Berrettini: dalle origini al terzo turno del Roland Garros 2018

Berrettini: dalle origini al terzo turno del Roland Garros 2018

È un inizio di stagione da sogno quella del giovane tennista romano che approda per la prima volta al terzo turno dei French Open. Dopo aver in lungo e in largo girato i circuiti minori a bordo del camper guidato dai genitori, nel 2018 Matteo Berrettini ha infatti vinto il suo primo incontro ATP a Doha, debuttato a livello slam in Australia, è entrato nei primi 100 del mondo e, dopo aver centrato la prima vittoria in un Master 1000 a Roma, ora a Parigi si regala il match contro Dominic Thiem, valido per i sedicesimi di finale.

di Riccardo Costarelli, @rickycostarelli

Siamo finalmente davanti alla nascita di una nuova stella del nostro tricolore? Forse è ancora presto per dirlo, ma le premesse in questo 2018 ci sono tutte. Matteo Berrettini a 22 anni in carriera ha vinto 2 Futures e 2 Challenger ed in questi primi sei mesi è già riuscito a centrare diversi obiettivi a livello ATP e a far puntare su di sé i riflettori del tennis mondiale.

Nato a Roma nel 1996, gran dritto e gran servizio scagliato dall’alto dei suoi 193 cm di altezza, Berrettini si allena oggi al Circolo Canottieri Aniene sotto la guida di Vincenzo Santopadre. Il giovane Matteo fa il suo debutto nel circuito professionistico nel 2014, partecipando ai suoi primi tornei Futures e Challenger. Ad inizio 2015 conquista il suo primo Futures, in doppio in coppia con Filippo Baldi, nel torneo F12 di Antalya, mentre il primo titolo in singolare arriva qualche mese più tardi al Futures di Santa Margherita di Pula, quando vince in finale su Andrea Basso.

Nel 2016 Berrettini è vittima di un infortunio al ginocchio sinistro che lo costringe ai box quasi tutto l’anno. Rientrato a settembre, riesce a vincere il Futures F27 di Trieste in coppia con Jacopo Stefanini. Ma è a novembre che arriva il primo vero successo di rilievo: nel Challenger di Andria batte ai quarti di finale Tommy Robredo, ex top-5 della classifica ATP. Purtroppo in finale cede sotto i colpi del più esperto Luca Vanni per 5-7 6-0 6-3, ma riesce a chiudere la stagione al 435° posto del ranking in singolare e al 731º in doppio.

Il 12 febbraio 2017 Matteo conquista il suo secondo titolo Futures al torneo di Oberentfelden, eliminando in finale 6-2 6-4 il francese Laurent Lokoli, testa di serie numero 1. A marzo arriva in finale all’International Challenger di Quanzhou, torneo in cui, partendo dalle qualificazioni, riesce ad eliminare 4 top-200 prima di arrendersi sul filo di lana contro il connazionale, allora nº 168, Thomas Fabbiano per 7-6 7-6. Questo risultato gli consente di raggiungere comunque la 264ª posizione mondiale.

Il 2017 è anche l’anno del suo esordio ufficiale nel circuito maggiore, quando grazie ad una wild card partecipa agli Internazionali di Roma, perdendo però al primo turno da Fabio Fognini per 6-1 6-3. A luglio vince il suo primo trofeo Challenger alla San Benedetto Tennis Cup, battendo in finale 6-3 6-4 Laslo Djere, nº 106 ATP. Il risultato gli consente un ulteriore balzo di 56 posizioni nel ranking, arrivando fino al 173º posto. Dopo aver perso un paio di finali a livello Challenger, in ottobre raggiunge il suo miglior ranking in singolare con la 120ª posizione, chiudendo poi l’annata in 135ª.

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Nel 2018 Matteo supera per la prima volta le qualificazioni in un torneo ATP al Qatar ExxonMobil Open, e agli Australian Open viene ripescato come lucky loser, entrando così per la prima volta nel tabellone principale di uno Slam. Al primo turno affronta il numero 26 del seeding, Adrian Mannarino, che lo batte con un triplo 6-4.

Rientrato in Italia, agli Internazionali di Tennis di Bergamo, vince il suo secondo Challenger in carriera sconfiggendo in finale Stefano Napolitano per 6-2 3-6 6-2, arrivando così alla 104ª posizione del ranking ATP.

Ad Indian Wells non supera le qualificazioni, ma viene ammesso comunque al tabellone principale grazie al ritiro di Kyrgios. Purtroppo non riesce a vincere il suo primo match in un Master 1000 nonostante le numerose occasioni avute contro il russo Medvedev. Partecipa dunque al Challenger di Irving, dove perde in finale da Kukuščkin, dopo aver però eliminato nomi del calibro di Sugita, Smyczek, Bašić e Fucsovic. Il risultato gli permette di entrare per la prima volta in carriera tra i primi 100 del ranking ATP e di essere convocato per la prima volta nella squadra di Coppa Davis.

A maggio, per il secondo anno di fila riceve una wild card per gli Internazionali d’Italia, ma quest’anno la musica è un po’ diversa: sul Pietrangeli al primo turno batte 6-3 7-6 Tiafoe, reduce dalla finale all’Estoril e numero 63 del mondo, cogliendo così il primo successo in un Masters 1000. Al secondo turno affronta sul Centrale il numero due del seeding Alexander Zverev, contro cui è costretto ad arrendersi con il punteggio di 7-5 6-2, giocando però per lunghi tratti alla pari col tedesco.

Nonostante la sconfitta, il torneo di Roma gli riserva un’altra gradita sorpresa: Tsonga dà forfait al Roland Garros e lui si ritrova catapultato direttamente nel tabellone principale dei French Open. Domenica 27 maggio 2018, Matteo vince la sua prima partita di uno Slam, superando al primo turno il tedesco Oscar Otte con il punteggio di 3-6, 7-5, 6-2, 6-1. Al secondo turno doma in quattro set 6-2, 3-6, 6-4, 6-3 il tennis pazzo di Ernests Gulbis, ex top 10, che già nelle qualificazioni aveva sbarrato la strada a Stefano Travaglia e Alessandro Giannessi.

Berrettini, a 22 anni, conquista così per la prima volta un terzo turno di uno Slam, match in cui ad aspettarlo ci sarà l’austriaco Dominic Thiem, uscito vincitore dallo scontro dei rovesci a una mano con Tsitsipas. Iniziata la settimana da numero 96 del ranking, Matteo è già sicuro di entrare nei primi 80 del mondo. Cosa possiamo aspettarci dal suo futuro?

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  1. Pierluigi Bossini - 2 settimane fa

    Forza Berettini,credi nelle tue possibilità !

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