Il pagellone maschile di Indian Wells 2018

Il pagellone maschile di Indian Wells 2018

Terminato il torneo Master 1000 californiano con tabellone a 96 giocatori, è tempo di bilanci. Vediamo chi sono al maschile i promossi, i bocciati e i rimandati

di Gabriele Congedo

Si è concluso ieri il BNP Paribas Open di Indian Wells, primo torneo Master 1000 della stagione dopo quasi due settimane di incontri. Il torneo si è chiuso con la vittoria di Juan Martin Del Potro in finale su Roger Federer, al termine di un match davvero incredibile.  E allora vediamo chi tra gli uomini ha brillato e si è confermato, chi ha tradito le attese, chi avrebbe potuto fare di meglio. Il pagellone del torneo Californiano secondo Tennis Circus:

Juan Martin Del Potro
Juan Martin Del Potro

VOTO 10: JUAN MARTIN DEL POTRO – Il modo in cui l’argentino ha giocato questo torneo, soffrendo nei match centrali, sembrando a tratti quasi sfinito per continuare, e poi conquistando la vittoria finale, rappresenta il modus operandi e la filosofia di vita del gigante buono di Tandil, ed è paragonabile al modo in cui Delpo si è risollevato dal suo infortunio, che lo ha portato a un passo dal ritiro. A chi sostenava che Del Potro fosse rientrato in top 10 solo grazie all’attuale ecatombe di big, lui ha risposto con i fatti: vittoria nel Master 500 di Acapulco, e ora trionfo nel Master 1000 di Indian Wells, vittoria più importante in carriera dopo lo U.S. Open 2009, e come a Flushing Meadows 8 anni fa, la vittoria in finale è arrivata su Roger Federer. Dopo aver dato una lezione di tennis a Raonic in semifinale, nella finalissima Delpo ha vinto di tenacia e di cuore, mostrando una solidità e un’incisività da fondocampo notevole, unita ad un sensibilmente migliorato gioco di volo. Ha battuto ieri non solo Roger il divino, ma anche un pubblico indisciplinato e maleducato ai limiti della sopportazione; non si è arreso nemmeno di fronte a 3 match point contro, e ha vinto meritatamente, zittendo tutti. Non c’è che una parola per lui. Chapeau!

Roger Federer
Roger Federer

VOTO 9-: ROGER FEDERER – Il campione è umano. Se ci siamo abituati, specialmente da un anno e più a questa parte, a vedere un Federer sempre vincente, sempre perfetto, sempre autore di match a senso unico, beh dobbiamo tornare un po’ con i piedi per terra. Il campione è, malgrado tutto, umano, non un alieno venuto da un’altra costellazione ad insegnare al mondo il gioco del tennis (come Abatantuono diceva di Gianni Rivera per il gioco del calcio in “eccezziunale veramente”). Praticamente perfetto fino alla semifinale, lo svizzero ha dimostrato la sua umanità già nel match contro Coric, in cui, visibilmente in giornata no, l’ha spuntata solo grazie alla grande esperienza e tenacia; e poi di nuovo ieri, nel momento decisivo di un match tiratissimo. Se Re Mida trasformava in oro tutto ciò che toccava, beh, ieri re Roger non è riuscito a convertire in vittoria 3 match point sul proprio servizio, e poi si è reso protagonista di un tie-break obiettivamente bruttissimo, con 2 doppi falli e nemmeno una prima in campo. Ci sta, perchè l’essere umano è per sua natura incline all’errore, e anche il più grande interprete di una specialità può sbagliare. Roger resta Roger, la sconfitta di ieri non gli toglierà nè il dominio mondiale, nè i trofei vinti e i record battuti e abbattuti. Onore ad un avversario che lo ha battuto meritatamente, e ringraziamenti per essersi reso protagonista di un match che entrerà di certo negli almanacchi della storia di questo sport. Ieri Roger Federer ha perso un match di tennis, e contro un altro grandissimo campione come Del Potro. Tutto perfettamente nella norma. Back on earth.

