Boris Becker e il dilemma GOAT

Boris Becker e il dilemma GOAT

Spesso Boris Becker ha dichiarato come Roger Federer fosse il miglior tennista della storia, ma, ancora una volta, la questione GOAT incombe

di Mattia Esposito

Essere, o non essere, questo è il problema. Se il dilemma shakespeariano era legato alla vita e alla morte nella riflessione di Amleto, per Boris Becker invece, il problema si chiama: GOAT, acronimo di Greatest of All Time. Spesso il sei volte campione Slam si è posto la questione riguardo il giocatore più forte di sempre, indicando diverse volte Roger Federer come tale, elogiandone spesso passione e sacrificio , ma nell’ultima intervista concessa all’Express, sembra abbia cambiato idea. Il tedesco ha dichiarato come non sia semplice paragonare tennisti di epoche differenti: “Non so. È vero, Roger è il più vincente di sempre, ma come possiamo paragonarlo a tennisti di altre epoche?” continua dicendo: “È difficile considerarlo il migliore di sempre, perché ci sono stati tanti altri grandi giocatori in passato. Ha vinto 20 Grand Slam, più di chiunque altro. È stato numero uno al mondo per più settimane di chiunque altro (302 totali di cui 237 consecutive, ndr), un record impressionante insomma. Ma siamo sicuri che sia stato in grado di battere John McEnroe nel migliore anno della sua carriera, nella prima finale a Wimbledon nel 1984, utilizzando peraltro un altro tipo di racchetta? Dubito.” E aggiunge: “E avrebbe battuto Björn Borg quando dominava tra Parigi e Londra? Ancora una volta, ne dubito, ma non è per sminuire i risultati di Federer.” Domande leggittime da parte dell’ex coach di Novak Djokovic, che è comunque un fan dello svizzero, ma prova ad immaginare cosa avrebbe potuto fare il classe ‘81 se avesse giocato contro mostri sacri come lo svedese e l’americano. Un confronto di generazioni difficili da fare, per cui è possibile solo immaginare, come negli altri sport, nei vari paragoni come nel calcio tra Pelé e Maradona e così via. Ma dopo queste supposizioni su una sfida possibile con i fenomeni di 30 anni fa, ecco gli elogi: “Chi avrebbe mai immaginato che sarebbe stato ancora il tennista da battere a 36 anni? È ancora qui e credo che resterà in giro ancora per qualche tempo. Ha stabilito un livello così alto nella sua carriera e tutti cercano la minima crepa nel suo trucco.” Parole e musica del tedesco, che stravede per Federer, come quando ha pronosticato in tempi non sospetti della vittoria numero 20 nei Major. E riguardo la forza e passione che muove lo svizzero, dice: “Sono stupito dal suo impegno per il gioco, considerando che ha quattro figli, perché è stato uno dei motivi per cui ho deciso di lasciare la mia carriera.” E per voi? Chi è il GOAT?

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