Circus Preview, attacco al potere: Murray e Kerber in finale a Cincinnati, la rivincita dei numeri due

Circus Preview, attacco al potere: Murray e Kerber in finale a Cincinnati, la rivincita dei numeri due

Atto finale del torneo di Cincinnati: Murray sfida Cilic per allungare la striscia di vittorie; Kerber contro Pliskova per detronizzare Serena

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PROVE DA DITTATORE – Trentasette vittorie negli ultimi trentanove incontri, una striscia aperta di ventitré vittorie consecutive; dal primo turno Master1000 di Madrid alla finale di Cincinnati Andy Murray ha perso solo due partite (due finali, entrambe contro Djokovic sulla terra, a Madrid e al Roland Garros). Il tennista scozzese sta attraversando probabilmente il miglior periodo della carriera e le (non troppo sofferte) vittorie a Wimbledon e Rio de Janeiro ne sono la conferma. Anche il cammino di avvicinamento alla finale si è rivelato niente più che una passeggiata di salute per Murray: appena cinque game concessi a Pico Monaco, altrettanti al bombardiere Kevin Anderson, il doppio 6-4 al talento bizzoso Bernard Tomic e il doppio 6-3 a Milos Raonic nella riedizione della finale di Wimbledon. Proverà a sbarrargli la strada un rinato Marin Cilic, alla prima finale in un Master1000. Il croato, che in settimana ha annunciato di essersi affidato alle cure di Jonas Bjorkman, ha saputo sfruttare una parte di tabellone non troppo competitiva (unici ostacoli Berdych e Dimitrov, sconfitti al terzo) per un torneo di tale prestigio. Per superare le arcigne difese di Murray servirà un Marin d’annata, il croato dovrà chiedere molto alla prima di servizio e saper essere immediatamente aggressivo con i colpi di rimbalzo; compito arduo ma non impossibile per un tennista che – al top della forma – ha dimostrato di poter battere chiunque (per gli smemorati ci sono gli highlights dello US Open 2014). Certo dall’altra parte della rete ci sarà un Murray in grande fiducia, che ha saputo elevare il livello del proprio tennis, avvicinandosi al cannibale del circuito ATP Novak Djokovic.

L’IMPRESA DI ANGELIQUE – A distanza di vent’anni dal primato di Stefi Graff, un’altra tedesca può salire sul trono del ranking WTA: manca un solo passo, ad Angelique Kerber, per diventare la nuova numero uno. Dopo l’argento conquistato ai Giochi Olimpici, arresasi solo in finale contro un’indemoniata Monica Puig, la mancina di Brema ha raggiunto la finale di Cincinnati battendo Mladenovic, Strycova, Suarez Navarro (l’unica capace di strapparle un set) e Halep. Non sempre è apparsa al top della forma, faticando non poco per liberarsi di Strycova e Suarez, ma Angelique si è dimostrata ancora troppo solida (sia da un punto di vista squisitamente tecnico, con i suoi favolosi recuperi, che da quello mentale) per le avversarie. Resta, adesso, un solo ostacolo fra la tedesca e la prima piazza del ranking: Karolina Pliskova. La valchiria di Louny, per caratteristiche fisiche e tecniche, è l’antitesi dell’avversaria: la statuaria tennista ceca predilige un gioco di pochi scambi, alla spasmodica ricerca del vincente sfruttando il potente servizio e le straordinarie accelerazioni da fondo (giocate, in controtendenza rispetto al tennis moderno, senza un minimo di topspin). Dopo aver brillantemente superato gli esami Ostapenko, Doi, Kuznestova (unico match finito in tre set), la ceca ha demolito un’altra aspirante al trono, Garbine Muguruza, concedendole appena quattro game. Per arginarla, Angelique Kerber dovrà dar sfoggio delle sue grandi doti da contrattaccante, è l’ultima prova che la classe operaia deve superare per andare in paradiso.

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