DA PARIGI-BERCY A SOFIA PER ARRIVARE A NANCHINO

DA PARIGI-BERCY A SOFIA PER ARRIVARE A NANCHINO

Questa settimana l’ATP è di base a Parigi-Bercy, mentre la WTA vede le donne dividersi tra il “Master B” di Sofia e il torneo da 125.000 di Nanchino.. Fed Cup permettendo..

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ATP PARIGI-BERCY

Il ”BNP Paribas Masters“ fa parte della categoria “ATP World Tour Master 1000”, è dotato di un montepremi di 2.650.000$ e si svolge sul sintetico indoor del “Palais Omnisports de Paris-Bercy”, sito nel sobborgo parigino del “XII arrondissement”.

La manifestazione ha visto la luce nel 1968 quando il ceco Milan Holocek ha avuto la meglio sull’australiano Bob Carmichael.

Dopo i successi dell’olandese Tom Okker e di Arthur Ashe l’evento non si è disputato per un anno, per poi accogliere nell’albo d’oro un altro statunitense, Stan Smith, finalista anche l’anno successivo ma costretto ad inchinarsi a Ilie Nastase.

Se nel 1975 torna ad imporsi Okker, due anni dopo è la volta  dell’azzurro Corrado Barazzuti, nuovamente finalista nel 1979 ma sconfitto da Harold Solomon. Nel 1980 anche Adriano Panatta, arriva all’ultimo match, ma si arrende a Brian Gottfried, già vincitore sei anni prima.

Dopo la vittoria del polacco Wojciech Fibak, nel 1982, il torneo non viene organizzato fino al 1986 quando sul suolo francese è Boris Becker a fare la voce grossa per poi ripetersi tre anni dopo, nel 1989, e dopo altri tre ancora, nel 1992.

Negli anni ’90 sono tanti i nomi di prestigio presenti nell’albo d’oro: da Stefan Edberg a Guy Forget, da Goran Ivanisevic a Greg Rusedski, da Pete Sampras a Andre Agassi.

Il nuovo secolo si apre sotto al segno di Marat Safin, egregio nel ripetersi quattro anni dopo.

Restando in “tema Russia”, Evgenij Kafelnikov si vede sbattere la porta in faccia dal francese Sebastien Grosjean nel 2001, mentre Nikolaj Davydenko alza le braccia al cielo nel 2006.

Si annoverano anche le vittorie di Tomas Berdych nel 2005, una severa lezione inflitta da David Nalbandian a Rafael Nadal nel 2007, nonché il terzo successo transalpino grazie a Jo-Wilfried Tsonga nel 2008.

Novak Djokovic mette le mani su Parigi-Bercy nel 2009 sconfiggendo in finale Gael Monfils, che l’anno dopo riperderà all’ultimo atto contro Robin Soderling.

Nel 2011 Roger Federer si aggiudica per la prima volta uno dei pochi tornei a lui ostili, mentre anno scorso David Ferrer ottiene in quel di Bercy il suo primo Master 1000, fermando la corsa della sorpresa della settimana, il polacco Jerzy Janowicz.

BNP Paribas Masters - Day Seven

La 42ª edizione vede ai nastri di partenza tutti i migliori del mondo eccezion fatta dell’ancora convalescente Andy Murray.

Nella parte alta del tabellone svetta Rafael Nadal, impegnato in un probabile ottavo di finale contro Jerzy Janowicz per poi trovarsi nel binario dei quarti con chi la spunterà tra Richard Gasquet e Jo-Wilfried Tsonga, Ernests Gulbis o Fernando Verdasco permettendo.

Stando alle teste di serie l’altro semifinalista disegnato nella parte alta del tabellone dovrebbe essere David Ferrer, alle prese con un ottavo di finale contro Gilles Simon e ad un quarto in cui, salvo sorprese, dovrebbe trovarsi dall’altra parte della rete o Milos Raonic o Tomas Berdych.

Il piano inferiore il seeding è altrettanto interessante.

Roger Federer, testa di serie numero cinque, beneficia di un bye ma, tra lui e la semifinale avrà avversari quali Mikhail Youzhny, Tommy Haas  o Philipp Kohlschreiber e Juan Martin Del Potro.

