I numeri di Indian Wells

I numeri di Indian Wells

Il combined californiano inizierà giovedì prossimo

di Peppe Nacca

In quanto tale, il torneo di Indian Wells soffierà quest’anno su una torta con 32 candeline. La prima edizione disputata nell’attuale location – o, meglio, in ciò che in origine era il Tennis Garden, ovvero il Grand Champions Hotel poi ampliato fino alla sua struttura odierna – è infatti datata 1987 e salutò la prima di due vittorie consecutive del tedesco Boris Becker (che si impose a Edberg con lo score di 6-4, 6-4, 7-5).

In precedenza, l’antenato di ciò che nel 2002 prese la denominazione di Pacific Life Open e, sette anni più tardi, quella attuale di BNP Paribas Open, aveva cambiato sede ben quattro volte: Tucson nel biennio 1974/75, Palm Springs fino al 1978, Rancho Mirage nel 1979 e 1980 ed infine La Quinta, che ospitò la manifestazione per sei anni. Stiamo parlando, peraltro, del torneo maschile in quanto quello femminile vide i suoi natali solo nel 1989 ma è solo dal 2001 che uomini e donne giocano contemporaneamente.

Con il passare del tempo e grazie ai ripetuti investimenti operati negli anni, sfruttando l’opportunità offerta dai vasti spazi esistenti attorno al Tennis Garden, il torneo ha rivestito un’importanza sempre maggiore, tanto da meritarsi l’appellativo (in realtà non poco frustrante e assai abusato) di “Quinto Slam”. Tutto ciò anche grazie all’allargamento dei tabelloni che inizialmente prevedevano 56 giocatori, poi 64 e infine, dal 2004, ben 96.

In realtà, più che avvicinarsi individualmente ai quattro major, Indian Wells compone con il “fratello” Miami (un tempo Key Biscayne) un doppio appuntamento degno di essere assimilato a uno slam. Dalla costa californiana a quella della Florida, l’inverno (qui assai diversamente percepito, tanto che l’accoppiata prende il nome di “Double Sunshine”) statunitense chiude in bellezza e propone tennis ad altissimo livello, come i due albi d’oro possono confermare.

Da quando il torneo si disputa a Indian Wells, il singolare maschile è stato sempre vinto da un tennista che in carriera è stato almeno finalista in uno slam eccezion fatta per l’edizione 2010 quando ad alzare il trofeo fu Ivan Ljubicic. Con il successo conseguito l’anno scorso, Roger Federer ha raggiunto Novak Djokovic in vetta alla classifica dei pluri-vincitori (5 titoli a testa) mentre con il serbo condivideva già quella relativa ai titoli consecutivi (3: dal 2004 al 2006 Roger, dal 2014 al 2016 Nole). Lo svizzero detiene anche il primato di finali disputate (7), una in più di Djokovic. Indian Wells è il primo dei nove appuntamenti denominati Masters 1000.

Negli ultimi quindici anni, il torneo femminile (uno dei quattro Premier Mandatory della WTA insieme a Miami, Madrid e Pechino) è stato condizionato da quanto accadde nell’edizione 2001. In quell’occasione, la semifinale tra le sorelle Williams non venne disputata a causa del forfait di Venus che, cinque minuti prima dell’inizio della sfida, decise di non scendere in campo lamentando una tendinite. La notizia venne accolta con fischi e lamenti dal pubblico del centrale del Tennis Garden e le proteste continuarono anche il giorno della finale, che Serena vinse in rimonta (4-6, 6-4, 6-2) su Kim Clijsters. Nonostante a caldo la minore delle Williams dichiarò che l’anno successivo sarebbe venuta a difendere il titolo, l’atteggiamento palesemente ostile degli spettatori lasciò il segno e le sorelle disertarono l’appuntamento californiano per quasi tre lustri.

La prima a tornare fu Serena, nel 2015, seguita l’anno successivo da Venus. Inevitabilmente, l’assenza delle campionesse statunitensi (soprattutto di Serena) ha privato l’albo d’oro di loro possibili successi e aperto la strada ad alternative che, in ogni caso, non sfigurano affatto. Basti pensare che, anche in questo caso, i titoli finiti nelle mani di autentiche outsider (ovvero giocatrici che non hanno mai disputato finali slam, tanto per usare lo stesso parametro del maschile) sono appena tre: la doppietta di Daniela Hantuchova (2002 e 2007) e la vittoria, proprio l’anno scorso, della russa Elena Vesnina.

Per il resto, un ventaglio di campionesse che si sono alternate in questi 29 anni di torneo ma che non sono mai andate oltre il bis. Delle 9 tenniste che hanno sollevato due volte il trofeo californiano, solo Martina Navratilova è riuscita a confermarsi sul trono (vinse nel 1990 e nel 1991) mentre proprio da quella data la maledizione della defending-champion si è abbattuta sul torneo. Tra tutte però, una menzione speciale la merita Lindsay Davenport che, insieme ai titoli conquistati nel 1997 e 2000, ha disputato (e perso) altre quattro finali, distanziando di gran lunga nella speciale classifica tutte le altre colleghe.

Per chiudere, uno sguardo in prospettiva. Negli ultimi quattro anni, nel singolare maschile chi ha vinto a Indian Wells si è ripetuto a Miami: Djokovic nel triennio 2014-16, Federer nel 2017. In generale sono sette i tennisti capaci di centrare il Double Sunshine: Courier (1991), Chang (1992), Sampras (1994), Rios (1998), Agassi (2001), Federer (2005, 2006 e 2017) e Djokovic (2011, 2014, 2015 e 2016). Appena tre invece le donne: Steffi Graf due volte (1994 e 1996), Kim Clijsters (2005) e Viktoria Azarenka (2016).

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