Borna Coric
Borna Coric

VOTO 8.5: BORNA CORIC E HYEON CHUNG – La loro “sfortuna” è stata incontrare sulla loro strada Roger Federer, ai quarti per il coreano ed in semifinale per il croato. Tuttavia questi due ragazzi sono stati l’espressione delle giovani promesse che finalmente ottengono risultati di rilievo nei tornei che contano, e che riescono a giocare più match di fila allo stesso livello, giocandosela con i migliori e battendoli. E se Chung lo aveva già fatto vedere arrivando in semifinale agli Australian Open, Coric dal canto suo ha mostrato una metamorfosi notevole, da giovane impulsivo e discontinuo a martello da fondocampo, regolare ed aggressivo. Nel suo match contro Federer è stato quasi perfetto, e solo la grande esperienza dello svizzero, unita a degli errori del croato su palle decisive, ha evitato che Coric battesse il n.1 del mondo, il che, se fosse accaduto, non avrebbe affatto sorpreso, visto il livello di gioco mostrato in campo e durante tutto il torneo. Di questo passo, fra non molto tempo, quando Fab 4 & company avranno appeso la racchetta al chiodo, è molto probabile che vedremo questi due ragazzi duellare nelle fasi finali di uno Slam. Sulla buona strada.

Philipp Kohlschreiber
Philipp Kohlschreiber

VOTO 7: PHILIPP KOHLSCHREIBER – Se il tedesco si fosse già ritirato dal tennis giocato, lo avrebbe comunque fatto al termine di una onorevolissima carriera, senza più nulla da dire. E invece, a otto anni dall’ultima volta e a 34 anni di età, Philipp è stato autore di un ottimo torneo, riuscendo a raggiungere i quarti di finale, ma anche dando un messaggio molto forte (specialmente ai Next Gen, vedi più in basso): e cioè che, sotto Federer, al momento attuale, chiunque può essere battuto, e quindi è un’occasione ottima, con i più giovani che ancora arrancano, per provare a togliersi ancora delle soddisfazioni. Granitico.

Milos Raonic
Milos Raonic

VOTO 6.5: MILOS RAONIC – Presentatosi a inizio stagione sui campi da gioco con un bel po’ di chiletti in più, ed evidentemente ancora molto indietro nella preparazione fisica, il canadese si merita poco più della sufficienza giusto per aver raggiunto la semifinale, anche se non poco in questo hanno influito il tabellone, il ritiro di Baghdatis e i tanti regali fattigli da Querrey nei quarti. Infatti, nella semifinale, Del Potro ha messo a nudo tutti i limiti attuali di Raonic, strappandogli il servizio per ben 5 volte e tenendo un ritmo insostenibile per un tennista ancora fuori dalla forma ottimale. C’è ancora molto da lavorare per ritornare ai livelli a cui ci ha abituato, ma magari la semifinale raggiunta a Indian Wells può rappresentare una ulteriore iniezione di fiducia. Redivivo ma non troppo.

Sam Querrey
Sam Querrey

VOTO 6SAM QUERREY E KEVIN ANDERSON – I due, fra i tennisti di stampo “americano” (gran servizio e drittone) più in forma del momento, e finalisti al Master 250 di New York quest’anno, hanno sfruttato il tabellone favorevole e la loro attitudine alle superfici veloci, riuscendo entrambi a raggiungere i quarti di finale. Qui però avrebbero potuto fare di più. Querrey ha inspiegabilmente buttato via un match che avrebbe potuto vincere in due set contro Raonic, mentre Anderson è stato autore di un brutto tie-break nel terzo set contro il pur bravissimo Coric, match in cui il sudafricano è stato più volte a un soffio dalla vittoria. Punti comunque pesanti per loro, considerato che presumibilmente la stagione su terra non farà loro raccogliere granchè. Conferme

