Betting e match fixing, Lucas Pouille propone l’eliminazione delle scommesse nei tornei minori

Betting e match fixing, Lucas Pouille propone l’eliminazione delle scommesse nei tornei minori

Il giocatore francese ha rivelato di aver ricevuto, a livello Challenger, offerte di denaro per perdere le partite.

di Pierluigi Serra, @pierluigi_serra

In una recente intervista per RMC Sport, Lucas Pouille, fresco semifinalista a Melbourne, ha parlato di scommesse e match fixing, due dei problemi più seri e urgenti che affliggono il tennis di seconda fascia, a partire dal circuito Challenger.

Per sottolineare la gravità di questa pratica tanto illegale quanto diffusa, il tennista transalpino ha raccontato la sua esperienza diretta: “È molto facile fare queste cose rimanendo nell’anonimato, soprattutto nei paesi dell’Est Europa. Ho giocato un torneo Challenger in Romania, dove c’era questo gruppo di 4-5 persone che faceva il tifo per me con grandissima passione. Dopo alcune vittorie, quelle stesse persone si sono scagliate contro di me perché avevano fatto delle scommesse, che evidentemente non avevano avuto l’esito sperato. Più volte mi è stato offerto del denaro attraverso Facebook e i vari social media, ma non ho mai risposto perché non ne vale assolutamente la pena. Trovo ridicolo vendere le partite o accettare di perdere un set per soldi. Devi lavorare, come tutti gli altri giocatori, per migliorare la tua classifica”.

Il francese ha però riconosciuto le difficoltà economiche che i tennisti di seconda fascia devono affrontare per mantenersi in quello strano limbo che è il tennis tra professionismo e semi professionismo: “I giocatori hanno bisogno di soldi per viaggiare e potrebbe essere difficile rifiutare 5.000 € quando il torneo ne mette in palio 1.000 € per il vincitore. C’è troppo denaro in ballo in queste scommesse. Una soluzione potrebbe essere eliminare le scommesse nei tornei minori”.

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