Auguri a Fernando González, “El Bombardero de La Reina”

Auguri a Fernando González, “El Bombardero de La Reina”

Tanti auguri a Fernando González, “El Bombardero de La Reina”, che oggi compie 36 anni e da 3 stagioni si è ritirato dal circuito ATP

TENNIS – La carriera del cileno Fernando González ha raccontato davvero tanto di lui, di come egli stesso viveva il tennis e della solita, immancabile necessità di “picchiare forte” per arrivare il più in alto possibile nelle gerarchie del tennis mondiale.

I primi anni di Fernando nel tennis sono fatti di viaggi, tanti, e di sempre nuove scoperte relative al suo talento, notato già dopo i primi scambi dal padre (di nome Fernando anche lui) che lo paragonava ad André Agassi e dalla fiducia di Patricio Apey, allenatore cileno che al tempo allenava la stella Gabriela Sabatini.

Delle sue esperienze di Miami, dove cresce tecnicamente e decide di mettere a frutto il suo talento nel momento più delicato della maturità di un ragazzo, Fernando si porterà dietro le leadership tra gli Under 14 e gli Under 16, riuscendo poi a centrare la vittoria ai French Open Junior del 1998 contro Juan Carlos Ferrero e dando definitivamente slancio ad una carriera che di lì a poco sarebbe decollata, e per quanto i segnali fossero incoraggianti, avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia del tennis cileno e mondiale.

Le sue tre medaglie olimpiche, comprensive del bronzo conquistato contro Taylor Dent ad Atene 2004 e dell’argento ottenuto a Pechino 2008 sempre in singolare, portano nell’oro in doppio del 2004 (finale disputata poche ore dopo l’incontro con Dent terminato 16-14 nel set decisivo) tutto il bello della coppia cilena formata da González e Nicolas Massu, con la grinta necessaria ad annullare 4 match point e recuperare lo svantaggio nell’ultimo decisivo set, superando la coppia teutonica Kiefer-Schuttler per un successo davvero storico.

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I risultati più importanti della sua carriera ATP giungono qualche anno dopo quella splendida vittoria del 2004, ovvero quando la sua strada incrocia quella del coach statunitense Larry Stefanki, con e grazie al quale riuscirà a raffinare ulteriormente il suo stile di gioco, capitalizzando tutti gli anni fatti di aerei e gavetta:”Mi interessava solo giocare a tennis allora, per me era naturale: ero bravo e quello era il posto in cui dovevo stare. Non mi rendevo conto del sacrificio che la mia famiglia aveva fatto per me, senza sapere se avrebbe portato dei frutti. È strano, ma credo di non averli mai ringraziati a quel tempo“.

E se la sua prima vittoria in un torneo ATP, giunta ad Orlando nel 2000 proprio contro Massu in finale, si era unita ad altri 7 tornei ATP250 (International Series), i successivi importanti risultati sfociano nella incredibile finale del 2007 agli Australian Open, dopo aver battuto Tommy Haas in una semifinale memorabile, quando la sconfitta subita da un superlativo Roger Federer non basterà affatto per sminuire il suo risultato più importante in un Major, con la posizione di N.5 ATP che lo lascerà per sempre agli annali di questo sport.

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Dopo i quarti agli U.S.Open del 2002 (bissati nel 2009) e quelli a Wimbledon nel 2005, la finale “down under” del 2007 porterà a completare i grandi traguardi Slam con la conquista della semifinale al Roland Garros 2009, con due partecipazioni alle Finals negli anni 2005 e 2007 a chiudere perfettamente un cerchio che, se non magico, è stato comunque di incredibile soddisfazione per uno dei giocatori in assoluto più influenti del movimento cileno.

Si potrà dire che Fernando non ha ottenuto quanto avrebbe potuto, con i soli 2 set conquistati nelle sue 11 finali perse in carriera in tornei più importanti di quelli vinti, o che magari sarebbe potuto uscire fuori prima in modo più convincente e più costante circa il rendimento, eppure le storie del tennis vivono nelle persone che riescono a raccontarle al pubblico ed al campo, spesso senza una vera e propria logica ma con la poesia che ha fatto anche di González un punto cardine del tennis tra vecchio e nuovo millennio. Auguri “Bombardero”!

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