DALL’ATP 500 DI VALENCIA AL “SWISS INDOOR” DI BASILEA

DALL’ATP 500 DI VALENCIA AL “SWISS INDOOR” DI BASILEA

Stanno per avere inizio lo “Swiss Open”, noto principalmente come il torneo di Basilea, ed il “Valencia Open 500”. Ripercorriamo insieme un po’ di storia delle edizioni precedenti e delle città ospitanti…

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ATP BASILEA

Lo “Swiss Indoors”, celebre semplicemente come il torneo di Basilea, è un ATP 500 con un montepremi di 1.445.000$. Superficie di gioco, il cemento.

La prima edizione si è svolta nel 1970 quando un tennista di casa, Ernst Schori si inchinò al tedesco Klaus Berger. Uno svizzero, tale Michel Burgener, trionfa due anni dopo.

Per poter leggere sull’albo d’oro un “buon nome” bisogna attendere il 1974 quando alza le braccia al cielo il britannico Roger Taylor, tre volte finalista di Wimbledon.

Nel 1976 è la volta del due volte campione del Roland Garros ed una di Wimbledon, il praghese Jan Kodes.

L’anno dopo è invece l’Orso Svedese, il leggendario Bjorn Borg, a fare la voce grossa battendo in finale quello che sarebbe diventato due anni più tardi il marito di Chris Evert, l’inglese John Lloyd.

Dopo “Ice Borg” il più forte è Guillermo Vilas, che batte in finale John McEnroe; il quale tornerà a Basilea per vincere dodici anni dopo, nel 1990.

Gli anni ’70 si chiudono con un successo di Brian Gottfried.

E’ quindi il momento del bis di Ivan Lendl, “Terribile” sia nel 1980 che nel 1981.

Nel 1982 prevale invece Yannick Noah, che tornerà ad imporsi nel 1987.

Diversi i successi svedesi: da Joakim Nystrom nel 1984, a Stefan Edberg che si esibisce in una tripletta nelle annate 1985, 1986 e 1988.

Se a tenere alta la bandiera degli Stati Uniti ci pensano Vitas Gerulaitis e Jim Courier; la Svizzera si gongola nel 1991, grazie a Jacob Hlasek, al quale seguono Boris Becker e Michael Stich.

Nel 1994 è quindi la volta di un assolo sudafricano emesso da Wayne Ferreira.

Dopo i successi di Jim Courier e Pete Sampras scocca l’ora dei britannici Greg Rusedski e Tim Henman; concederà il bis nel 2001

La Svezia si rivede con Thomas Enqvist così come l’argentina torna a batter cassa prima con David Nalbandian poi con Guillermo Coira; che tra l’altro batterà proprio il “Nalba”, successivamente sconfitto all’ultimo atto anche da Jiri Novak.

L’era Roger Federer si inaugura nel 2006. L’elvetico vince tre titoli consecutivi, per poi inchinarsi in finale nel 2009 a finale Novak Djokovic, rivincere nel 2010 e nel 2011, e nuovamente perdere cedere, nel 2012, a Juan Martin Del Potro.

E sarà proprio l’argentino l’uomo da battere anche in questo 2013. Tra la Torre di Tandil e la finale c’è un quarto per nulla agevole contro Richard Gasquet ed una semifinale altrettanto ostica contro, probabilmente Stanislas Wawrinka, a meno che Andreas Seppi non si conceda a qualche impresa prodigiosa.

Nella parte bassa del tabellone i due potenziali semifinalisti sono Tomas Berdych e sua Maestà Roger Federer; questo seppure l’elvetico debba ben riguardarsi dal bulgaro Grigor Dimotrov ed il ceco da un difficile primo round contro Ivo Karlovic, nonché da altrettante sfide delicate contro Vasek Pospisil e Kei Nishikori.

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Un po’ di storia della città..
Le origini di Basilea custodiscono tracce di un insediamento celtico. I “primi mattoni” di Basilea sono però stati fatti posizionare nel 44 a.c da un lungotenente di Giulio Cesare, tale Lucio Munazio Planco. L’aria era allora occupata dalla tribù gallica dei Raurici e infatti il nome dato fu  “Augusta Raurica”.

La posizione geografica della città, lungo il corso del Reno è stata a lungo un elemento che ne ha accresciuto l’importanza.

Dal 999 Basilea è stata governata dai Principi-Vescovi e nel 1019, ebbe inizio l’edificazione della Cattedrale, Munster, che sarà destinata a custodire le spoglie mortali di Erasmo da Rotterdam

Tra il 1225 e il 1226 il vescovo Enrico di Thun fece costruire il ponte sul Reno.

