E’ davvero questa l’età d’oro del tennis mondiale?

E’ davvero questa l’età d’oro del tennis mondiale?

In molti dicono che l’ultimo decennio ci abbia regalato I tennisti più forti di tutti I tempi. I numeri ci dicono che Federer, Nadal e Djokovic non hanno rivali nella storia, ma è davvero così?

In questi giorni a Londra si stanno svolgendo le ATP finals, torneo dove si danno battaglia I migliori tennisti della stagione e per molti anche I migliori di sempre.
Da tempo infatti si dice che il palinsesto tennistico degli ultimi anni ci abbia offerto la crème della crème del tennis mondiale, nessun periodo precedente ha mai potuto vantare giocatori della classe di Federer, Nadal e Djokovic, tutti insieme.

Ma davvero Roger e compagni, possono essere considerati I più forti di sempre?
Di fronte a tale interrogativo, il buon Gianni Clerici storcerebbe il naso, lui che rimprovera sempre chi definisce Federer come il “più forte di tutti i tempi”, perchè a suo parere è impossibile paragonare tra loro atleti vissuti, sportivamente parlando, in epoche differenti.
In effetti è difficile dare un giudizio assoluto su quale si stato il periodo con il più alto tasso di talento, dato che prima dell’era dei fab four (aggiungiamo ai soli noti anche Andy Murray), vi sono state rivalità di livello altissimo.

Beatles-tennis

A partire dagli anni sessanta, con Rod Laver ed Arthur Ashe, poi sono venuti Borg e Connors, McEnroe e Lendl, Sampras ed Agassi. Certo i numeri ed i record ci dicono che Federer e compagni non hanno rivali. Lo svizzero detiene il maggior numero di Slam vinti, Nadal, sulla terra rossa, ha polverizzato le imprese di Borg,e Djokovic vanta una continuità di match vinti che non ha precedenti. Lo stesso Pete Sampras ha parlato di “generazione incredibile”, descrivendo l’attuale livello ATP, ma tali numeri, per quanto inattaccabili, andrebbero visti all’interno del contesto che li circonda.

Il tennis negli ultimi anni è cambiato moltissimo, dando spazio ad un gioco più fisico e meno tecnico, intrepretato da giocatori che sono sempre meno tennisti e molto più atleti.
L’unico che incarna il tennis tutto “tacco e punta” dei tempi andati, è Roger Federer, ma l’impressione è che con il tramonto dello svizzero non vedremo più la bellezza di certi gesti. Di pari passo con la metamorfosi del gioco, sono cambiate anche le racchette, un tempo di legno, tendenti ad esaltare il gioco di volo, ora di grafite, meglio adatte ad un tennis appunto fisico, atletico, da fondo e con poche rotazioni.
Sono cambiati i campi da gioco, diventati sempre più lenti, anche quelli in cemento, con i tornei in erba pericolosamente in via d’estinzione.

E’ cambiato soprattutto il modo di concepire lo sport: il business, la sete di vittorie e di record, ha reso gli atleti delle macchine da performance. Un tempo la stagione era più spicciola di tornei, di conseguenza si vincevano anche meno titoli, i tennisti si prendevano più pause dal tennis giocato, per una questione di rendimento fisico, ma anche di difficoltà negli spostamenti.
A causa dell’elevato numero di match giocati, sono cambiati anche i metodi di preparazione dei tennisti, dall’allenamento fisico, al regime alimentare.

Che il tennis moderno ci stia offrendo alcuni tra I tennisti più forti di sempre, non c’è alcun dubbio, ma forse ha ragione Gianni Clerici: il tennis cambia di pari passo con l’epoca in cui si sviluppa ed ogni paragone lascia il tempo che trova.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy