ATP Montreal: anteprima delle semifinali

ATP Montreal: anteprima delle semifinali

La nostra consueta anteprima delle semifinali di Montreal e Toronto con qualche considerazione sugli appassionanti quarti di finale di ieri.

Una venerdì davvero da leoni, tennisticamente parlando, finito quando il sole era già alto in Italia, segno che in Canada si giocava a notte fonda, causa la lunga interruzione per pioggia che ha sfasato i programmi degli organizzatori a Montreal. Un venerdì, dicevamo, che ci riconsegna delle semifinali ancora una volta sorprendenti, e che, come avevamo preventivato (fatto ancora più clamoroso!) potevano essere diverse se non per qualche dettaglio, il guizzo che non ti aspetti, proprio come quel colpo fantastico che Jeremy Chardy ha tirato fuori dalla manica per annullare il match point n. 2 contro un incredulo John Isner.Così va il tennis e così accade che la prima semifinale dell’ATP di Montreal sia tra due sopravvissuti tennistici, Chardy per l’appunto, opposto ad un Nole Djokovic che ha sudato le proverbiali sette camicie per venire fuori dal suo quarto di finale, giocato contro un personaggio degno di Beckett. Proprio come nei migliori teatri dell’assurdo, per quasi due ore il vero numero uno a mondo è stato il lettone Gulbis, rovesciando ogni gerarchia e costringendo il serbo a tirare fuori tutto quello che aveva, soprattutto sul piano nervoso, per respingere l’assalto alla diligenza. Che semifinale può mai aspettarci allora? Un match difficile per Djokovic, per due ragioni: ritrovare in poche ore le energie mentali spese per battere il lettone, giocare da stra-favorito, una condizione che nel tennis pone sempre qualche difficoltà. Per il francese invece braccio libero e grande palcoscenico, la situazione ideale nella quale tutti vorremmo giocare a questo livello. Insomma, ingredienti restare incollati davanti al televisore diremmo sufficienti. Pronostico: Djokovic 65 % – Chardy 35 %.

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Chi invece ieri ha faticato meno del previsto imponendo una solidità tennistica e mentale davvero rimarchevole è stato Kei Nishikori, che ha lasciato la miseria di 6 games a Rafa Nadal. Giù la maschera ormai: al di là della classifica, che dice n. 4, ora bisogna andare a battere “gli altri 3”, visto che con lo spagnola la pratica è risolta. Ed ecco infatti che la semifinale è servita contro Andy Murray, testa di serie n. 2, che ha domato le velleità di Jo-Wilfried Tsonga con un doppio 6-4, mentre il vostro scriva sorseggiava un caffè in omaggio agli eroici spettatori che occupavano i loro scranni sul centrale canadese. Pronostico non semplice, perché il tennis mostrato da Nishikori è di quelli da automatismi consolidati, da concentrazione tetragona, insomma tutto quello che non consentirebbe allo scozzese di prendersi qualche pausa, magari semplicemente di non iniziare bene (come talvolta gli accade) e quindi di ritrovarsi sotto di un break senza nemmeno accorgersene. Però la regola vuole che il pronostico ci sia, e allora gettando il cuore oltre l’ostacolo diremmo 51 % Nishikori – 49 % Murray. (Salomonici?)

Buon tennis a tutti.

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