Fognini e Lorenzi: due vittorie diverse

Fognini e Lorenzi: due vittorie diverse

Due vittorie azzurre in altrettanti tornei ATP250 nella stessa settimana. Un piccolo record, ma soprattutto un segnale per un movimento da troppo tempo asfittico e in grande incertezza. Proviamo a leggere in parallelo questi successi.

Non ho mai risparmiato critiche ai nostri giocatori e al nostro movimento. Allo stesso modo, detesto salire sul carro di qualsiasi vincitore (ammesso che ce ne sia uno, in questo caso). Oggi però, con grande gioia e, credo, onestà, è il caso di celebrare (eh si, avete letto bene) due vittorie importanti, anche se in modo diverso, e raggiunte in modo diverso, da parte dei nostri migliori giocatori: Fabio Fognini e Paolo Lorenzi.

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Due tennisti diversi Fabio e Paolo. Il primo baciato dalla dea del tennis già da bambino, quando sparava il suo dritto in giro per il circuito junior e faceva capire agli addetti ai lavori e ai tifosi che avrebbe provato a scalare le classifiche mondiali. Il secondo appartenente alla folta categoria degli “operai” del tennis, la working-class del professionismo, al quale è arrivato nel totale silenzio dei media, destinato dai più ad un tennis di nicchia, al massimo da challenger, ma senza alcuna luce della ribalta che si accendesse per lui.

Fabio predestinato, Paolo costruito giorno per giorno. Eppure chi conosce il tennis sa che nulla si ottiene senza fatica, ed entrambi, in modo sempre diverso il primo dal secondo, hanno lavorato per essere dove sono in modo duro. Fabio sempre spavaldo (in campo), talvolta anche sopra le righe, Paolo invece silenzioso, attento, con lo sguardo di Davide che deve affrontare Golia, e che sa di dover cogliere le poche occasioni che gli si presenteranno. Fabio che tira i vincenti e sfoggia la sua mano nata per il tennis, sensibile in ogni parte del campo, Paolo che ha una palla “che non gli cammina proprio”, e ha costruito il suo tennis giorno per giorno, lavorando sui difetti ma soprattutto su quello che sapeva già fare per renderlo perfetto.

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Le due vittorie che questa settimana benedetta ci ha riservato, sono per entrambi i nostri diversissimi alfieri due punti di arrivo e due punti di partenza, allo stesso momento. Per Lorenzi un punto di arrivo di una carriera coraggiosa: best ranking in costante miglioramento al n. 41, il miglior italiano nella race (n. 39) e la possibilità di raccogliere i frutti del suo sacrificio, passando subito all’incasso in quel di Rio de Janeiro, per giocarsi l’olimpiade a pieno diritto e poi giocare a braccio sciolto nella seconda metà della stagione, con lo sguardo ridanciano del toscano che la sa lunga, dopo aver sentito tante volte “più di così non può fare”. Per Fognini un punto di arrivo, anzi di svolta ci auspichiamo. Dopo un 2015 inacettabile per il suo talento, un 2016 stentato e sfortunato dal punto di  vista fisico, contornato dalla scelta di un matrimonio a metà stagione (non condivisibile ma ovviamente la sua) che lo stava allontanando sempre di più dalla top 20, in una spirale di gioco poco produttivo, nervoso, talvolta privo di un filo conduttore. La vittoria del torneo di Umago, il suo preferito, lo restituisci intanto a se stesso, prima che ai suoi tifosi e al movimento tennistico italiano. Fabio vs. Fabio speriamo sia ora un match finito e che il ligure torni verso quelle zone di classifica che gli competono maggiormente, provando, perché no, a dare un acuto ulteriore, salire di tonalità laddove il suo tennis ha ampiamente dimostrato di poterlo portare.

Resta ora da consolidare questo patrimonio, da portarlo fuori dalla terra rossa, dove il solo Andreas Seppi è stato in grado di dire qualcosa di significativo per i colori azzurri. Queste vittorie serviranno ai vari Thomas Fabbiano, Matteo Donati, Stefano Napolitano e Gianluigi Quinzi a guardare lontano, a ricordarsi che la via che porta al successo è complicata ma non così tortuosa da far perdere le speranze a chi vuol provarci davvero.

 

1 commenti

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  1. Anna Altieri - 6 mesi fa

    super Lorenzi e Fognini!

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