Becker: “Novak è un talento eccezionale, ecco perchè ha già vinto cosi tanto”

Becker: “Novak è un talento eccezionale, ecco perchè ha già vinto cosi tanto”

In un’intervista rilasciata a GiveMeSport, Boris Becker parla di Djokovic, del suo carattere e del suo ruolo all’interno del team del serbo

Quando Boris Becker nel dicembre del 2013 entrò a far arte del team di Djokovic, fu quasi uno shock per l’ambiente,  considerato che il serbo aveva già vinto 6 titoli del Grande Slam ed era numero due del mondo. Una sorpresa non per Becker che ritiene sia normale per Novak così come per gli altri top players rivolgersi ad ex grandi campioni del passato per continuare il processo di crescita.

boris-becker
“Al contrario, quello che mi sorprende, è che i top players abbiano fatto passare così tanto tempo prima di chiedere a me o campioni del calibro di Stefan Edberg e Goran Ivanisevic di aiutarli. Noi, a dispetto di altri allenatori, abbiamo giocato a quel livello, su quei campi e capiamo meglio di altri cosa serve per crescere ancora. Di sicuro non è qualcosa che dobbiamo andare a studiare o leggere”.

Riguardo al team Djokovic, Becker aggiunge: “Già aveva un team fantastico , non sono certamente l’unica persona che lavora con lui. Ha un’ incredibile preparatore atletico, che ha una preparazione vastissima, oltre ad un grande team di fisioterapisti che lavorano esclusivamente per lui. Senza di loro non ce la potrebbe fare. E non dimentichiamoci che ha Marian Vajda il suo più stretto alleato da otto anni e che fa ancora parte della squadra. Diciamo che Novak ha uno staff di 3-4 allenatori così come quasi tutti i top players, e noi tutti abbiamo un ruolo nel suo processo di crescita”.

Nole Becker

 

Ma come si sente il Becker allenatore mentre è seduto in tribuna? “Se sento pressione mentre gioca? No, direi piuttosto adrenalina, perché se sentissi pressione non sarei adatto per questo ruolo. Credo che sia una grande sfida per me aiutarlo a vincere ancora di più e sono concentrato esclusivamente su questo.

Ovviamente quando alleni i top players non devi insegnargli le basi, perché già le conoscono, ma è chiaro che anche loro hanno dei punti deboli e sono proprio loro che ammettendo di averne, ti chiedono di aiutarli a migliorarsi. Essere professionali significa proprio questo, non accontentarsi mai nemmeno quando hai vinto, 6, 10, 12 Grand Slams.

Basta guardare Roger Federer che ha vinto 17 Grand Slams e non era ancora contento. Allora chiama Stefan Edberg e per un paio d’anni gioca il suo miglior tennis. Questo solo per dire il carattere che hanno i migliori giocatori”.

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