Cosa ne sarà dell’impero maiorchino? Novak è pronto all’assalto!

Cosa ne sarà dell’impero maiorchino? Novak è pronto all’assalto!

A distanza di ormai 9 anni dal suo primo successo, l’allievo mancino di Zio Toni è atteso alla prova d’appello più importante finora presentataglisi di fronti qui a Parigi: confermerà e sottoscriverà il suo contratto come unico ed inarrivabile Re del Roland Garros, o sarà costretto ad abdicare e a cedere lo scettro al serbo? di G.Lupi

La giornata afosa, illuminata da un sole parigino splendente, preannunciava sin dai primi colpi delle due semifinali, il tanto atteso remake della semifinale dello scorso anno, nella quale, Rafael Nadal, riuscì a prevalere solamente per 9/7 al quinto set, ai danni di un Novak Djokovic che già 12 mesi addietro, sembrava pronto per spodestare lo spagnolo dal trono del Roland Garros. La sorte però volle che l’appuntamento fosse rimandato all’anno successivo, lasciando l’amaro in bocca ai tifosi serbi e allo stesso Nole, che ora, a distanza di un anno, sente che è giunto il suo momento. Cosa ne sarà dell’Impero Maiorchino? Novak è pronto all’assalto, preparate gli scudi!

Andiamo con ordine, e analizziamo l’andamento delle due semifinali odierne.

CRONACA N.DJOKOVIC VS E.GULBIS (a cura di Lorenzo Cialdani)

Occorrono 2 ore e 39 minuti al N.2 del mondo Novak Djokovic per conquistare l’approdo in finale di questi French Open 2014. Il serbo ha dovuto combattere duramente contro un Gulbis sempre insidioso che, nonostante un infortunio alla schiena, è riuscito a strappare un parziale, il terzo del match, a Djokovic.

Il serbo si è subito portato avanti nel punteggio sfoderando tutto il suo campionario di risposte e di colpi risolutori dalla baseline, riuscendo nei primi due set a brekkare due volte il lettone ed annullando tutte e 5 le palle break a disposizione dell’avversario. Sul 3-3 del terzo set Djokovic subisce un drastico quanto inaspettato calo fisico che favorisce Gulbis e gli permette di accelerare chiudendo il 3′ set.
Solamente rimandata la gioia del N.2 del mondo che, nell’ottavo Game della quarta partita strappa nuovamente il servizio a Gulbis e chiude la pratica.

Per sapere il nome del secondo finalista occorrerà aspettare l’esito di Nadal-Murray.

N.Djokovic d. E.Gulbis 6-3 6-3 3-6 6-3

CRONACA R.NADAL VS A.MURRAY (a cura di Michele Alinovi)

E’ stato un Rafael Nadal perfetto quello di oggi sul Philippe Chatrier. Dopo le ottime sensazioni mostrate nel match di quarti contro David Ferrer, il campione di Manacor ha riconfermato l’ottima forma oggi contro l’inglese Andy Murray, da lunedì n. 5 del mondo, che peraltro aveva fatto un grande torneo.
Oggi però il maiorchino non ha dato scampo all’avversario, che ha sconfitto con il punteggio di 6-3 6-2 6-1 in un’ora e quarantotto minuti.

Nadal oggi – proprio il giorno di compleanno del suo illustre collega Bjorn Borg – vola così in finale, la nona complessiva al Roland Garros (le altre otto, non c’è neppure da dirlo, le ha vinte tutte); mai nessuno aveva fatto meglio all’Open di Francia. Negli Slam bisogna andare indietro di parecchi anni, ben prima dell’era Open, per trovare qualcuno che ha totalizzato più finali: il leggendario Bill Tilden, che è arrivato all’atto conclusivo degli Us Open in ben 10 occasioni.

Nadal ha servito il 76% di prime con una realizzazione del 91%, 10 punti in 11 discese a rete, 6 palle break trasformate su 6, 24 vincenti e 15 errori gratuiti. Per Nadal è la nona finale a Parigi, la 20esima negli slam. Superato il record di Ivan Lendl, che si era fermato a 19. Davanti a lui solo Roger Federer con 24 finali dello slam giocate.

La finale di domenica sarà la 42esima sfida di una rivalità probabilmente seconda solo a quella tra lo stesso Nadal e Roger Federer e forse a quella tra Bjorn Borg e John McEnroe. Parole di circostanza e frasi fatte non basterebbero a descrivere quanto, mediaticamente e tennisticamente, questa infinita battaglia sportiva abbia suscitato interesse, attenzione, suspense all’interno di un movimento tennistico ai limiti dell’indescrivibile, con punte e picchi probabilmente mai raggiunti fino ad ora. In palio non ci sarà solamente il titolo del Roland Garros, primo per Djokovic e nono per Nadal, che eguaglierebbe il record di Martina Navratilova, vincitrice per 9 volte a Wimbledon, ma qualcosa di più: il primo posto della classifica mondiale. Rafael Nadal è un cavallo di razza, e negli anni lo ha ampiamente dimostrato, ma in cuor suo forse non si è mai sentito il vero numero uno. Vuoi prima la sudditanza psicologica, off-court, che aveva nei confronti del suo amico e rivale Roger Federer, vuoi ora la pressione di dover essere l’uomo da battere nonostante la presenza di Djokovic, pare proprio che questo posto gli stia stretto e che in vetta al ranking non riesca ad esprimere il suo miglior tennis, probabilmente poichè privo di ulteriori stimoli di miglioramento, o perchè forse, preferisce correre in seconda linea, ma vincere di più. 

Rafael Parera è in vantaggio per 22 a 19 negli scontri diretti contro Novak Djokovic, ma il serbo ha vinto gli ultimi 4 incontri, di cui 3 sul cemento e uno, recente, sulla terra romana, il che, in ottica pronostici, è un dato da non sottovalutare. Gli scontri giocatisi sulla terra vedono comunque Nadal in netto vantaggio con 13 vittorie e 4 sconfitte, nessuna delle quali, è mai avvenuta a Parigi. Nello slam che si svolge nella città dell’amore, Nadal ha perso un solo match, contro Soderling nel 2009, e può vantare ben 65 vittorie, di cui 34 consecutive. Un dato sconvolgente e disarmante per qualunque appassionato di tennis. Nessuno mai ha monopolizzato un torneo come è riuscito a fare lo spagnolo dal 2005, quando, appena maggiorenne, lasciò a bocca aperta il pubblico dello Chatrier, liquidando in successione David Ferrer, Roger Federer e Mariano Puerta. 

A distanza di ormai 9 anni dal suo primo successo, l’allievo mancino di Zio Toni è atteso alla prova d’appello più importante finora presentataglisi di fronte qui a Parigi: confermerà e sottoscriverà il suo contratto come unico ed inarrivabile Re del Roland Garros, o sarà costretto ad abdicare e a cedere lo scettro al serbo?

Giorgio Lupi (Twitter: lupi_giorgio)

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