ATP Indian Wells: Sarà sfida tra giganti. Vanno in finale Roger e Nole

ATP Indian Wells: Sarà sfida tra giganti. Vanno in finale Roger e Nole

Semifinali secondo pronostico. Federer asfalta Dolgopolov, Djokovic supera di forza Isner.

Semifinali secondo pronostico. Federer asfalta Dolgopolov, Djokovic supera di forza Isner.
di Peppe Arnone

Le semifinali maschili del primo Master 1000 stagionale non si preannunciavano all’insegna dell’equilibrio, ma c’era comunque molta curiosità quantomeno sul primo incontro, che vedeva opposto l’ucraino Aleksander Dolgopolov, attualmente n. 31 del mondo a Roger Federer. Da un lato il giovane talento fino ad oggi poco espresso, che sembra aver trovato in questo primo scorcio di 2014 lo smalto e la serenità necessari ad esprimere compiutamente il suo tennis fulminante; dall’altro il mito vivente, lo svizzero ex n. 1 al mondo che dopo un 2013 pieno di punti interrogativi ha ritrovato tutta la sua brillantezza e sembra in grado di potersi ancora esprimere a livelli altissimi.

Il match tuttavia non è stato all’altezza delle aspettative.

Dolgopolov, non abituato a giocare tante partite di livello in pochi giorni, si è sgonfiato subito, durando sostanzialmente fino al 3 pari del primo set. Dopodiché Roger ha preso il sopravvento, ha alzato il livello e con la complicità di un avversario parecchio falloso ha planato verso la finale con la tranquillità dei giusti, concedendosi anzi anche qualche licenza nel secondo set, quando in alcuni momenti ha giocato un tennis piuttosto allegro, sperimentando qualche palla corta di troppo.

Complice anche il disturbo del vento, patito più dall’ucraino che gioca un tennis significativamente rischioso e con colpi spesso al limite, la partita è andata presto in dissolvenza; di contro il campione svizzero non ne ha più sbagliata una, inanellando una serie di 9 giochi a 1, per chiudere in appena un’ora e un minuto, col punteggio di 6-3 6-1. In tutta la partita non ha concesso una palla break, mai in difficoltà sui suoi turni di servizio; in generale ha espresso un gioco ed un’agilità che gli danno concrete chances in vista della finale di domani. Il suo avversario è apparso da subito piuttosto contratto, ha tenuto un po’, si è brekkato praticamente da solo al settimo gioco e da lì è progressivamente uscito dalla partita, perdendo 4 degli ultimi 5 turni di battuta.

Questo Roger così ritrovato fa molto bene al tennis; quanto a Dolgopolov la prestazione di stasera non offusca né ridimensiona il suo inizio 2014; trattasi di giocatore dal talento puro e cristallino con pochissimi uguali nel circuito, che può dare molto al movimento essendo dal punto di vista tattico e tecnico una voce fuori dal coro.

Nella seconda semifinale si affrontavano il giocatore di casa John Isner, al quale l’area di Indian Wells deve far bene visto che ha fatto qui finale nel 2012 proprio contro Federer, e Novak Djokovic, sempre inossidabile, ma un po’ alla ricerca di sé stesso.

Il primo set è un flash di pochi minuti, nei quali si passa da 5-4 Isner e triplo set point consecutivo sul servizio del serbo, al break in favore di quest’ultimo che si issa sul 6-5 e chiude alla battuta il primo parziale per 7-5. Grande spavento per Nole, ma la sensazione che la notte è passata e che adesso il match sarà in discesa. Per il resto il primo parziale, conclusosi in 46 minuti, è girato intorno ai turni di servizio. L’unica occasione, prima di quel che è successo dal decimo gioco in poi, l’ha avuta il serbo che è andato 15-40 al terzo gioco con l’americano al servizio.

La partita somiglia a tante altre giocate da John Isner, poco tennis, poca fantasia, schemi ripetitivi. Il malcapitato di turno che cerca disperatamente di tuffarsi sulle bombe sparate dall’alto degli oltre due metri di altezza da John; e quest’ultimo a sua volta che cerca, con mezzi tecnici relativamente limitati ma con un buon livello di combattività, di essere aggressivo sui turni di risposta, con la speranza di cogliere l’attimo.

Nel secondo set la musica non cambia, ma i game sono un po’ più combattuti. Isner trema al settimo game ma se la cava. Tutto regolare fino al 4 pari; al nono gioco c’è il break che manda Djokovic a servire per il match. E lì Nole per la prima volta perde il servizio! Bravo davvero Isner a cercare il break sull’orlo del baratro. Peccato per lui che subito dopo perda di nuovo la battuta. Djokovic si ritrova per la seconda volta a servire per il match, e da grande campione ti aspetti che chiuda senza farla neanche vedere al suo avversario. Ed invece parte con un doppio fallo e finisce per essere brekkato a zero. Un break nei primi 20 giochi. Poi 4 break consecutivi. L’atmosfera esalta la doti di combattente di Isner. Tie-break. Djokovic ancora frastornato dalla rimonta subita non ci capisce un granché e Isner va subito avanti e chiude col punteggio di 7-2 un tie-break senza storia. Ti aspetti quindi un Isner che parta in quinta al terzo set, ed invece sembra quasi che sia appagato per aver vinto il secondo; Nole riorganizza le idee, scatta in avanti con il break al quarto gioco e va a chiudere col punteggio di 7-5 6-7 6-1 in due ore e 25’.

Bravo comunque Isner, ha disputato un ottimo torneo ed è prossimo al rientro nella top ten. Novak Djokovic non è ancora in versione deluxe, ma nonostante la discontinuità appalesata in più di un’occasione nel suo cammino verso la finale, domani contro Federer partirà leggermente favorito.

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