La quotidianità di Novak Djokovic, a raccontarla è il suo fisioterapista Milan Amanovic

La quotidianità di Novak Djokovic, a raccontarla è il suo fisioterapista Milan Amanovic

Novak Djokovic ha un’ossessiva abnegazione e passione per il suo sport, tanto che non passa giorno senza fare i suoi esercizi di stretching, yoga e meditazione. E tutto questo nonostante i suoi quasi 8000 punti di vantaggio sul N°2 del mondo. Dice il suo fisioterapista Milan Amanovic “Novak ha uno scopo e mantiene sempre il focus su quello”

Immenso inarrestabile infinito Nole. In campo continua a correre da una parte all’altra e appena riesce, mette i piedi in campo sferrando attacco lungolinea e chiusura.
Impossibile batterlo, e questo lo sanno bene i suoi colleghi che ogni volta si trovano contro a una macchina da guerra, metodica calma e inesorabile. Ultima vittima il blasonato e amato Roger Federer alle Finals di Londra dove il serbo lo ha battuto per 6-3 6-4.

Ma cosa fa di Nole Nole? Il serbo è una macchina atletica perfetta, è dotato di una forza mentale unica e di grande intelligenza tattica.
Dittatore di se stesso e del mondo del tennis, il n.1 del mondo da anni ormai segue una dieta “gluten free” e non salta un giorno della sua vita il suo amato stretching e la preparazione atletica.

Dice di lui Milan Amanovic, il suo fisioterapista “Non ama la birra, beve a volte un bicchiere di vino. Novak ha uno scopo e mantiene sempre il focus su quello. Lo conosco da quando aveva 20 anni e da sempre sono sorpreso dalla sua professionalità. Fa stretching tutti i giorni, anche quando è in vacanza”

novakdjo
La giornata tipo di Nole- racconta il serbo -comincia ”bevendo un grande bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, mangio due cucchiai di miele poi un po’ di stretching o ginnastica ritmica e sono pronto a fare colazione” L’equilibrio lo trova con il mindfulness: “E’ una forma di meditazione secondo cui invece di mettere a tacere la mente accogliamo i pensieri come si presentano. Faccio questi esercizi ogni giorno per un quarto d’ora. Poi pratico yoga per sciogliere i muscoli e faccio alcuni esercizi di respirazione. Cerco di ascoltare me stesso attraverso la pace e il silenzio, per essere sereno e felice. Per ritemprarsi non esiste miglior modo che riavvicinandosi alla natura”

Questo è quello che l’indiscusso n°1 del mondo ci racconta e per cui personalmente sento un grande trasporto.
Quello invece su cui si è vociferato anni fa, alla vigilia dello US Open del 2011, e che Djokovic ha negato fermamente, è che sembra abbia provato, a casa di un ex tennista statunitense, certo Gordon A. Uehling III, nel New Jersey, un macchinario, che è poi una camera ipobarica che si chiama Cvac e che simula l’allenamento ad alta quota e comprime i muscoli a intervalli ritmici.

L’uovo anche solo dopo 20 minuti di utilizzo migliorere sia la circolazione sanguigna che la percentuale dei globuli rossi nel sangue dell’atleta. Addirittura si è detto che Nole alla fine abbia comprato il famigerato “uovo” anche se lui nega tutto, infatti in Europa questa cosa è considerata doping.

In fondo ci sono tante cose che non si sanno sugli atleti, per ciò che riguarda Nole ci piace immaginarcelo col sole in faccia su un campo da tennis a Montecarlo o su una terrazza a fare Yoga, in fondo nel suo caso più che in altri possiamo dire che l’allenamento rende perfetti, non il talento, che c’è o non c’è, o le doti innate.

E Djokovic è perfetto: ha lavorato sodo per raggiungere i primi due e, una volta raggiunti e superati, ha aggiunto ancora un’enorme mole di lavoro per distinguersi anche da loro.
Djokovic è la vittoria dell’uomo attraverso l’abnegazione.

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