ATP Shenzhen: Richard Gasquet e Tomas Berdych dominano le semifinali, sarà tra loro la sfida per il titolo

ATP Shenzhen: Richard Gasquet e Tomas Berdych dominano le semifinali, sarà tra loro la sfida per il titolo

La finale dell’ATP 250 di Shenzhen sarà il “grande classico”, nel suo piccolo, tra Richard Gasquet e Tomas Berdych: il francese e il ceco hanno sconfitto, rispettivamente, Janko Tipsarevic e Thomaz Bellucci in due incontri senza storia. I due si affronteranno, domani, nell’atto decisivo, per conquistare il torneo e importanti punti in vista del rush finale di stagione.

Saranno Tomas Berdych e Richard Gasquet a giocarsi il titolo di Shenzhen. Le semifinali dell’ATP 250 cinese, infatti, si sono concluse senza alcuna sorpresa, con i due, rispettivamente numero 1 e 3 del seeding, che hanno conquistato l’accesso in finale senza difficoltà. E così il torneo, dopo una settimana con qualche sorpresa, inclusa l’eliminazione della testa di serie numero 2 David Goffin per mano di Malek Jaziri, si concluderà con la sfida tra due dei favoriti alla vigilia, uno scontro tra i due top ten “accusati” di giocare un bel tennis ma di sciogliersi poi nei momenti importanti; ma che, alla fine, arrivano spesso in fondo a questi tornei.

JANKO TIPSAREVIC SI RITIRA, GASQUET HA LA STRADA SPIANATA- In apertura di programma a Shenzhen scendono in campo Richard Gasquet e Janko Tipsarevic. Il serbo torna finalmente alle fasi finali di un torneo importante dopo ben tre anni: l’ultima semifinale raggiunta, infatti, risale al 2013, ultimo anno in cui è stato competitivo, prima che una serie di infortuni lo colpissero e gli rovinassero, di fatto, le ultime stagioni. I precedenti recitano 2-0 in favore del transalpino, che parte con tutti i favori del pronostico, forte di una forma migliore e in generale di un bagaglio tecnico più completo. E infatti i primi game del match confermano le previsioni: il francese, attualmente numero 18 del mondo, tiene saldamente le redini dello scambio, impostando il proprio gioco principalmente sulla diagonale del rovescio. Il tennista di Belgrado, che in passato si è spinto fino all’ottava posizione del ranking ATP, sembra a corto di soluzioni. Tenta di reggere lo scambio sulla diagonale sinistra, ma si ritrova spesso in difficoltà; prende più volte la via della rete, ma il suo avversario lo infilza puntualmente con passanti chirurgici. E se aggiungiamo i tanti gratuiti e le difficoltà al servizio, con qualche doppio fallo di troppo nei momenti clou, il risultato non può che essere un parziale netto per Gasquet, che si aggiudica, dopo i primi quattro giochi tenuti agevolmente da entrambi, cinque game consecutivi, che lo lanciano in vantaggio con il punteggio di 6-2.

Il primo a fare un passo falso, nella seconda frazione, è ancora Janko, che paga probabilmente la disabitudine a giungere alle fasi più importanti di un torneo: il serbo appare stanco, e, con un altro pessimo game in battuta, condito da due doppi falli e uno smash sbagliato, concede un altro break che sa tanto di resa. Poco dopo, Tipsarevic conferma di avere un problema fisico. Chiama, infatti, il fisioterapista, lamentando un problema all’inguine. E così nel quinto gioco, nonostante un ultimo, disperato tentativo di difendere il proprio servizio, alla fine decide che è ora di porre fine alla fatica, alzando bandiera bianca. Gasquet dunque avanza alla sua ventiseiesima finale in carriera, e domani si giocherà il titolo numero 14.

