ATP Toronto: Novak Djokovic torna a vincere, è il trentesimo titolo nei Master 1000. Si arrende ancora Kei Nishikori

ATP Toronto: Novak Djokovic torna a vincere, è il trentesimo titolo nei Master 1000. Si arrende ancora Kei Nishikori

Dopo la shoccante sconfitta di Wimbledon, torna ad alzare le braccia al cielo il numero 1 del mondo Novak Djokovic, che conquista il quarto titolo alla Rogers Cup e il trentesimo Master 1000 in carriera, ritoccando ancora il suo record. Ha dovuto alzare bandiera bianca Kei Nishikori, che voleva la rivincita ma si è arreso ancora alla legge del più forte.

Ci eravamo forse disabituati, e dunque, quasi a ripristinare la tradizione delle ultime due stagioni, Novak Djokovic è tornato ad alzare per ultimo le braccia al cielo. Il numero 1 del mondo infatti ha avuto la meglio nella finale dell’ATP di Toronto di Kei Nishikori, prendendosi di rabbia un successo utile a scacciare i fantasmi della sconfitta di Wimbledon contro Sam Querrey. Nonostante un torneo “mutilato” dai tanti forfait, e dunque con una notevole perdita di appeal, il quarto titolo alla Rogers Cup significa tanto per il serbo, che non vinceva qui dal 2012; sfuma ancora, invece, il sogno del giapponese, voglioso di rivincita, proprio come aveva preannunciato, ma privo delle armi per districarsi dalla rete asfissiante del proprio avversario.

E’ UN DJOKOVIC-DELUXE IN AVVIO- Si era parlato tanto, nei giorni precedenti, delle difficoltà di Novak Djokovic. Al servizio, con cui aveva faticato tantissimo in particolare con la seconda, ma anche nei colpi da fondo campo e nella tenuta mentale. Le prestazioni opache offerte contro Muller e Berdych avevano provocato dubbi, solo in parte smentiti dalla buona vittoria su Gael Monfils. Al contrario, Nishikori era sembrato in ottima forma: dopo i primi due turni agevoli, contro Novikov e Ram, il nippponico si era infatti tirato fuori da situazioni complicate contro un Grigor Dimitrov in ripresa e Stan Wawrinka. Vi era attesa, dunque, per una sfida se non equilibrata, quantomeno non scontata, nonostante gli scontri diretti recitassero un parziale di 8 successi consecutivi per il numero 1. L’avvio di match, tuttavia, smentisce decisamente in pronostici.

Come ci ha abituato da anni ormai, quando davvero conta Djokovic è in grado di alzare il livello e di tirare fuori il meglio. La tendenza si conferma anche quest’oggi: i colpi che prima erano fiacchi, ora sono penetranti e profondi; la tattica è perfetta, con un tentativo di togliere il comando degli scambi al proprio avversario e di imporre il proprio ritmo; e stupisce soprattutto l’efficacia con la battuta, che tanti grattacapi gli aveva offerto. Il giapponese tiene testa solo per i primi quattro game, nei quali i turni di servizio scivolano via rapidamente. La svolta però è dietro l’angolo. Tiratosi fuori da un pericoloso 30 pari, infatti, Nole cambia decisamente marcia e, aiutato da qualche errore del rivale, firma il primo break, volando sul 4-2. I fondamentali di Nishikori adesso non fanno più male, il nipponico sembra a corto di idee e intanto il “diavolo” dall’altra parte della rete continua a non sbagliare, e nell’ottavo gioco si procura un set point. Kei, con le spalle al muro, prova a cambiare, finalmente, qualcosa: salvata la palla break grazie ad un gratuito del serbo, il giapponese tiene la battuta con un ottimo serve and volley ed un ace, e sotto 5-3 tenta un ultimo assalto disperato. Djokovic si porta agevolmente sul 40-15, si vede annullare il secondo set point con una risposta vincente, ma infine archivia il parziale con una difesa mostruosa, un lob che atterra sulla riga, lasciandosi poi andare ad un’esultanza energica, quasi come avesse scaricato un mare di tensione.

C’E’ LOTTA, MA E’ NOVAK A SPUNTARLA- Che Nishikori abbia trovato qualche soluzione in più appare più evidente anche all’inizio di secondo set, in cui comincia bene con un ottimo game in battuta. Djokovic però non concede alcuno spazio, difende il proprio servizio e sull’uno pari conquista un fondamentale break. Ad un passo dal baratro però Kei tira fuori qualcosa di eccezionale: con grande forza di volontà innalza incredibilmente il livello del proprio tennis, trova soluzioni fino a pochi minuti prima impensabili e travolge Nole con fendenti da fondo campo precisi e potenti. Il tutto gli frutta tre game consecutivi, con annesso contro-break, che lo portano in vantaggio per 4-3. Il numero 1 sembra sorpreso, non si aspettava certamente una reazione del genere, ma supera lo schock senza troppi problemi e torna a martellare in battuta. Il giapponese si difende egregiamente sul 4 pari, ma nell’undicesimo game deve capitolare: in un gioco lottato, pieno di capovolgimenti, commette un paio di errori fatali e spreca due chance per portarsi in vantaggio. Djokovic, al contrario, è implacabile nell’unica palla break ottenuta, e si issa sul 6-5. Non può mancare ovviamente il tempo per un ultimo brivido, nell’ultimo gioco, in cui il serbo spreca due match point prima di concludere la pratica, grazie ad un stecca in risposta del proprio avversario, che appare proprio come un segnale di resa.

MASTER 1000 NUMERO 30- Come già detto, la vittoria odierna, nonostante il parco avversari non fosse il migliore possibile, vale molto per Djokovic. Innanzitutto a livello psicologico: dopo la cocente sconfitta a Wimbledon, e a pochi giorni dalle Olimpiadi, un successo non può che far bene, restituendo la fiducia persa. Ma anche sotto il punto di vista dei record. Questo infatti non è solo il quarto titolo alla Rogers Cup, il primo dal 2012, ma è anche il Master 1000 numero 30 nella bacheca di Nole, che ritocca così il record che già deteneva.  Inoltre, visto il forfait di Andy Murray che era campione in carica, Novak aggiunge un importante bottino nel ranking, tornando a distanziare la concorrenza, e in particolare lo scozzese.

Il prossimo appuntamento sono dunque i Giochi Olimpici di Rio, tappa fondamentale per Djokovic che desidera fortemente una medaglia d’oro. Il serbo arriva sicuramente da grande favorito, anche considerando questo ennesimo trionfo, a patto che riesca ad ambientarsi bene nelle diverse condizioni del torneo brasiliano.

4 commenti

4 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. Daniela Giacomini - 10 mesi fa

    Sei grande nole

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Daniel Ercolani - 10 mesi fa

    al momento è insuperabile, ha una tranquillità disarmante nessuno riesce a tenergli testa. L’unico che riesce a fare spettacolo con lui è nadal

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Djokovic fenomen, ma Nishikori rimane uno dei giocatori che seguo più volentieri in campo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Antonella Fiani - 10 mesi fa

    Bravo Novak

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy