Australian Open: i quarti maschili

Australian Open: i quarti maschili

Questa edizione degli Australian Open si sta rivelando più accattivante che mai. Concentrandosi sull’Atp, pochi capitomboli di rilievo e 7 delle prime 8 teste di serie ancora in corsa nei quarti di finale.

I titoli dei giornali locali sono tutti per lui. In Australia, era prevedibile, è esplosa la mania Kyrgios. Il giovanotto, 19 anni appena, è al suo secondo quarto Slam. Supportato anche da uno stadio pienissimo, l’australiano viene dall’epica vittoria in rimonta contro Seppi. Il suo tennis esplosivo ha tutto per minare le sicurezze di un Murray che, nel bene e nel male, è sempre lì. Da sei anni a questa parte, compresa questa edizione, Murray viene sconfitto in terra australiana solo da Federer o da Djokovic. L’ultimo a batterlo al di fuori di questi due fu Verdasco nel 2009. L’unico confronto diretto parla a favore dello scozzese: Montreal 2014, 6-2 6-2. Un mese circa dopo la clamorosa vittoria del baby prodigio contro Nadal a Wimbledon. Pronostico: Murray vincente in quattro set.

Altro quarto è Nishikori-Wawrinka. Il giapponese viene da una vittoria impressionante per qualità e solidità ottenuta contro Ferrer. Un triplice 6-3 che stupisce per i 42 vincenti contro un difensore abile come lo spagnolo. Nishikori sta confermando i positivi risultati dello scorso anno e l’impressione è che i margini di miglioramento siano ancora molti. Queste le parole di Wawrinka: “Dipenderà sempre da me. Da come servirò, da quanto sarò aggressivo. Se i miei colpi saranno pesanti, se riuscirò a esprimere il mio gioco, allora per lui sarà difficile prenderla sempre in anticipo”. Questo è forse il confronto più difficilmente pronosticabile. Ipotizzo però che il loro match sarà uno dei più belli dell’anno.

Nadal-Berdych sembra un match già chiuso. I precedenti tra i due, 18-3 per lo spagnolo, parlano chiaro: Berdych non batte Nadal da ben 9 anni. Il ceco è al quinto quarto in Australia consecutivo, il terzo consecutivo in cui approda ai quarti senza neanche perdere un set. Il problema è il solito: devastante, schiacciasassi talvolta, ma manca l’acuto di una vita. E questo acuto sempre atteso e mai arrivato si insinua nella mente di un giocatore sino a ‘devastarla’. Soprattutto se di fronte hai una delle tue bestie nere. Nadal non ha bisogno di presentazioni e l’ho visto più in forma di quanto mi sarei immaginato. Difficile credere che un tale campione, così dedito al lavoro e dal feroce carisma che lo ha reso quello che è, possa soccombere in un quarto di finale Slam di fronte a uno splendido ma fragile tennista come Berdych.

Ultimo quarto quello tra Raonic e Djokovic. Si può dire che il torneo del serbo cominci qui. Apparentemente non c’è nessuno in grado di spodestare il suo trono. Se poi consideriamo che, nonostante i progressi evidenti dell’ultimo anno e la solidità di un tennista sempre più completo come Raonic, il canadese non ha mai battuto Novak e soprattutto, nell’unico confronto sul cemento (disputato lo scorso anno), è uscito con le ossa rotte, non vedo proprio come Djokovic possa uscire sconfitto.

Ma il tennis, si sa, è bello anche per le sorprese. Uno contro l’altro, sempre. La mia mente e i miei colpi contro i tuoi. Tra poche ore i quarti di finale, attesissimi, degli Australian Open maschili: Nadal-Berdych e, nella mattina italiana, Murray-Kyrgios. Buona notte di tennis a tutti.

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