E se Luca Vanni ricominciasse dai Futures?

E se Luca Vanni ricominciasse dai Futures?

Luca Vanni ha toccato la Top 100 l’anno scorso a San Paolo, ma di lì a poco sono mancate le conferme. E’ arrivata l’ora di ripartire, perchè non farlo dai tornei più piccoli per ritornare in auge?

E’ arrivato a sfiorare il cielo con un dito, ha sgomitato,si è ritagliato il suo spazio in un mondo che sembrava non fosse il suo, dopo 3 operazioni alle ginocchia, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, ha ripreso malgrado ricominciare era tutto fuorchè facile, sentiva dolori ovunque, ma non ha mollato, ed è arrivato fino alla centesima posizione, e si proprio 100.

E’ rimbalzato come una palla di tennis contro un muro e piano piano sta perdendo fiducia e posizioni. Questo 2016 lo possiamo dividere in due tronconi. Nel primo sono mancati solo i risultati, ma il gioco c’era, nella seconda parte, Luca si è smarrito portandosi dietro dubbi e insicurezze che tutt’ora lo attanagliano. Ora bisognerebbe sedersi e capire da dove ricominciare. Nel primo torneo dell’anno a Chennai, il nostro Luca dopo un brillante primo turno vinto contro Struff, si ritrova a vestire i panni dello sfavorito, contro lo sloveno naturalizzato britanico Bedene, e sfondera un primo set da applausi costringendo Aljanz a non avere chance sul suo servizio (arriverà massimo a 30).

Mostrando un tennis di sostanza, riesce a sbagliare meno dell’avversario. Il secondo set comincia sulla falsa riga del primo, Vanni nel quinto e successivamente nel settimo game ha chance di chiudere il match e mettere ko l’avversario, ma non ce la fa, e nel successivo gioco, dopo non aver mai avuto problemi al servizio, si blocca, e perde l’ottavo gioco, poi il set, e successivamente il match, mostrando la prima crepa mentale. Si vola in Australia, stavolta deve affrontare le qualificazioni per poter accedere al main draw, e lo fa da testa di serie n°1, affronta l’inglese Evans, e qui parte sulla carta favorito.

Si capisce da subito che è nervoso commetterà solo nel primo set 25 errori non forzati contro i 9 di Evans, ma malgrado ciò ha la possibilità di servire per il set, puntualmente si scioglie, e si arriva al tiebreak, dove avanti 5-3 si fa piazzare un contro parziale di 4-0 che porta l’inglese avanti di un set, e da li Vanni consegna il match all’avversario. Subito dopo si sposta nelle Filippine, e per la precisione a Manila, in un challenger su cemento outdoor, anche qui è testa di serie n°1 e in tabellone ha giocatori molto forti come Youzhny,Lacko, Sijsling e Chiudinelli, e sarà proprio quest’ultimo a estrometterlo dal torneo, ma Vanni anche in quel match ebbe diverse occasioni. Dopo aver vinto il primo set, e perso il secondo, nel terzo si ritrova 4-2 e da li subisce un parziale di quattro giochi a zero che ha lasciato perplessi un po’ tutti.

A Montpellier, riesce a perdere issandosi anche a match point contro Alexander Zverev. Solita prassi, dopo aver vinto il primo set e perso il secondo va avanti 4-2 ma si fa controbrekkare nel settimo game da 30-15 e sul 5-4 ha match point sul servizio dell’avversario e da li esce dal match, lasciando strada al tedesco. Nel secondo troncone del 2016, Vanni comincia a perdere la fiducia nel suo gioco, e se prima perdeva su pochi punti, ma giocando bene, adesso non riesce più ad esprimere lo stesso tennis e le sconfitte contro Kukushkin a Memphis e Novikov a Delray sono un campanello d’allarme.

Ma poi arriva Sao Paulo (on clay), torneo che l’anno scorso lo aveva portato alla ribalta, ma al primo turno contro Lajovic non c’è storia 6-2 6-2 senza replica. Torneo seguente Miami e avversario decisamente alla portata come Arnaboldi, anche lui alle prese con un inizio 2016 complicato, anche qui Vanni perde senza batter ciglio 6-3 6-2. Arriviamo a ieri, nel challenger di St. Brieuc dove al primo turno affronta il francese Sakharov n° 323 al mondo e qui sinceramente si è pensato fosse obbligatorio ripartire con una vittoria, almeno mettere fine ad un’emorragia durata fin troppo e invece nulla. Personalmente credo che l’ideale sia ripartire da più in basso, serve vincere e forse i futures possono ridare vitalità a un giocatore che ha avuto paura di “volare” e terrore di “cadere”.

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