Dominic Thiem, ecco l’ora della consacrazione

Dominic Thiem, ecco l’ora della consacrazione

Dopo la vittoria a Buenos Aires, Dominic Thiem sembra candidato come la grande sorpresa di questo 2016. Le sue caratteristiche tecniche, inoltre, lo proiettano tra i giovani più promettenti in assoluto. Arriverà in questa stagione il salto definitivo di qualità?

La vittoria all’ultimo torneo di Buenos Aires segna per Dominic Thiem una svolta sicuramente importante per la sua carriera. Non per il blasone del torneo, appena un ATP 250, ma per il cammino che ha intrapreso nel torneo argentino. Difatti ha dovuto superare giocatori degni di ben altri palcoscenici, come Rafael Nadal in semifinale e un redivivo Nicolas Almagro in finale. Il giovane austriaco a margine della vittoria ha sottolineato l’importanza di queste due vittorie, soprattutto in ottica futura, visto che è alle porte la stagione sul rosso:

“L’Argentina Open è fino ad ora il mio migliore trionfo, vincere contro Rafa in semifinale è stato impressionante. Ringrazio l’organizzazione soprattutto per la cura dei campi, sono buoni quasi come al Roland Garros, e anche il pubblico argentino che è fantastico non solo nel tennis, ma anche in altri sport come il calcio. Spero di poter tornare anche il prossimo anno.”

Il 22enne austriaco ha inanellato una serie di buoni risultati già dall’anno scorso, quando ha trionfato in ben tre occasioni. Dominatorcosì si fa chiamare, ha iniziato la scalata della classifica cinque anni fa, e oggi si ritrova alla posizione numero 19, a una sola lunghezza dal best ranking ottenuto lo scorso agosto. Una peculiarità della sua carriera è l’arruolamento da militare per circa 6 mesi, senza saltare comunque alcun torneo. La formazione militare ha sempre fatto parte di lui, visto che il suo preparatore, Sepp Resnik, lo faceva allenare in mezzo ai boschi, di notte e molto raramente in una palestra.

Forse è questa l’arma in più di Thiem, abituato a soffrire e a tenere duro fino alla fine. Non è un caso che in questo torneo di Buenos Aires in ben 4 occasioni su 5 abbia vinto al terzo set, e vincendo tutti e 4 i set finiti al tie-break. Ora ricomincia dal torneo di Rio de Janeiro, dove lo attendono battaglie di alta caratura anche con altri top della terra battuta. Rimane senz’altro uno dei migliori prospetti della generazione ’90, adottando un ottimo gioco basato su un rovescio ad una mano che è in grado di giocare con notevole potenza.

E’ inoltre solido fisicamente e dotato di un gran dritto, un servizio molto preciso che sopperisce un po’ alla potenza. Ha nell’intelligenza tattica e nella tenuta mentale le peculiarità principali che lo distinguono da altri suoi coetanei anche più talentuosi e creativi di lui. Una nuova stella è finalmente sbocciata definitivamente nel circuito, ed è difficile dire fino a quali traguardi potrà ambire il tennista-soldato.

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