L’altro quarto sarà invece tutta una bagarre tra Novak Djokovic, John Isner, Nicolas Almagro e Stanislas Wawrinka.

Un po’ di storia della città:

Parigi fu fondata alla fine del III secolo a.C. da una tribù di galli di origine celtica. Nel 52 a.C. Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare, porta il territorio in mani Romane, dandogli il nome di Lutetia Parisiorum. Cristianizzata nel 250 dal vescovo Dionigi, futuro patrono della città, nel IV secolo la città viene battezzata Paris.

Nel 383 Magno Massimo si autoproclama imperatore della Britannia.

Nel 451 gli Unni di Attila si stavano avvicinando minacciosi alla città e, tale Genoveffa, convinse i parigini a resistere, pronunciando la celebre frase: “Che gli uomini fuggano se non sono più capaci di battersi. Noi donne pregheremo Iddio così tanto che ascolterà le nostre suppliche”. Incoraggiati, gli abitanti difesero la città e Attila passò oltre; per essere poi sconfitto dal generale romano Ezio.

Nel 465 ad assediare la città è invece Childerico I. Parigi diviene capitale nel 508, nominata dal Re Clodoveo, nipote del capostipite dei merovingi, ossia i franchi. Clodoveo viene convinto da Genoveffa di far costruire una chiesa intitolata ai santi Pietro e Paolo, l’odierna Santa Genoveffa, dove i due verranno sepolti. Rimane capitalefino a Carlo Magno che le preferisce Aquisgrana.

Durante la “Guerra dei Cent’Anni” il Regno di Francia viene annientato da Enrico V nella battaglia di Azincourt. La Francia è costretta a scendere ai patti: Caterina, figlia di Carlo VI, va in sposa ad Enrico. Alla morte dei due Re, il figlio del re inglese, viene incoronato a nove mesi “Re di Francia e d’Inghilterra“. La madre, Caterina di Valois, viene allontanata dal figlio, poiché il consiglio di reggenza inglese, capeggiato dal signore di Bedford, ritiene possa “francesizzare” il bambino. Gli inglesi ritengono sia il momento propizio per infliggere il colpo di grazia ai francesi e, violando i patti stipulati a Troyes, assediano Orléans. Eppure, nel 1429, una ragazzina passata alla storia come Giovanna d’Arco, sprona le truppe francesi e gli inglesi se ne escono con le ossa rotte.

Verso l ‘500 Parigi si deve districare tra contrasti politico-religiosi tra gli ugonotti, protestanti francesi appoggiati dall’Inghilterra, i cattolici e la monarchia. Luigi XIV, il Re Sole, sale al trono nel 1643 e rimane al potere fino al 1715: lo sperpero di denaro per la costruzione di grandiosi edifici, porta la città alla bancarotta.  La situazione trascende quando gli eccessi di Luigi XVI portano alla rivolta i parigini e alla ‘presa della Bastiglia’, avvenuta il 14 luglio 1789; evento che dà origine alla Rivoluzione Francese. Il 2 dicembre del 1804, nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, Napoleone Bonaparte si auto-incorona  Imperatore dei francesi. Dopo Napoleone, la Francia attraversa un periodo duro fino a quando un colpo di Stato nel 1851 porta al potere Napoleone III che in diciassette anni ristruttura la città con la costruzione di parchi e dei celebri boulevard per poi cadere nel 1870.

Nel 1886 iniziano i lavori per erigere la Torre Eiffel. Progettata dall’ingegnere Gustave Eiffel, la torre è alta 324 metri e pesa circa 8.000 tonnellate. Se nel 1914, la battaglia della Marna salva Parigi dall’invasione tedesca, ciò non accade in occasione della II Guerra Mondiale quando nel 1940 il Terzo Reich occupa la città dichiarandola “città aperta”. Nei drammatici giorni della sua liberazione, Parigi insorge ma viene salvata dal governatore tedesco Von Choltitz che si rifiuta di distruggere i monumenti della città e si arrende al Generale Leclerc.

