Il sogno realizzato di Paolo Lorenzi

Il sogno realizzato di Paolo Lorenzi

Finisce con una sconfitta il sogno di Paolo Lorenzi a San Paolo: nonostante una grandissima prestazione soprattutto nel primo set, il tennista senese viene sconfitto 4-6 6-3 6-3 da Federico Delbonis.

S’infrange su un drop shot dopo due ore abbondanti di gioco la rincorsa di Paolo Lorenzi al primo titolo ATP. Un giocatore che fino a inizio 2013 non era mai arrivato ad un quarto di finale e che si sta gustando una nuova significativa carriera dopo i trent’anni.

Appare fuori luogo parlare di sogno infranto per aver Paolo perso la finale, dovendo prevalere la considerazione che il sogno per il nostro rappresentante si sia già realizzato con il raggiungimento della sua prima finale.

Ma veniamo alla partita. Paolo Lorenzi da Siena, 32 anni suonati, “una vita da mediano” trascorsa a ramazzare punti e dollari (pochi) sulla terra rossa di mezzo mondo, soprattutto in Sudamerica, soprattutto nei challenger, giocatore fuori da primi cento (fino a domani) affronta il rampante argentino Federico Delbonis, già noto ai tifosi azzurri per aver disputato (e perso) la finale di Amburgo 2013 contro Fabio Fognini. Giocatore in ascesa, destinato a fare una carriera sicuramente di rilievo, quantomeno sulla superficie più lenta. Tipico terraiolo argentino, dotato di un ottimo servizio e di un bel dritto (ma oggi ha messo in mostra un rovescio incrociato niente male). Tra i due vi sono tre precedenti tutti favorevoli al giocatore italiano, ma che poco dicono sul pronostico odierno essendo risalenti a periodi in cui Delbonis era ancora un giocatore in formazione. I bookmakers danno poche chances al nostro giocatore. Non v’è dubbio del resto che l’argentino sia tennisticamente più dotato, pagando dazio a Lorenzi solamente sul piano dell’esperienza.

Pronti via e Delbonis sembra subito in palla, centrato, sicuro, determinato, tiene i suoi turni di battuta con una preoccupante facilità.

Paolo dal canto suo sa che deve inventarsi qualcosa per colmare il gap tecnico, così inventa, spinge, attacca, cerca di togliere campo e tempo a Delbonis e con la complicità di quest’ultimo ottiene il break al settimo gioco, fortemente voluto, a suon di vincenti. Federico ci rimane un po’, con l’atteggiamento di quello che crede di dover vincere perché è più forte, perché il pronostico è dalla sua. Paolo chiude 6-4 senza aver mai concesso una palla break, senza aver fatto alcun errore tattico, dopo un game nel quale, curiosamente i giocatori rompono quasi contemporaneamente la racchetta. E’ un primo set in cui lo scambio è sempre in mano a Paolino, al netto dei guadagni di campo conseguiti da Delbonis quando mette la prima.

Ma da lì in poi la partita cambia, qualcuno (dalle tribune) dà un paio di dritte al giovane argentino, che cambia modo di giocare: dal secondo set si fa più aggressivo, più vicino alla linea di fondo e al contempo più riflessivo nello scegliere il momento dell’attacco. La partita ad onor del vero, va detto, non è un indimenticabile affresco di brillantezza tennistica. Paolo fa quel che può e prende l’iniziativa quando l’altro glielo consente. Delbonis ha un gioco abbastanza monocorde, fondato su colpi potenti ma sempre uguali. A rete? Meglio lasciar perdere, e saggiamente infatti l’argentino si fa vedere di rado da quelle parti.

Ad ogni modo il tennista argentino non rischia quasi mai sui suoi turni di battuta e questo gli dà tranquillità psicologica ma anche energie da spendere nei turni di servizio di Paolo. Nel secondo parziale il break arriva al sesto gioco, grazie ad uno dei rarissimi errori gratuiti di Lorenzi, alla seconda palla break. Delbonis chiude il set senza particolari problemi per 6-4, nonostante un warning al nono gioco (perdita di tempo) che gli costa la prima di servizio.

E’ il momento più critico per Paolo, che appare stanco e stranamente non lucidissimo. Delbonis ne approfitta e piazza il break, poi rivelatosi decisivo, nel primo game del terzo set. Sfortunatissimo nell’occasione Lorenzi: sulla palla break un passante di Delbonis tocca il nastro e mette fuori causa il nostro giocatore. Paolo resta in campo con dignità e coraggio fino alla fine, sperando in un “braccino” di Delbonis, che in parte arriva, nel decimo ed ultimo game del match, ma che consente a Paolo solo di arrivare alla palla break (dopo aver fatto 2 punti in 4 turni di risposta). Federico trema ma la annulla con un ace al centro e riesce a chiudere con un semplice serve and volley.

Bravo Delbonis, che vince il suo primo titolo Atp in carriera, ma dobbiamo dire bravo soprattutto Paolo, ad alzare continuamente l’asticella, a fronte di mezzi tecnici non di primissimo piano, con sudore, lavoro, abnegazione. Esempio per tutti, nel tennis e fuori. Esce dal campo senza alcun tipo di rimpianto o recriminazione, anzi con la certezza che potrà regalarci e regalarsi altre soddisfazioni in una carriera che sembra ancora lontana dal finire.

Federico Delbonis b. Paolo Lorenzi – 4-6 6-3 6-3

Peppe Arnone

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