Nel 1356 un forte terremoto distrusse molti castelli nei dintorni e molti nobiliari si trasferirono in città.

Nel XV secolo Basilea divenne il fulcro della cristianità occidentale grazie al Concilio di Basilea, tra il 141 e il 1439, che diede vita anche all’elezione dell’antipapa Felice V.

Nel 1459, papa Pio II riconobbe l’Università di Basilea, nella quale insegnavano Erasmo da Rotterdam, Paracelso e Hans Holbein il Giovane.

Nello stesso periodo alcuni apprendisti di  Johann Gutenberg introdussero in città la stampa a caratteri mobili. La società editrice Schwabe, fondata da Johannes Petri nel 1488 è la più antica casa editrice ancora in attività. Anche lo stampatore Johann Forben, noto per aver pubblicato le opere di Erasmo, aveva la sua attività a Basilea.

Nel 1501 la città uscì dal Sacro Romano Impero per diventare l’undicesimo stato della Confederazione Svizzera.

Tra il 1504 ed il 1514 al centro della Markplatz, la piazza del mercato, venne eretto il Municipio, Rathaus, in pietra arenaria di colore rosso scuro.

Il vescovo continuò ad avere la propria sede a Basilea fino alla riforma dii Giovanni Ecolampadio

Il bastone vescovile è comunque ancor oggi presente nello stemma della città.

Nel  1543, Andrea Vesalio stampò a Basilea il De Humanis Corporis Fabrica, ossia il più antico libro di anatomia mai pubblicato.

Il Kunstmuseum di Basilea custodisce opere di artisti quali Pablo Picasso, Salvator Dalì, Amedeo Modigliani, Arnold Boklin nonché il “Cristo morto” di Hans Holbein, noto per essere citato nel capolavoro di Fedor Dostoevski, L’idiota. Nel dipinto il corpo di Gesù è straziato, il volto è nero, l’occhio è rovesciato, vitreo, il piede squarciato da una ferita, la mano è livida, la bocca aperta. Per questo motivo, il grande romanziere russo insinua in un suo personaggio, il principe Myskin, il dubbio che Cristo possa aver vinto la morte: “Di fronte a questo quadro si può perdere la fede”.

DAVID FERRER / POTITO STARACE

ATP VALENCIA:

Il “Valencia Open 500” è un torneo dell’ATP World Tour 500 series, che si disputa all’interno del complesso architettonico della “Città delle Arti e delle Scienze”. I campi sono in cemento, il montepremi di 1.500.000$.

La competizione nasce a Valencia nel 1995 quando l’olandese Sjeng Schalken vince il primo dei suoi sei titoli in carriera.

Già l’anno seguente il torneo si sposta a Marbella rimanendovi per due edizioni finite nel palmares del tedesco Marc-Kevin Goellner e dello spagnolo Albert Costa.

Dal 1998 al 2002 il torneo ha luogo a Maiorca. Per tre anni consecutivi vincono giocatori destinati ad essere numero uno del mondo: Gustavo Kuerten, Juan Carlos Ferrero e Marat Safin. Se nel 2001 trionfa lo spagnolo Alberto Martin, l’anno dopo è la volta del futuro campione del Roland Garros, l’argentino Gaston Gaudio.

Nel 2003 la sede si ferma a Valencia. A spezzare l’egemonia latina, che prevede anche un bis di Ferrero ed un successo Fernando Verdasco, ci pensa il russo Igor Andreev, nel 2005.

Al moscovita succede una doppietta di Nicolas Almagro.

Nel 2008 si registra il primo successo di David Ferrer, che si ripete nel 2010 e nel 2012. In mezzo una vittoria di Andy Murray ed una di Marcel Granollers.

Anno scorso, l’ex numero uno del mondo e due volte vincitore a Valencia,  Juan Carlos Ferrero ha annunciato il ritiro dal tennis dopo la fine del torneo.

Primo favorito di questa 19ª edizione è il numero tre del mondo, David Ferrer. Lo spagnolo dovrà dare il meglio sin dall’esordio contro Gael Monfils. Al secondo turno, dovrebbe quindi affrontare il vincente tra Feliciano Lopez e Julien Benneteau. Nei quarti, salvo sorprese, lo attenderebbe quindi Jerzy Janowicz. Chi vincerà tra il gigante polacco e Ferrer dovrà vedersela con chi riuscirà a destreggiarsi tra la testa di serie numero tre Nicolas Almagro, la numero sette Fabio Fognini, senza trascurare possibili incursioni di Fernando Verdasco o Janko Tipsarevic.