Taylor Fritz
Taylor Fritz

VOTO 6-: GLI ALTRI NEXT GEN – Quello che forse tutti questi giovani under 21 non hanno ancora chiaro, è che questo è un momento propizio per loro, un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Con i big fuori o in pessime condizioni, i tabelloni anche dei tornei più prestigiosi come i Master 1000 diventano abbordabili, e forniscono l’occasione per compiere dei bei balzi in classifica anche solo vincendo un paio di turni, che per i più giovani può voler dire uscire finalmente dal limbo dei Challenger. A parte Fritz, bravo a vincere 3 turni e a giocarsela fino alla fine con Coric negli ottavi, i vari Shapovalov, Tsitsipas, Tiafoe, Rublev, Opelka, Donaldson, Khachanov, etc. hanno un po’ deluso le aspettative. Da segnalare con piacere invece la prima vittoria in un match ufficiale ATP da parte di un nato nel 2000, Auger-Aliassime. Il messaggio, dato con affetto, è: datevi una mossa ragazzi, il futuro è ora!

Marin Cilic
Marin Cilic

VOTO 5.5: MARIN CILIC – Con la testa di serie n. 2 a causa del forfait di Nadal, e sulla sua superficie ottimale, il croato aveva una grande occasione per arrivare fino in fondo nel deserto californiano. Ed invece, il n.3 del mondo e finalista a Melbourne, ha cozzato contro il primo ostacolo di un certo livello, ossia Philipp Kohlschreiber, autore peraltro di un ottimo torneo. Ma il Cilic visto a Indian Wells è parente lontano di quel gladiatore visto agli Australian Open due mesi fa, capace di portare con caparbietà sia Nadal che Federer al quinto set. Smarrito.

Alexander Zverev
Alexander Zverev

VOTO 4.5: GRIGOR DIMITROV E ALEXANDER ZVEREV – Il n. 4 e n. 5 del mondo hanno deluso, senza mezzi termini, per ragioni probabilmente diverse, ma con lo stesso risultato: una sonora sconfitta al primo incontro. Dimitrov, che con gli exploit di fine 2017 e il n.3 raggiunto, sembrava ormai destinato a stazionare nell’Olimpo dei grandissimi, stenta ancora a decollare quest’anno, visto che dal n. 4 del mondo, una sconfitta al primo match dal pur bravo Verdasco non si può, alla luce degli altri risultati, semplicemente catalogare come “giornata no”. Eppure il buon Grisha un po’ la pagnotta se l’ è guadagnata in questo inizio stagione, con i quarti a Melbourne e la finale a Rotterdam, cosa che non si può affatto dire di Zverev. Ebbene, il 2018 di Sasha è semplicemente disastroso! I più credono (e la rottura con il coach Ferrero lo confermerebbe) che il motivo sia il fatto che il 20enne di Amburgo sia ormai entrato in quella che Mouratouglou definisce la “comfort zone”, ossia il momento in cui l’atleta si sente ormai campione affermato e tennista fatto e finito, e mai errore potrebbe essere più grave, se così fosse. Sta di fatto che Sasha è l’ombra di sè stesso, e se per ora il n.5 in classifica è ancora salvo, la stagione primaverile e con essa i tanti punti da difendere, si avvicina inesorabile: qualcosa va fatto, e in fretta, se si vuole evitare che Zverev precipiti in classifica e arrivi ad essere “un tennista di potenziale ma che ha bruciato le tappe troppo presto”. Irriconoscibili entrambi.

Novak Djokovic
Novak Djokovic

VOTO 3: NOVAK DJOKOVIC – Forse è un po’ troppo severo come giudizio, ma ci auguriamo vivamente che Nole, dopo la figuraccia rimediata a Indian Wells contro Taro Daniel, abbia imparato la lezione e sappia aspettare pazientemente il momento giusto per il rientro. Perchè vederlo in campo in quello stato fa male al tennis, ed è una punizione immeritata per un pluri-vincitore di Slam e di Master 1000, che nel biennio 2015-2016 era praticamente imbattibile. Vederlo umiliarsi così solo per probabile testardaggine nel voler rientrare a tutti i costi, è qualcosa che non vogliamo più vedere. Impulsivo.