Il 26 agosto 1945 il Generale Charles De Gaulle entra a Parigi acclamato dalla folla. Il 27 ottobre 1946 all’Hotel De Ville viene proclamata la  Quarta Repubblica Francese.  Lo spirito rivoluzionario si risveglia nel maggio del 1968 con lo sciopero che culmina con l’occupazione studentesca della Sorbona. Negli anni ’80 il presidente Mitterand mette in atto grandi progetti urbanistico-architettonici: dal Centre Pompidou alla piramide di vetro del Louvre. Lo stemma della città risale al 1358, anno in cui il re Carlo V concede il “capo araldico” seminato di gigli di Francia.

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WTA NANCHINO:

Sta per avere inizio la prima edizione del2013 Nanjing Ladies Open”, torneo WTA dotato di un montepremi di 125.000$ che si disputa sui campi in cemento di Nanchino.

Favorita numero uno del seeding è la quarantatreenne beniamina di casa Kimiko Date-Krumm seguita dalla belga Yanina Wickmayer, la cinese Shuai Zhang, la nipponica Ayumi Morita, la francese Caroline Garcia, l’ennesima giapponese Misaki Doi, la croata Ajla Tomlljanovic, e la slovacca Anna Schmiedlova.

Il tabellone è comunque ricco di nomi interessanti quali Petra Martic, Yaroslava Shvedova, Irina-Camelia Begu e Daria Gavrilova.

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Un po’ di storia della città..

La leggenda narra che nel 495 a.C. Fu Chai, Signore dello Stato di Wu, eresse un forte chiamato Yecheng nell’attuale area di Nanchino. Una ventina di anni padrone della zona diventa lo Stato di Yue e fa costruire il forte accanto all’odierno Cancello di Zhonghua. Sotto le Dinastia Win e Ha la città prende il nome di Moling.

Dopo vari passaggi di potere, in seguito alle invasioni da parte di popoli nomadi, alcune nobile famiglie ristabiliscono lo Stato di Jin a Nanchino. Nel Periodo della Divisione Nord-Sud, Nanchino rimane capitale delle Dinastie del Sud per oltre secoli e mezzo diventando il polo commerciale dell’Asia Orientale. Alcune statue cerimoniali dell’era, erette sulle tombe di dignitari e militari, sono sopravvissute nei sobborghi orientali di Nanchino. Le meglio conservate sono quelle della Tomba di Xiao Xiu, un fratello dell’Imperatore Wu di Liang.

Con la Dinastia Sui la Cina viene riunificata e la città distrutta. Il primo imperatore della Dinastia Ming, Zhu Yuanzhang, ricostruisce la città e la fa capitale nel 1368. Erige anche la più grande cinta muraria del mondo per il periodo: occorsero 200.000 lavoratori e ventuno anni per finire il progetto. All’interno delle mura, altre caratteristiche opere dell’era Ming sono il Mausoleo Ming Xiaoling e la Torre di Porcellana, anche se la seconda viene distrutta dai Taiping nel XIX secolo. Nei dintorni giace una gigantesca stele, eretta su ordine dell’Imperatore Yongle ma mai innalzata in quanto la tecnologia di 600 anni fa non era in grado di muoverla.

Nel 1421 Zhu Di, sposta la capitale a Pechino. Da Nanchino l’ammiraglio Zheng He salpa verso gli Oceani e qui giunge il sultano del Brunei, Abdul Majid Hassan, che muore durante la sua visita in Cina nel 1408. Il cimitero del sultano, con la sua camera di sepoltura e una stele tartaruga, è sito nel Distretto di Yuhatai. Dopo la caduta di Pechino per via dell’invasione dei Manciù, fondatori della Dinastia Qing e il suicidio dell’ultimo grande imperatore Ming, Zhu Youjian, nell’estate 1644, viene incoronato il principe Ming Zhu Yousong nel giugno 1644. Egli non riesce a contrastare i Manciù ed è costretto ad abbandonare il palazzo imperiale; il quale viene distrutto.

Nanchino viene invasa da truppe britanniche durante la Guerra dell’Oppio conclusa con il Trattato di Nanchino nel 1842. Nella metà del XIX secolo è capitale del breve Regno Taiping, divenendo  conosciuta come Tianjing, ossia “Capitale del Cielo“. Quando i Qing, sotto Zeng Goufan, riprendono la città nel 1864, avviene un massacro e 100.000 persone devono scegliere tra suicidarsi o fuggire. La Rivoluzione Xinhai, che fonda la Repubblica Cinese nel gennaio del 1912 sotto Sun Yat-sen, sceglie Nanchino come capitale ma la Dinastia Qing, sotto il cui controllo versavano le province del Nord, esige che città simbolo sia Pechino.