La parte bassa del tabellone non è da meno quanto ‘numeri’. Testa di serie numero 2 è Tommy Haas, anche lui chiamato ad un primo turno di tutto rispetto contro il connazionale Philipp Kholschreiber. Il vincente tra i tedeschi incontrerà al secondo round uno tra Mikhail Youzhny e Bernard Tomic. Un altro ottavo dovrebbe essere una questione tra i francesi Gilles Simon E Benoit Paire. Sempre nel piano inferiore, al primo turno Ernests Gulbis è opposto alla testa di serie numero 4, John Isner.

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Un po’ di storia della città..
Fondata dai Romani nel 138 a.C lungo alla riva destra del fiume Turia, sotto alla guida del console Decimo Giunio Bruto Callaico; la chiamarono Valentia Edetanorum, per via di una tribù iberica lì insediata.

A causa della guerra tra Pompeo e Sertorio, il sito fu raso al suolo e abbandonato per una cinquantina d’anni per poi rifiorire a metà del I secolo e decadere insieme all’Impero Romano nel III secolo.

Se la prima comunità cristiana risale al 300, all’inizio del V secolo ebbero inizio le invasioni prima dei visigoti, poi degli arabi.

Valencia, ovvero Balansiya per i musulmani, finì con l’assorbire gli usi, la lingua, la cultura e la religione dei nuovi abitanti.

Venne costruito il palazzo della Rusàfa ed il governatore della città venne nominato dal califfo di Cordova.

Teatro di varie vicissitudini, verso la fine del XI secolo Valencia dovette difendersi da Ferdinando I di Castiglia che tentò, senza riuscirci,  di detronizzare al-Muzaffar.

Nel 1805 la città cadde comunque sotto al controllo del re di Castiglia Alfonso VI.

Nel 1094 Rodrigo Díaz de Vivar, detto El Cid, conquistò Valencia ma, otto anni dopo, la città tornò sotto al controllo musulmano con l’arrivo dei berberi Almoravidi.

Dopo cinque secoli di dominazione araba, il 28 settembre 1238 Valencia cadde nelle mani del Re aragonese Giacomo I.

La peste nera del 1348 e altre epidemie ne dimezzarono gli abitanti.

Seguì uno straordinario rinascimento economico e culturale, al punto che il XV secolo è chiamato “il secolo d’oro valenziano“.

Essendo un porto sul Mediterraneo, Valencia divenne uno dei principali centri commerciali d’Europa e nel 1408 venne creata la “Taula de Canvis i Deposits”, una banca destinata a finanziare le attività mercantili, come quella fortemente voluta da Isabella I di Castiglia per rendere possibile il viaggio di Cristoforo Colombo del 1492.

Ironia della sorte; con la scoperta dell’America, l’importanza economica di Valencia diminuì in quanto il commercio si spostò dal Mediterraneo all’Oceano Atlantico.

Dopo l’Inquisizione e la Controriforma avvenne il processo di castiglianizzazione che provocò la definitiva espulsione degli ultimi ebrei e arabi, prassi iniziata nel 1300.

Durante la guerra di Secessione Spagnola, Valencia si schierò con Carlo d’Austria e, dopo la vittoria dei Borboni, la città perse i privilegi concessi quattro secoli prima da Giacomo I d’Aragona.

La popolazione resistette a due assalti delle truppe di Napoleone finché il 9 gennaio 1812, al terzo attacco, i francesi entrarono in città.

La successiva disfatta dell’Imperatore dei Francesi fece sì che Re Ferdinando VII rientrasse in Spagna nel 1814. Il sovrano ripristinò la monarchia che si esaurì con la sua morte nel 1833.

Nel novembre del 1936, dopo la caduta di Madrid nella guerra civile spagnola, la capitale della Repubblica venne spostata a Valencia.

Dopo due anni di assedio, nel 1939, le forze di Francisco Franco entrarono in città.

Tre anni dopo la morte di Franco, nel 1978 venne riconosciuta alla Comunità Valenciana, lo statuto di autonomia.

Tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI° a Valencia sono stati realizzati numerose opere architettoniche e urbanistiche. Il più straordinario è la Città delle Arti e delle Scienze, un quartiere a sud ovest del centro progettato dall’architetto Santiago Calatrava.

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