Australian Open Day 8 uomini, le interviste

Australian Open Day 8 uomini, le interviste

Il Day 8 dello Slam australiano è di rito quello in cui si svolgono i quarti di finale sia del tabellone maschile che femminile. Tra gli uomini non ci sono state grosse sorprese di risultato, anche se qualcuno ha dovuto faticare più del previsto prima di poter assicurarsi il passaggio del turno.

Il Day 8 dello Slam australiano è di rito quello in cui si svolgono i quarti di finale sia del tabellone maschile che femminile. Tra gli uomini non ci sono state grosse sorprese di risultato, anche se qualcuno ha dovuto faticare più del previsto prima di poter assicurarsi il passaggio del turno.

La prima partita che prenderemo in esame è quella disputata tra Djokovic e Muller, vinta dal serbo in tre parziali abbastanza equilibrati. Le parole del tennista di Belgrado subito dopo il match sono state anche di elogio per il suo avversario odierno. Tra i due era il primo scontro diretto in carriera e dunque per entrambi era difficile prevedere il gioco dell’avversario. Nole ha ottenuto i break nei momenti decisivi soprattutto nel secondo e nel terzo parziale. Lo stile di gioco del tedesco con varie discese a rete e un ottimo servizio l’ha messo in chiara difficoltà in alcune fasi dell’incontro.

A chi gli chiede un’impressione sulla sue sensazioni fin qui risponde: “Generalmente ho sensazioni positive. Non ho lasciato per strada neanche un set e sono nei quarti di finale. Sì, ho avuto incontri difficili negli ultimi due turni, ma ho avuto avversari di qualità. Credo che ho perso il servizio solo una volta durante tutto il torneo. Questo è un dato molto incoraggiante. Devo motivare me stesso e utilizzare i giorni liberi per lavorare su alcune cose. Ci sono alcune cose che penso su cui posso ancora migliorare. Nel complesso penso si tratti di una sensazione positiva il fatto di entrare nei quarti.”

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Gli viene fatto notare che le prime sette teste di serie sono tutte nei quarti tranne Federer. Lui risponde così: “Non è la prima volta. Nella maggior parte dei grandi eventi ci si aspetta che i migliori giocatori arrivino lontano. Quindi non credo che sia che sorprende un dato di fatto. Ma ovviamente è sorprendente non avere Roger in quel mix, perché lui è stato lì per praticamente ogni Grande Slam negli ultimi 10 anni. Ma, ancora una volta, tutti i giocatori che sono ai quarti hanno giocato grande tennis e meritano di essere lì.”.

Proprio nei quarti il serbo se la dovrà vedere con Milos Raonic, che già diverse volte gli ha creato problemi. Il canadese è uscito vittorioso dallo scontro con Feliciano Lopez, pur non senza rischiare qualcosina di troppo. Lo stesso tennista non nota un cambiamento rispetto alle altre partite: “Ovviamente mi sono sentito meglio quando ho giocato contro Becker. Ma penso che il livello era circa lo stesso. Solo perché lui usa più variazioni mi fa sentire maggiormente a disagio”.

Gli viene chiesto inoltre della sua fascia che porta ormai da diverso tempo: “Prima era per scopi medici. Ho avuto un rash e non ho potuto esporre il mio braccio sotto il sole, così ho dovuto giocare con maniche lunghe. Non era molto gradevole visto il caldo di Miami. Ho proseguito con questo. Ho apprezzato la sensazione da allora: non si sente troppo caldo. Ma in un giorno come oggi che è fresco, ci si sente come se fosse caldo.”.

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L’altro quarto di finale sarà tra il giapponese Nishikori e Wawrinka. Il nipponico ha battuto in tre set lo spagnolo Ferrer. Nei precedenti confronti le partite erano state molto più tirate: “Si di solito gioco tre o cinque set contro di lui. Ero un sacco di fiducia nel corso di questa partita e stavo giocando quasi al 100% del mio tennis, molto aggressivo, buon diritto, e ho servito anche davvero bene.”.

Il giapponese è un giocatore molto aggressivo; gli viene chiesto come riesce a mantenere il giusto equilibrio tra aggressività e limitare gli errori all’osso: “Sì, questo è quello che sto cercando di fare, sempre paziente, ma allo stesso tempo devo essere aggressivo. Ho iniziato sulla falsa riga dello scorso anno. Mi sento che posso colpire di più con il mio dritto e potrei diventare davvero aggressivo. Così, si sa, è stato davvero comodo giocare così. Sai, devi fare come decisione. Devi usare anche un sacco la mente, troppo.”.

Il suo prossimo avversario invece ha dovuto disputare quattro set prima di garantirsi l’accesso al turno successivo. Nel terzo set conduceva di un break ma qualcosa ha permesso all’avversario di rimontare. Lo svizzero lo spiega così: “A questi livelli si può cambiare rapidamente. Ho forse fatto due errori, poi lui ha iniziato a giocare un po’ più veloce. Comincio a giocare in difesa un po’ troppo spesso. Sono comunque felice di passare. Era importante tornare a vincere e per me essere in quarti è un grande risultato.”.

Sul prossimo match con Kei Nishikori: “Lui è un giocatore duro. E’ migliorato molto dall’anno scorso. Ho giocato contro di lui agli US Open un match di cinque set come allenamento prima del torneo. Lui è un grande colpitore e si può candidare alla vittoria finale. E ‘sempre difficile giocare contro di lui. Lui non ti dà tanto tempo tra un colpo e l’altro.”.

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