Frances Tiafoe: un giovane a un passo dai grandi

Frances Tiafoe: un giovane a un passo dai grandi

È giovanissimo, solo diciannove anni, ma al primo turno a New York ha messo alle corde niente meno che sua maestà Roger Federer, contro cui ha ceduto solo negli ultimi game del quinto set. È la promessa del tennis americano di domani, una giovane stella che darà una boccata di ossigeno ad un movimento che negli ultimi anni è apparso più che mai in crisi. Scopriamolo insieme.

PARTIAMO DAL PRINCIPIO – Per capire qualcosa di più su Frances Tiafoe forse è meglio partire proprio dalle origini. Frances nasce infatti il 20 gennaio del 1998, insieme al fratello gemello Franklin, da una umile famiglia di immigrati dalla Sierra Leone trasferitisi nel Maryland. Qua il papà troverà prima lavoro prima come operaio, poi come custode a lavori completati, nel cantiere che darà la vita alla Junior Tennis Champions Center. La stessa accademia dove Frances prenderà per la prima volta in mano una racchetta, e di cui diventerà uno dei principali “prodotti” tennistici negli anni a seguire.

Ad ascoltarlo nelle interveste e a vederlo partita dopo partita, sembra proprio che non voglia voltare le spalle a questa umiltà di lignaggio e di stile di vita, che nella ricetta del campione è sempre uno degli ingredienti principali.

La sua carriera junior non è straordinaria come quella di alcuni coetanei, ma prima di altri fa il salto nel circuito professionistico vero e proprio, dove diventa una presenza fissa nel circuito Challenger, con ottimi risultati, già dai sedici anni di età.

PARAGONI – Già si sprecano i paragoni con un altro grandissimo del tennis americano, Arthur Ashe. Per chi non lo sapesse, l’indimenticato Ashe, lo stesso cui è dedicata l’arena centrale in cui si sono affrontati lo stesso Tiafoe e Federer, è stato il primo tennista afroamericano di spicco del movimento USA, grande campione Slam a cavallo fra gli anni ’60 e gli anni ’70 e grande uomo fuori dal campo, che contribuì non poco, fra le altre cose, al dibattito sul problema dell’Apartheid in Sud Africa e sul problema della diffusione dell’HIV nel mondo, virus contratto da lui stesso in seguito ad una trasfusione di sangue infetto durante un intervento di bypass coronarico. E come Francis, anche lui figlio di un custode, stavolta di un parco pubblico, attrezzato di vari campi da tennis.

Mentre aspettiamo (e speriamo) che Frances possa ricalcare le gesta del compianto connazionale, ad oggi il tennis del giovane americano è in crescita costante. Un tennis potente e muscolare, ma non per questo macchinoso nè privo di soluzioni stilistiche, già bello da vedere per la coordinazione dei movimenti, anche se purtroppo, come per la maggior parte dei coetanei, saremo costretti a vederlo a rete solo per stringere la mano all’avversario. A sperare sul suo futuro con noi anche Federer, che all’uscita dal campo l’altro ieri ha avuto modo di fare tutti i suoi complimenti a Frances “Grande annata fin ora, stai migliorando. Se continui così avrai un grande futuro”. E se lo dice lo svizzero, che quest’anno si è portato a casa i loro primi due confronti, ma con più di qualche difficoltà, ci crediamo.

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LA CRESCITA – Tiafoe è arrivato a questo punto della sua carriera un po’ in sordina, ancora senza risultati eccezionali nel circuito maggiore, ma con una costanza di crescita niente male, con cui sta mettendo in fila tutte le tappe che ogni grande campione deve superare. Dopo essersi fatto le ossa e i muscoli nel circuito Challenger, quest’anno ha cominciato a fare i suoi primi passi nei tabelloni principali, a far sudare i grandi campioni, e a battere i primi giocatori di livello. E zitto zitto ha già toccato la posizione 60 del ranking a luglio (oggi è numero 70), oltre ad essere terzo nella classifica Road to Milano per le NextGen ATP finals. Fra gli sconfitti illustri, proprio Sasha Zverev nell’ultimo Master 1000 a Cincinnati, con cui probabilmente si contenderà il futuro del tennis. Una rivalità che sembra già sbocciata, visto Francis doveva vendicare i già due precedenti Slam di quest’anno, prima in Australia, poi a Wimbledon, dove in entrambi i casi era stato il tedesco a prevalere e ad accedere al terzo turno.

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Tutto frutto del buon lavoro degli ultimi anni, anche grazie all’umilità di chi sa di avere una grande opportunità che sarebbe sciocco non sfruttare.

Soffre ancora dei peccati giovanili nei momenti chiave delle partite, in termini di concentrazione, come dimostrato proprio nell’ultimo set contro Federer, e in termini di esuberanza, come dimostrato nella vittoria contro Zverev a Cincinnati, dove si è lasciato andare in festeggiamenti poco “principeschi” per la prima vittoria (dopo le varie sconfitte) contro il giovane tedesco.

Forse non sarà un principe del circuito, ma presto il circuito avrà bisogno di grandi tennisti. E Tiafoe sarà uno di questi.

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