Atp Miami, secondo turno: Djokovic eliminato da Paire

Atp Miami, secondo turno: Djokovic eliminato da Paire

Il serbo ha perso in due set contro il francese. Ok Dimitrov e Delpo. Rublev sconfitto in due parziali da Pospisil nonostante l’iniziale vantaggio di 5-1 nel primo.

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Nel cuore della notte italiana si è conclusa la terza giornata di match al Miami Open, secondo Masters 1000 della stagione. Tra i match più importanti della serata, spiccavano senz’altro quelli che vedevano coinvolti Djokovic, Nishikori e Del Potro.

NOLE, NON CI SIAMO – Sotto il cocente sole del Campo Centrale del Crandon Park, Novak Djokovic ha perso il suo match d’esordio. E per la seconda volta in due tornei di fila, lo ha fatto contro un giocatore che è fuori dai primi quaranta del mondo: infatti, dopo Taro Daniel (111 del ranking), ad approfittare dei problemi dell’avversario è stato Benoit Paire. Fa riflettere la statistica che riguarda le partite perse dal serbo contro avversari francesi dal 2010 ad oggi: su sessanta giocate, quella di ieri è stata la sua seconda sconfitta (la prima era arrivata otto anni fa con Tsonga). Novak è risultato molto impacciato, non è riuscito con la classica naturalezza a trovare la profondità ed è stato penalizzato da alcune scelte sbagliate, così come dai troppi errori non forzati. Tra smorfie di dolore misto rabbia di Nole, Paire, che non è mai stato un fenomeno di solidità, ci ha messo poco più di un’ora per vincere il proprio avversario. La partita sembrava potesse girare quando al break del francese nel sesto game del secondo parziale, era succeduto l’immediato break di Nole, in grado di rispondere immediatamente, anche grazie a un Benoit non esattamente glaciale nei momenti clou. Quel servizio recuperato, però, l’ex numero uno l’ha poi riperso nel decimo gioco, non mettendo a segno neanche un punto e consentendo a Paire di chiudere 6-3 6-4. Nonostante i famosi due giorni senza dolori al polso, Novak deve quindi dire addio anche al secondo episodio del Sunshine double: lo rivedremo a Montecarlo.

NISHIKORI, CHE FATICA – Se la sua connazionale Naomi Osaka nell’ultimo periodo ha mostrato fuochi e fiamme, per lui c’è ancora molto da lavorare. Kei Nishikori l’ha vista brutta, anzi, bruttissima, contro John Millman, attualmente numero novantasei della classifica Atp. Il giapponese si è preso (anche con l’aiuto della dea bendata) un primo set in cui da salvare praticamente c’è stato solo il tie-break, visto che era stato anche sotto di un break: Kei, diverse volte, non è riuscito a prevalere neanche negli “scambi-Nishikori”, quelli che insomma vanno per le lunghe e in cui lui è solito sfiancare l’avversario. Il secondo parziale l’ha poi perso piuttosto malamente, facendosi strappare il servizio da Millman ben due volte: l’australiano, piuttosto sorpreso dall’andamento e dalle possibilità che il proprio avversario gli stava concendendo, non si è fatto pregare e ha capitalizzato (quasi) tutte le occasioni. Fino a quel punto, almeno. Nel set decisivo, infatti, Nishikori ha concesso molto, ma Millman ha sprecato malamente i game in cui poteva impensierire il rivale, facendosi breakkare sul 4-2. John non ha poi avuto occasione di recuoperare, ma ha anzi dovuto curarsi di non prendere un doppio-break che, obiettivamente, sarebbe stato particolarmente ingeneroso.

Nishikori affronterà Juan Martin Del Potro, il quale ha battuto non senza difficoltà uno stoico Robin Haase. L’olandese è stato in grado di vincere il secondo set, salvo poi subire il ritorno del campione di Indian Wells e perdere malamente il terzo.

Anche Dimitrov ha dovuto penare più del previsto per avere la meglio su Marterer, rimontando da un set sotto.

Tra gli altri risultati, spicca la vittoria di Pospisil su Rublev. Il russo era avanti 5-1 nel primo set e ha poi perso quel parziale e il successivo, perdendo una partita ai confini dell’incredibile.

Indian Wells, secondo turno:

B. Paire b. N. Djokovic 6-3 6-4

K. Nishikori b. J. Millman 7-6(4) 4-6 6-3

V. Pospisil b. A. Rublev 7-6(5) 6-4

H. Chung b. M. Ebden 6-3 7-5

J. Isner b. J. Vesely 7-6(3) 1-6 6-3

M. Youzhny b. G. Muller 4-6 6-4 6-2

J. M. del Potro b. R. Haase 4-6 7-5 6-2

G. Dimitrov b. M. Marterer 4-6 6-2 6-1

 

 

 

 

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  1. Secondo me non ne ha più proprio mentalmente. Fino al 2010 non riusciva a vincere nulla (o cmq poco)perché non in grado di battere nadal e federer. Dal 2011 al 2015 si è sottoposto ad un allenamento massacrante e scientifico per avere una condizione fisica e mentale oltre il limite umano, con la quale(spesso a fatica) ha battutto più e più volte 2 calanti nadal e federer. Ma ora è scoppiato. Per 5 anni sei stato costretto a essere più che perfetto per battere quei 2 e ora, dopo che hai vinto tutto, avuto figli e avuto infortuni, non ne hai più. Non hai più la motivazione per sottoporti ad un nuovo massacro simile, soprattutto vedendo che uno come federer è migliorato ancora. Come può avere la forza mentale di ricominciare? E purtroppo non ha il talento per vincere solo con quello. Lui e Murray(e nadal in parte) sono obbligati a essere al 200% fisicamente perché sennò faticano con quasu tutti. Anche murray per me non tornerà più quello del 2016

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    1. Angela Serusi - 6 mesi fa

      Probabilmente ha anticipato il rientro dall ‘infortunio perché ha necessità di “sentire” il campo, può essere più utile che sottoporsi agli allenamenti massacranti. Comunque asserire che ha battuto Nadal e Federer solo perché erano in un periodo calante mi pare quantomeno segno di poca memoria. L’ exaterrestre Federer, dal canto suo non sta migliorando, sta semplicemente ribadendo la sua inarrivabile bravura, ma l ‘età si fa sentire, vedi finale con Del Potro, tre match Point falliti

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    2. Nono, il novak 2011 e 2015 era qualcosa di incredibile, che ha vinto più e più volte meritatamente, perfino nadal e federer non seppero come rispondere. Però rimane innegabile che nel prime di entrambi(2003-2010) novak ha vinto poco. È diventato un giocatore fenomenale, aiutato però dal calo dei 2, in particolare da quello di federer

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