I match più belli del 2013 (2° parte)

I match più belli del 2013 (2° parte)

Riprendiamo il nostro cammino celebrativo dei match più divertenti della stagione appena conclusa.

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ROMA, Nadal-Gulbis 1-6 6-4 6-3

Un Gulbis indomabile annichilisce Nadal per più di un set, ma alla fine sarà ancora lo spagnolo ad avere la meglio. Il cannibale della terra rossa riesce infatti ad avere ragione alla distanza su un Gulbis a tratti esaltante, ma discontinuo. Sicuramente il match più bello del torneo italiano.

ROLAND GARROS, Haas-Isner 7-5 7-6 4-6 6-7 10-8

Un’autentica battaglia, non una novità del resto quando c’è in campo Isner. L’americano recupera due set di svantaggio e annulla una miriade di match point a Haas, portando la contesa al quinto, dove a spuntarla è l’esperienza del tedesco contro un Isner abbastanza provato dalla maratona precedente con Harrison.

WIMBLEDON, Djokovic-Del Potro 7-5 4-6 7-6 6-7 6-3

Del Potro, per la prima volta in semifinale a Londra, affronta uno che in semifinale ci è stato le precedenti tre edizioni. Il pronostico appare chiuso e le battute iniziali sembrano dare ragione ai bookmakers. A un tratto, però, tutto cambia. Del Potro annulla due palle break e trova l’allungo togliendo successivamente la battuta a Djokovic, girando sul punteggio di un set pari. Il terzo set è lottatissimo ma Djokovic trova la zampata vincente. Avanti di un break nel quarto, manca clamorosamente l’appuntamento con la vittoria, grazie anche a un Del Potro encomiabile. Nel set decisivo è l’argentino ad avere più occasione, ma il killer instinct del numero uno del mondo ha la meglio. Godrà Murray, che come alle Olimpiadi avrà modo di affrontare un avversario sfiancato dalle bordate di DelPo.
NEWPORT, Mahut-Hewitt 5-7 7-5 6-3

L’erba ha sempre il suo fascino (e dovevamo scegliere un altro match su questa superficie!) e il torneo di Newport è ubicato in un circolo davvero caratteristico, storico, affascinante. Se poi in finale si affrontano due maestri della superficie come Mahut e Hewitt, il gioco è fatto. E’ l’australiano a cominciare meglio, vincendo il primo parziale e portandosi avanti di un break nel secondo; le fatiche della semifinale con Isner, giocata di prima mattina, comincia però a farsi sentire, e Mahut rinviene alla distanza, vincendo il suo secondo titolo nel giro di un mese.

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MONTREAL, Pospisil-Berdych 7-5 6-7 6-2

Pospisil profeta in patria. Lui e Raonic regalano un torneo pazzesco ai canadesi, inanellando successi pesanti. Dopo aver battuto un Isner affaticato dalle settimane precedenti, è Berdych a cadere sotto i colpi di Pospisil. Accellerazioni improvvise, servizio importante e buona mano. Segnatevi questo nome.

CINCINNATI, Isner-Del Potro 6-7 7-6 6-3

Dopo Djokovic, Del Potro. Dopo 20 game andati sempre a chi serviva, Del Potro fa il break e va a servire per il match. Partita finita, considerando le qualità alla risposta di Isner. E invece no, l’americano sfrutta un doppio fallo del suo avversario sul match point e mette in campo tutta la sua determinazione ribreakkando l’argentino grazie a un’accellerazione di rovescio (!) dopo uno scambio combattuto. La partita, di fatto, gira, e Isner vola in finale.

US OPEN, Gasquet-Ferrer 6-3 6-1 4-6 2-6 6-3

Gasquet torna in semifinale in uno slam e lo fa alla grande. Prima viene a capo di un match intricatissimo con Raonic, poi fa fuori alla distanza (!) Ferrer. Il francese illumina con la sua classe New York e spedisce a casa il corridore iberico, guadagnandosi Nadal (che alla fine si rivelerà un guadagno relativo)

STOCCOLMA, Dimitrov-Ferrer 2-6 6-3 6-4

Basta una settimana di lavoro con Rasheed perchè Dimitrov riesca a vincere il suo primo titolo ad Atp. E lo fa in Svezia, nazione con la quale ha un legame stretto, battendo un Ferrer in cerca di risultati dopo una disastrosa stagione post Wimbledon. E’ finalmente sbocciato un nuovo talento? Ai posteri l’ardua sentenza.

BASILEA, Del Potro-Federer 7-6 2-6 6-4

Roger Federer risponde ai suoi detrattori regalando una grande prestazione di fronte ai suoi tifosi. Non basterà però a intenerire un Del Potro impeccabile al servizio e concentrato nei momenti decisivi. Cambierà tutto qualche giorno dopo, quando l’elvetico si prenderà la rivincita in quel di Parigi.

LONDRA, Djokovic-Federer 6-4 6-7 6-2

Dovremmo inserire nuovamente Federer-Del Potro, vero e proprio compimento di quanto buono fatto vedere dallo svizzero nella stagione europea indoor, ma come abbiamo detto, inseriamo soltanto una partita di una tale rivalità. Federer dimostra anche con Djokovic di poter essere ancora al livello dei più forti, e lo fa dopo soltanto due giorni di recupero da Parigi Bercy. L’unico problema è la continuità, sono infatti due passaggi a vuoto (fine primo set e inizio terzo set) a costargli la partita.

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