Australian Open, Novak Djokovic: “C’è molta tensione, contro Roger mi aspetto una battaglia”

Australian Open, Novak Djokovic: “C’è molta tensione, contro Roger mi aspetto una battaglia”

Novak Djokovic ha sconfitto agevolmente un deludente Nishikori, nei quarti di finale degli Australian Open. Ora troverà Roger Federer. Ecco le dichiarazioni del numero 1 del mondo al termine dell’incontro odierno.

Novak Djokovic continua la sua corsa verso il sesto titolo agli Australian Open, che gli permetterebbe di migliorare ulteriormente il suo record nello Slam asiatico. Dopo la pessima prestazione messa in campo contro Gilles Simon negli ottavi di finale, quest’oggi il numero 1 si è riscattato, demolendo un deludente Kei Nishikori con il punteggio di 6-3 6-2 6-4. Ecco le dichiarazioni che il serbo ha rilasciato al termine dell’incontro.

Possiamo dire che è stato un derby UNIQLO?

“Oggi la UNIQLO ha vinto, questo è sicuro”.

Hai avuto fiducia per tutto il match? Hai commesso solo 9 errori per set, 63 in meno rispetto alla partita con Simon.

“Si, quello era l’obiettivo, diminuire i gratuiti. E ci sono riuscito. Sapevo che avrei sfidato un tennista che gioca un tennis molto veloce, più di Simon. E questo in teoria dovrebbe causare più errori non forzati all’avversario. Lui ha giocato i primi game molto bene, colpendo la palla in anticipo e in maniera aggressiva. Me l’aspettavo. Io però ero solido, concentrato e determinato. Sono riuscito a giocare al meglio i punti importanti, e a fargli colpire sempre una palla in più. Nel complesso è stata un’ottima prestazione”.

Il tuo tennis ora è al livello che desideri o cercherai di fare qualche altro aggiustamento?

“Beh, a questo livello si cerca sempre di ottenere il meglio da se stessi. Devo essere soddisfatto. Ho raggiunto le semifinali. Ho vinto contro un top-10 per tre set a zero. Confrontandolo a quello del quarto turno, questo è stato un match decisamente migliore. Ciò mi da fiducia e mi incoraggia per il prossimo”.

Sul campo hai detto che ieri non ti sei allenato. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione? Ti ricordi quando è stata l’ultima volta che hai saltato un giorno di allenamento durante uno Slam?

Si, ho già affrontato questa situazione in passato. Come ho detto sul campo, meno a volte è di più. Bisogna capire il momento. Ho giocato molto a tennis, forse anche troppo. Oggi non avevo paure di non essere in palla. Al contrario, avevo bisogno di recuperare, mentalmente e fisicamente, per scendere fresco in campo e giocare con la giusta  intensità.

Mentalmente c’è differenza tra affrontare Roger in semifinale rispetto ad una finale?

Potrebbe essere. Ma la differenza è minima. Contro Roger c’è sempre un clima da finale, soprattutto in uno Slam, poiché siamo grandi rivali e abbiamo giocato contro tantissime volte. C’è mota tensione, e la posta in palio è alta. Mi aspetto una battaglia tra due giorni.

Contro Federer hai giocato 45 match, tantissimi. Quanto bene ricordi quelli passati? Pensavate davvero che sareste arrivati a sfidarvi così tante volte? Questo vale anche contro Rafa.

Onestamente, ho giocato tante volte contro questi ragazzi. A un certo punto ho perso il conto di quante volte li ho sfidati. A Londra sono rimasto sorpreso di averli affrontati entrambi. Ho visto che più  meno c’è un solo match di differenza. Forse ho giocato più contro Rafa che contro Roger. Questo è veramente incredibile. Contro di loro ho lottato in diversi palcoscenici per i titoli più importanti.

Questi due campioni mi hanno permesso di diventare il giocatore che sono oggi. Queste rivalità mi hanno fatto crescere e di evolvermi, e mi hanno fatto capire cosa serviva per raggiungere il loro livello. Voglio dire, hanno dominato il tennis e il circuito per tanti anni, prima che arrivassimo anche io e Murray. Ci è voluto un po’ per raggiungerli negli head to head, ho avuto bisogno di tante partite.

Ma si continua ancora. Roger sta giocando un tennis eccezionale. Ci siamo sfidati in due finali Slam lo scorso anno. So bene quanto sia forte nella fasi decisive di un torneo. Ti spinge sempre a dare il meglio. Il mio meglio è quello di cui ho bisogno per per batterlo. Spero di essere in grado di riuscirci.

Nole australia

Quali cambiamenti hai notato nel suo gioco, oltre alla famosa ‘SABR’?

E’ ovvio che è un tennista molto completo. Ultimamente sta provando a scendere sempre di più a rete, per abbreviare gli scambi. E ha le capacità per farlo, come ha dimostrato. Può variare molto con il rovescio, grazie al back. Ha  un’ottima difesa e un attacco fenomenale. Mette costantemente una pressione asfissiante all’avversario. Bisogna essere sempre costanti e concentrati.

Come ho detto prima, hai ancora bisogno del tuo miglior livello, perché lui nonostante l’avanzare dell’età non ha perso del tutto il suo miglior tennis. Credo di averlo affrontato negli ultimi sette od otto anni sempre ad un altissimo livello. Ha sempre giocato bene.

Penso che il suo rovescio sia migliore, per esempio, di cinque o sei anni fa. Sicuramente quella di Giovedì sarà una grande sfida per entrambi.

Torniamo indietro nel tempo, quando eri ancora molto indietro negli scontri diretti contro di loro. Credi che ci sia uno dei due con cui hai fatto meno fatica? E hai mai pensato alla possibilità di pareggiare gli head to head?

Sono stato indietro a molti giocatori negli scontri diretti durante la mia carriera. Devo essere onesto, ci si sente bene ad averli raggiunti. Ci sono stati momenti in cui dubitavo di me stesso, in cui non sapevo se sarei riuscito a diventare numero 1, a realizzare il mio sogno, e a spezzare il loro dominio. Ma quei momenti mi hanno reso più forte. Quando ero nettamente inferiore rispetto a loro, ho avuto occasione di migliorare e di imparare. Ci sono riuscito non da solo, ma grazie anche al sostegno della mia famiglia e del mio team.

Sono il topo di ragazzo che ama circondarsi il già possibile delle stesse persone. Sono stato con Marian Vajda per otto anni, con il mio fisioterapista per sette. Non ho fatto grandi cambiamenti. Forse soprattutto nella prima parte della mia carriera, ma quando ho trovato il team giusto ho sempre creduto in lui.

Ho sempre creduto che con la passione e la dedizione per questo sport che condividiamo tutti, i risultati sarebbero arrivati.

Pensi che giocare contro Roger nei tre set su cinque ti dia un vantaggio, essendo tu più giovane?

Non credo ci sia troppa differenza fisicamente. Non ha passato molto tempo in campo in questa settimana. Ha vinto abbastanza agevolmente, ed è in gran forma. Si muove davvero bene. Si, forse se la partita andasse per le lunghe avrei più possibilità. Ma so che è una cosa su cui non posso fare troppo affidamento.

 

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