BERDYCH FATICA SOLO NEL SECONDO- La seconda semifinale, invece, ha visto opposti Tomas Berdych e Thomaz Bellucci. Il brasiliano è in svantaggio negli scontri diretti per 3-1, con l’unico successo maturato nell’ormai lontano torneo di Madrid 2011, in una settimana per lui magica; qui a Shenzhen è giunto in semifinale grazie alla vittoria, sorprendente fino ad un certo punto, su Bernard Tomic. Il ceco, invece, è reduce dalla semifinale di San Pietroburgo, dove è stato sconfitto dal futuro campione Alexander Zverev, e si presenta nettamente favorito.

I primi game procedono on-serve, ma la svolta non tarda ad arrivare: già nel terzo gioco infatti Berdych mette la testa avanti, grazie a due vincenti e due errori del rivale, e si guadagna il break che lo porta sul 3-1. Bellucci non riesce a sfondare da fondo campo, mentre il ceco si dimostra più vario e in grado di mettere a segno colpi vincenti. E infatti il brasiliano si ritrova più volta in difficoltà. Riesce a salvarsi in svantaggio per 4-1, annullando disperatamente una palla break, ma nell’ottavo gioco non può nulla ed è costretto, dopo avere sventato due set point, a cedere un’altra volta la battuta, e di conseguenza il parziale intero.

Qualcosa sembra cambiare in apertura di seconda frazione, ma è solo un’illusione. Il ceco si ritrova un po’ dal nulla in svantaggio per 0-30 al servizio, in qualche modo però riesce a tirarsi fuori dai guai. Scampato il pericolo, l’andamento torna sui binari precedenti, con Berdych che spinge da fondo campo e il brasiliano che arranca; il break è inevitabile, nuovamente nel quarto game. Il numero 9 del mondo non concede nulla e si issa sul 4-1. A questo punto l’incontro sembra concluso, ma il ceco deve ancora fare i conti con la voglia di Bellucci di non arrendersi e di non lasciare al rivale la strada libera. Thomaz resiste agli assalti dell’avversario e annulla, nel sesto gioco, ben tre chance di break che assomigliano tanto ad un match point. Berdych non batte ciglio e martella alla battuta, portandosi sul 5-2, ma anche Bellucci non è da meno e rimane in scia. Sul 5-3, con il finalista di Wimbledon 2010 ad un solo game dal successo, accade l’impensabile: Bellucci approfitta di un piccolo passaggio a vuoto del rivale, che gli concede due punti, e mettendo a segno due vincenti strappa addirittura a zero la battuta, prendendosi di rabbia un insperato contro-break. L’aggancio poi è solo una formalità, e Tomas, prima ad un passo dalla vittoria, si ritrova in parità e con un Thomaz agguerrito. Il tutto, però, si rivela solo un fuoco di paglia. Come se nulla fosse, Berdych riprende a spingere da fondo e a mettere pressione, difende il proprio turno e poi, sul 6-5, piazza un break a zero che gli regala il trionfo.

Quella di domani sarà per lui la finale numero 30 in carriera, e un incontro importante in vista del Master di fine anno: è ancora possibile, per lui, qualificarsi, nonostante la concorrenza di Thiem e Nadal appaia difficile da arginare. Gli scontri diretti, curiosamente, recitano una perfetta parità tra lui e Gasquet: entrambi si sono aggiudicati sette sfide, anche se è stato il ceco ad avere la meglio nell’ultima sfida al Master 1000 di Miami di quest’anno. E’ difficile, proprio per questo estremo equilibrio tra i due, fare un pronostico: probabilmente farà la differenza l’attitudine tattica, con Gasquet che dovrà cercare di non barricarsi in difesa vicino ai teloni, mentre Berdych avrà bisogno di commettere pochi gratuiti e di freddezza nei momenti decisivi.

I risultati:

[1]T.Berdych b. T.Bellucci 6-2 7-5
[3]R. Gasquet b. [PR]J. Tipsarevic 6-2 4-1 ritiro

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