Australian Open: le dichiarazioni degli azzurri

Australian Open: le dichiarazioni degli azzurri

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Andreas Seppi si è qualificato al terzo turno degli Australian Open, grazie alla bella prestazione contro Jeremy Chardy, ed ora lo attende Roger Federer.
Ecco le dichiarazioni dell’altoatesino a fine match:
“Sono soddisfatto perché battere Chardy in quattro set non è semplice, ho giocato un buon tennis, ma niente di eccezionale. Sono calato nel secondo parziale, quando avevo l’occasione di allungare, però poi mi sono ripreso bene nel terzo e quarto. Mi sono allenato per cinque intere settimane senza intoppi, mentre un anno fa avevo avuto diversi problemi e tutto questo si vede in campo, sono molto più tranquillo. Qualche giorno fa, prima dell’inizio del torneo, mi sono allenato con Federer per un’intera giornata. Ci ho sempre perso, ho visto il primo set di Bolelli e lo ha messo in difficoltà. Ma Simone tira più forte di me, io dovrò trovare altre soluzioni”.

Anche Sara Errani prosegue il suo torneo, avendo avuto la meglio contro la Soler Espinosa, la forma non è ancora quella ottimale ma Sarita è fiduciosa:
“Fisicamente ancora mi manca qualcosa, ho ancora dei cali, ma ci sta e in campo bisogna anche sapere accettare queste sensazioni negative”.
Al prossimo turno ci sarà la belga Wickmayer: “E’ un avversaria che mi dà fastidio perchè tira forte e non mi da ritmo, dovrò essere brava ad allungare gli scambi”.

E’ uscita di scena invece l’amica Roberta Vinci, non facile il match contro la Makarova. Roberta però parla di sensazioni positive, il suo inizio d’ anno è stato fin qui sicuramente migliore del 2014:
Rispetto all’inizio della passata stagione sto sicuramente giocando meglio, questo era solo il primo torneo dello Slam e ci sarà tempo e tante occasioni per fare bene. Il cambio di attrezzo mi sta dando buone sensazioni, devo però ancora prendere più confidenza”.

Anche Simone Bolelli saluta l’Australia, sconfitto dal n.2 del mondo Roger Federer, al quale è riuscito a strappare un set. Dalle parole di Simone emerge un certo rimpianto per essere sceso troppo di rendimento, quando lo svizzero invece ha alzato il suo livello di gioco. Dimostrazione che il bolognese è in fiducia, pronto a togliersi soddisfazioni e macinare posti in classifica:
“Ho tenuto bene per un set e mezzo, fino a quando mi ha fatto il break. Poi lui mi è andato via. Nel terzo e quarto set pensavo di poter giocare meglio, di metterlo più in difficoltà. Dopo che aveva perso il primo set avevo notato che si era innervosito. Poi Ha cominciato a giocare in modo diverso, mi sporcava più la palla, mi hanno condizionato molto i due break presi in apertura di terzo e quarto set, quando un avversario come Federer ti scappa in avvio diventa ancora più difficile. Lui ha preso il sopravvento appena sono un po’ calato al servizio. Riuscivo a comandare e ad insistere sul suo rovescio evitando il diritto solo se mettevo in campo la prima. Cosa mi manca? L’abitudine ad affrontare match così duri, devo migliorare molto nella gestione di partite come quella di oggi contro Federer. Un conto è giocare due su tre, un altro al meglio dei cinque. Non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Però quando spingo al massimo posso dire la mia”.

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