Atp Parigi-Bercy : Le dichiarazioni di Roger e Rafa

Atp Parigi-Bercy : Le dichiarazioni di Roger e Rafa

Federer e Nadal all’esordio nell’ultimo Master 1000 della stagione. Per entrambi una vittoria, per entrambi le prospettive nel torneo sembrano più che buone, entrambi sono soddisfatti del rendimento espresso.

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Federer passeggia su Andreas Seppi. Un 6-1 6-1 maturato in appena quarantasette minuti di gioco .

E’ un Roger davvero soddisfatto quello che fa il suo ingresso in sala stampa:
“Ho provato delle sensazioni molto buone. Pensavo fosse diverso dalla scorsa settimana, mi sono allenato bene, sono sceso in campo, ho risposto ai primi due-tre servizi e mi sono sentito subito alla grande. Speri sempre che ogni match sia così  ed è piacevole chiudere i match in 47 minuti. Devi star concentrato per un tempo ridotto, attento a non fare errori. Sono contento della mia performance mentale”.
Sollecitato a dare la sua opinione sulla superficie, King Roger non si discosta dal giudizio espresso da Djokovic:
Sì, il campo è più lento che a Basilea. Non so come spiegarlo, ma invece di stare ad 1 metro e 85 ti senti come se fossi alto 1 e 40. Le palline volano Questa è la sensazione che ho provato ieri, per questo ho voluto scaldarmi per 40 minuti anziché 25″.
Il prossimo turno lo vede opposto, ancora una volta, al gigante americano John Isner.
“Sarà un match duro, lui è abituato a sfide serrate che si giocano su pochi punti nei tie-break, serve una concentrazione ancor più grande contro giocatori come lui, come agli Us Open . A Parigi indoor storicamente si trova bene, devo focalizzarmi sul mio gioco e poi vedere cosa posso fare sul suo servizio”.
Infine , Roger ha “spiegato” come è possibile fare una spettacolare stop-volley con rimbalzo all’indietro come quella che Benoit Paire ha fatto durante il match contro Gilles Simon:
“Come riuscire a fare un colpo del genere? Devi aprire molto la racchetta, ma non eccessivamente, altrimenti la palla salta all’indietro e fai la figura dello stupido!”

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Anche Rafa è reduce da un’ottima prestazione contro Lukas Rosol. Appena quattro i game lasciati dallo spagnolo; evidente la soddisfazione del maiorchino , tornato ad esprimersi sui suoi livelli:
“Ho giocato molto meglio rispetto alla scorsa settimana nel primo turno, ma non mi sono preparato in maniera diversa. Ho giocato un match solido senza molti errori. Non ho visto le statistiche, ma non ricordo tanti errori. Ho servito più o meno bene e in generale mi sono presi i punti con il dritto. Le condizioni di gioco sono simili a quelle di Basilea, forse un po’ più lente. Ma come ho detto l’altro giorno, visto che ho avuto tanto successo su terra, la gente pensa che se il campo è più lento è meglio per me, ma non ne sono sicuro. Nei tornei sul cemento, ho avuto più successo in quelli che hanno superfici veloci rispetto a quelle lente. Ma è sempre lo stesso. Se giochi bene, la superficie è buona per te. Se giochi male, nessuna superficie è buona per te, no?”
Rafa è rinato, in tuti i sensi:
“Due mesi fa ho iniziato a divertirmi di nuovo. Agli US Open ho detto che stavo giocando molto meglio, mi stavo allenando bene di nuovo, perciò questo è stato il primo step per me. Poi vai sul campo e perdi match che non dovresti perdere. Ho perso tanti match che avrei potuto vincere. Ma nelle ultime settimane ho giocato bene, raggiungere due finali e una semifinale è sempre stato difficile per me”.
Vincere aiuta a vincere; la vittoria è la migliore medicina:
“Tutte le vittorie, le vittorie difficili sono importanti. Le vittorie sono la miglior medicina possibile. Quest’anno non sono stato in grado di lottare nella maniera in cui avrei voluto, non ho trovato soluzioni quando le cose non andavano bene, è stato un blocco mentale. Per me il grande miglioramento e la grande fiducia arriva quando trovo soluzioni, quando penso su come cambiare la dinamica e quando lotto nel modo in cui sto facendo. So che non posso dimenticare come giocare a tennis in un periodo di tempo breve. Non sento tensione e quelle strane sensazioni che avevo quest’anno. Perciò ora è tempo di lavorare, di fare cosa pensiamo che ci possa far migliorare ogni giorno, e poi lavorare per far si che ciò accada”.
Lavorare è l’imperativo categorica per Rafa che non riposerà nemmeno dopo le ATP Finals:
“Per me non è la fine della stagione. Per me è una stagione che continua, e non voglio fermarmi molto quest’anno. Giocherò l’ITPL e la prendo come una preparazione leggera, e poi ad Abu Dhabi il primo torneo dell’anno, non è un’esibizione ma qualcosa che prendo seriamente. Perciò prendo tutto come un allenamento. Voglio continuare a migliorare ovviamente il servizio. Sto rispondendo molto meglio e ciò è importante. Ma devo continuare a lavorarci. La risposta può essere un grande cambiamento per me l’anno prossimo. E devo continuare a lavorare duramente sulla mia prima e sulla seconda di servizio. Oggi è stato un buona giornata al servizio, devo allenarlo ogni giorno. E poi ovviamente ho bisogno del mio dritto vincente profondo, e poi lavorerò sui movimenti, se starò calmo. Mi sono sempre mosso bene nel corso degli anni. Se non mi stavo muovendo come normalmente faccio, è perchè mentalmente ero bloccato. Quindi non puoi muoverti nel modo in cui pensi o nella maniera in cui vuoi”.

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