensione: sul 40 pari però butta in corridoio un lungolinea altrimenti vincente e consegna il vantaggio a Roger, che chiude con un servizio che Djoker riesce a malapena a ribattere. Al servizio, sul 5 a 3, Roger non trema e tiene a zero l’ultimo turno di battuta, prima di alzare le mani al cielo e correre ad abbracciare la moglie e le due figlieforse ancora ignare di avere un papà così speciale.

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