Coric: Born(a) to be alive

Coric: Born(a) to be alive

Il classe 1996 croato si giocherà la sua prima semifinale in un Masters 1000 questa sera contro Roger Federer. Ma non azzardatevi a dire che è tornato…

di Filippo Gallino, @Pheeling7

E dire che agli Australian Open era uscito al primo turno contro John Millman. Ora Borna Coric si trova all’improvviso in semifinale ad Indian Wells dopo aver sconfitto insicurezze e rivoluzionato il suo team. 

Si sarebbe licenziato da solo, ma purtroppo non si può. L’ha detto lui due giorni fa dopo aver sconfitto Taylor Fritz ed essersi guadagnato i quarti di finale ad Indian Wells: “Non ne potevo più di oscillare tra il quarantesimo e il cinquatesimo posto del ranking. Era evidente che c’era qualcosa che non andava. Perciò ho pensato di cambiare qualcosa. Avrei messo un altro al posto mio, licenziandomi, ma purtroppo l’unica cosa che posso fare è provare a cambiare qualcosa. Quindi ho iniziato a lavorare con Riccardo Piatti, Kristijan Schneider e Ivan Ljubicic. Nessuno è il coach principale, Ivan mi segue ogni tanto e con Riccardo lavoro a Bordighera nella sua accademia.”

Ma è cauto e realista sul futuro: “Non dite che sono tornato. Non sono tornato. Ho giocato bene qui e a Dubai, ma non significa che giocherò così anche a Miami o più avanti. Oggi ci sono ancora alti e bassi, vi dirò io prima o poi se potrete scrivere che sono tornato”. In realtà, in queste settimane, l’impressione è proprio questa. Non che sia tornato, perchè Coric non ha mai viaggiato ad alte velocità nel circuito, ma almeno sia tornato a vivere il tennis in maniera rilassata. Sembra tornato quel Coric che sconfiggeva Murray a Dubai o Nadal a Basilea quando aveva solo 18 anni, quel Coric che giocava in maniera spregiudicata, affondando tutti i colpi senza paura.

Alle ATP NextGen Finals di Milano il croato si era fermato in semifinale, uscendo sconfitto contro Rublev e dopo aver vinto tutti gli incontri del round robin contro Medvedev, Donaldson e Khachanov. Già lì si era capito che tra i nuovi, la solidità era un’arma fondamentale: lui, Chung, Medvedev e Rublev. La verità è che il “piccolo” Borna sta migliorando mentalmente: è uscito da quella convinzione di essere il più forte tra i NextGen ed ha imparato a ricominciare dalle ottime basi che aveva, per tornare ad avere un gioco meno istintivo, ma più potente e ragionato. Sempre con un pizzico di follia, come piace a lui. Il nuovo Novak Djokovic avevano detto. Ma sarebbe bello poter parlare di Borna Coric e basta.

Ora gli tocca l’ostacolo più duro di tutti, Roger Federer. Difficile pensare di impensierire un giocatore così e a questo livello di fiducia, ma sconfiggere il numero uno del mondo potrebbe essere la svolta della carriera di Coric. E stasera sarà la sua notte – o meglio, la sua mattinata, visto che in America si gioca alle 11 -, una notte strameritata.

 

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