Del Potro: “A volte ho pensato di non poter giocare mai più”

Del Potro: “A volte ho pensato di non poter giocare mai più”

Del Potro al suo ritorno a Tandil conferma le paure del ritiro e annuncia un imminente ritorno in campo.

Juan Martin del Potro è arrivato a Tandil e si è presentato alla stampa, che ha aspettato il suo arrivo. L’argentino ha aperto il suo cuore e i suoi sentimenti davanti alla sua gente dopo tanto tempo passato a lottare con brutti infortuni e ha riconosciuto che è arrivato a pensare ad arrendersi e smettere, ma per fortuna ora tutto è alle spalle e sogna di tornare nuovamente in pista e che il polso lo lasci tranquillo per sempre.

Sono felice di essere a Tandil con i miei amici e la mia famiglia. E’ ciò che è meglio per me per il recupero, per ricaricare le pile“, comincia col dire Juan Martin. “Non vedo l’ora di tornare e speriamo che non ci voglia tanto“. Delpo conferma che un mese fa ha incominciato a colpire di nuovo la pallina di rovescio. “Tutto va secondo quello che mi hanno detto i medici. Sto bene fisicamente e mi sto sincerando che la mia mano stia bene quando colpisco, soprattutto di rovescio“.

Sono stati tempi duri per l’argentino che ha subito la sua terza operazione consecutiva al polso. “Ho passato un periodo di grandi incertezze e dubbi, ma per fortuna ho lasciato tutto alle spalle“, ha detto il giocatore. “Il tempo a Tandil mi ha aiutato a togliermi di dosso le paure, non credevo che sarei più stato in grado di afferrare una racchetta. L’infortunio era più grave del previsto e ho pensato che non sarei mai più tornato a giocare di nuovo, ho trascorso qualche tempo con molti dubbi. Così ho fatto quel video in cui spiegavo quali fossero i miei sentimenti, per me gli allenamenti erano molto difficili da portare a termino con il dolore alla mano e con tutta la gente che mi chiedeva quando sarei tornato. La voglia di giocare c’è ancora, ho messo insieme le forze per un nuovo intervento chirurgico. Il peggio è passato“, dice.

Dopo che Franco Davin si è unito a Dimitrov, Delpo dovrà occuparsi di trovare un nuovo allenatore. “Ora sono concentrato sul mio recupero e non presterò molta attenzione al mio nuovo allenatore. Ho visto diversi nomi, ma senza fretta, ora la cosa importante è tornare in campo“.

Sul pensiero di cambiare il rovescio da due a una mano, Juan dice: “Si impara a giocare da bambini, io ho sempre avuto il rovescio ad una mano, è tecnicamente difficile cambiare i propri movimenti. E’ impossibile giocare il rovescio ad una mano per me. Forse se mi alleno potrei imparare, ma non ad un livello in cui dovrei obbligatoriamente vincere le partite“.

Al suo ritorno, non vuole porsi date obbligatorie. “Per l’Australia fisicamente sono pronto, ma dipende dalla mano e se essa mi dice che se la sente. Se sarà così, allora tornerò. E’ difficile dare una data precisa, perchè sto vivendo giorno per giorno“.

Il suo ritorno, avvenuto all’inizio di quest’anno, l’ha fatto cadere di nuovo nello stesso errore, è stato troppo frettoloso come ha detto lui. “Volevo tornare a Miami, un torneo che amo molto. Ho accelerato le cose e non dovevo. Dentro di me sapevo che la mano non avrebbe retto. In quel momento ho deciso di giocare, lasciando da parte le paure, ma sono finito male sia fisicamente che emotivamente“.

Oggi la mia mente pensa solo di giocare ancora. La mia partita più difficile è quella contro la mia mano. Se vincerò, sarà come vincere un torneo per me“.

 

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