Nel 1927 il Kuomitang sotto il Generalissimo Chiang Kai-shek stabilisce nuovamente Nanchino come capitale della Repubblica di Cina. Nel 1937 il Giappone invade la Cina, e a Nanchino avviene un terribile Massacro. Alla Resa del Giappone, il Kuomitang riporta la capitale a Nanchino. Il 23 aprile 1949 l’Esercito Popolare Cinese libera Nanchino. Dopo la nascita della Repubblica Popolare Cinese in ottobre, Nanchino diviene la capitale della Provincia del Jiangsu.

Posizionata nel bacino di drenaggio del Fiume Azzurro e nella zona economica del Delta dello stesso, Nanchino riconosciuta come una delle Quattro Grandi Antiche Capitali Della Cina.

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WTA TOURNAMENT OF CHAMPIONS SOFIA WTA

Il “The Garanti Koza WTA di Champions è un torneo di fine stagione che ospita sei giocatrici, tra le non partecipanti al “WTA Championships”, che hanno vinto almeno un titolo durante la stagione più due giocatrici a cui viene assegnata una wild card. Così come il “Master A”, anche il “Master B”, applica la formula dei gironi, con le prime due di ogni gruppo che si scontrano in semifinale.

La manifestazione vede la luce in Indonesia nel novembre del 2009 sul campo in cemento indoor del “Bali International Convention Centre” e la prima ad incidere il proprio nome nell’albo d’oro è la francese Aravene Razai; che in finale ha beneficiato del ritiro di Marion Bartoli.

Sia nel 2009 che nel 2010 il torneo si sempre disputa a Bali e, in entrambe le circostanze a stringere in pugno il trofeo è Ana Ivanovic superando Alisa Kleybanova prima e Anabel Medina Garrigues poi.

Nel 2012 la sede si sposta nella “Armeets Arena” di Sofia, in Bulgaria. Il torneo è dominato da Nadia Petrova che in finale batte 6-2 6-1 Caroline Wozniacki.

Quest’anno si contenderanno il titolo Elena Vesnina, Maria Kirilenko, Anastasia Pavlyuchenkova, Samantha Stosur, Simona Halep e Caroline Wozniacki. Le wild card sono state assegnate a Tsvetana Pironkova e Ana Ivanovic.

Un po’ di storia della città..

Fondata nel VII secolo a.C., Sofia è la terza capitale più antica d’Europa dopo Atene e Roma.

Sofia è stata in origine un insediamento dei Traci per poi essere conquistata da Roma nel 29 a.C che ne fa la “provincia romana” della Dacia Mediterranea. Distrutta dagli Unni nel 447 viene ricostruita dall’Imperatore Bizantino Giustiniano. Nota come Sredec nel 1376 sotto i Bulgari, viene chiamata Sofia, che in greco significa “saggezza”.

Sofia venne conquistata dall’Impero Ottomano nel 1382 e diventa la capitale della provincia turca di Rumelia. Conquistata dai Russi nel 1878 diviene la capitale della Bulgaria indipendente nel 1879.

Durante la II Guerra Mondiale i Russi occupano Sofia e la Bulgaria, deponendo il governo filo-tedesco.

La cattedrale di Aleksandr Nevski è la cattedrale ortodossa di Sofia. Costruita in stile neo-bizantino in memoria dei 200.000 soldati russi caduti nella guerra turco-russa (1871878), fu progettata dall’architetto bulgaro Aleksandr Poerancev. Alta 45 metri, occupa un’area di 3.170 m² e può contenere oltre 5.000 persone. L’interno della cattedrale è in stile italiano, decorato in alabastro.

La chiesa di San Giorgio è a pianta circolare di epoca paleocristiana. Costruita in laterizio rosso, è considerata il più antico edificio della capitale. Eretta nel IV secolo, venne decorata con affreschi tra il X e il XII secolo mentre la cupola è ricoperta da affreschi di 22 profeti, risalenti al XII-XIV. Durante il periodo ottomano fu convertita in moschea. Oggi è un museo.

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