Il pubblico di ieri allo Stadium 1
Il pubblico di ieri allo Stadium 1

VOTO 1: IL PUBBLICO DELLA FINALE – Gli americani ci hanno già abituato in passato a un tifo abbastanza atipico e folcloristico negli stadi di tennis, nulla di nuovo. Ma ieri durante la finale tra Federer e Del Potro, sembrava a tratti di assistere al Superbowl o a Wrestlemania, uno spettacolo davvero umiliante per questo nobile sport, e ancora una volta la dimostrazione che il business e il denaro possono essere più importanti delle regole stesse. Personalmente, bandirei dagli stadi di tennis chiunque venisse pizzicato a cacciare un urlo mentre un tennista sta eseguendo il servizio, anche se so bene che questo non è fisicamente attuabile. Ma vedere Del Potro furioso perchè la gente continuava a urlare sul suo servizio, o Federer commettere doppio fallo sul set point nel secondo set perchè il pubblico, che già pensava che il set fosse finito (palla IN e poi overrule dopo il challenge), si era alzato dalle sedie per andare a comprare panini e bibite, è qualcosa che sui campi da tennis non si dovrebbe verificare. Scostumati.

GLI ITALIANI

Fabio Fognini
Fabio Fognini

VOTO 4.5: FABIO FOGNINI – Non ce ne voglia il buon Fabio, che quest’anno ci ha già regalato successi e soddisfazioni, ma il voto è relativo alla prestazione ad Indian Wells, che è stata obiettivamente deludente. Partire con la testa di serie n. 16 e perdere al primo turno, nel modo in cui lo ha fatto, da Chardy, è sicuramente un’occasione sprecata, e fa male. E’ vero, Chardy ha giocato bene anche gli altri match ed è vero, se fosse andato avanti, Fabio avrebbe trovato Federer agli ottavi. Ma raggiungere anche solo gli ottavi in un torneo del genere avrebbe significato guadagnare punti preziosi, specialmente tenendo in conto che la prossima settimana c’è Miami, altro Master 1000 ma stavolta con una semifinale e tanti punti da difendere per il tennista taggiasco. Ci auguriamo che la debacle di Fabio a Indian Wells sia stato solo un rodaggio, dopo tanti tornei giocati su terra, verso la conquista della forma migliore, da mostrare al torneo in Florida la prossima settimana. Sprecone.

Thomas Fabbiano
Thomas Fabbiano

VOTO 6: THOMAS FABBIANO – Il buon Thomas, ormai già da un po’ stabile fra la settantesima e l’ottantesima posizione mondiale, fa il suo dovere. Vince contro gli avversari contro cui dovrebbe vincere, ma ancora non riesce a trovare il guizzo per battere un giocatore ben sopra di lui in classifica, cosa che siamo sicuri sia nelle corde della sua racchetta. Jack Sock al secondo turno era forse il sorteggio migliore (fra i top 10) che potesse capitare al pugliese, visto il periodo no dello statunitense. Tuttavia anche stavolta è arrivata una sconfitta. Pazienza, c’è ancora un’intera stagione. Operaio.

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini

VOTO 6-: MATTEO BERRETTINI – La notte in cui Matteo giocava contro Medvedev, ho visto l’incontro fino al 7/6 3/1 in suo favore, e poi sono andato a letto. Non mi ha sorpreso al mattino del giorno seguente, leggere della sua sconfitta. E non ne sono nemmeno rimasto deluso più di tanto, perchè Matteo si sta approcciando solo ultimamente a tabelloni di tornei importanti e a incontri contro tennisti stabili in top 50, come Medvedev, che quindi hanno molta più esperienza a quel livello. Berrettini sta crescendo, tecnicamente e mentalmente, e sta migliorando visibilmente di settimana in settimana. Nella stessa settimana di Indian Wells, Matteo è giunto in finale nel Challenger di Irving, praticamente un ATP 250 per livello di partecipazione, dopo aver battuto con autorità gente come Sugita, Basic e Fucsovics, ed è appena entrato virtualmente in top 100. Bisogna solo avere pazienza, perchè la strada è quella giusta. Futuro.

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