Il vero talento di Mister Lorenzi

Il vero talento di Mister Lorenzi

Al torneo Atp 250 di Kitzbuhel in Austria Paolo Lorenzi conquista all’età di 34 anni il suo primo titolo Atp della carriera. Una vittoria che cercava da tanto e che alla fine è arrivata, con pieno merito, per un tennista che magari non ha le doti di un top player ma che fa del lavoro e della grinta il suo vero autentico talento.

Vincere il primo titolo Atp a 34 anni deve avere un gusto dolcissimo. Una soddisfazione che vale molto di più di quella che si prova a vincerlo da teenager. Perché è una conquista frutto della fatica, della tenacia, della perseveranza. Dell’intelligenza e della capacità di continuare a migliorarsi sempre, anche quando l’età ti suggerisce che forse sei arrivato dove potevi arrivare ed è giunto il momento di accontentarti.

L’impresa di Lorenzi al torneo Atp 250 di Kitzbuhel rappresenta tutto questo. È una vittoria del lavoro contro il talento, una vittoria che dimostra come lo sport possa essere veramente “democratico”: tutti possono ambire alla vetta, anche senza avere un grande talento (che poi cos’è il talento se non un’alchimia di tanti e diversi fattori? Mica si può ridurre soltanto a una questione tecnica). Con la cultura del lavoro e la caparbietà nel voler raggiungere a tutti i costi un obiettivo si può andare lontano, nonostante tutto.

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Ecco perché la vittoria del nostro Paolo è forse la più significativa e importante per un movimento, quello italiano, che stenta a trovare giocatori di un certo livello e quando li trova li esalta e li coccola un po’ troppo, facendogli perdere quello spirito che gli consentirebbe di diventare grandi. Un successo inaspettato, ottenuto con le unghie e con i denti da un tennista che vive all’ombra di Fognini e Seppi (per evidenti ragioni di classifica) ma che tuttavia non ha mai ricevuto l’attenzione che meritava.

Ma lui non ha mai fatto una piega, non una polemica, né in campo né fuori, corretto, umile e leale con tutti. Consapevole che certi palcoscenici devi anche saperteli meritare. Ha lavorato sul campo, a testa bassa, per raggiungere un obiettivo che forse è arrivato anche troppo tardi per quello che aveva fatto in passato. C’era già andato vicino nel 2014 a San Paolo di Brasile, perdendo la finale dall’argentino Delbonis.

Questa volta, però, non ha sbagliato, sapendo di non avere più moltissime altre chance. L’occasione, d’altronde era ghiotta: il suo avversario in finale a Kitzbuhel è stato il georgiano Nikoloz Basilashvili, numero 123 dell’Atp (con best ranking 86), quindi ampiamente alla sua portata. Una vita passata a viaggiare per i tornei Challenger, una sorta di serie B del tennis, conquistandone 18 nell’arco di 10 anni. Non ha mai superato il primo turno a Wimbledon e al Roland Garros, mentre ce l’ha fatta a Melbourne e agli US Open.

Lorenzi e Federer

Ma ora, all’età di Roger Federer, Paolo Lorenzi fa suo un particolare record: nessuno ha mai vinto il primo titolo Atp della carriera a un’età superiore alla sua. Un titolo che chiude anche l’emorragia di vittorie per l’Italia, a distanza di circa due anni dall’ultima affermazione di un azzurro nel circuito Atp, quella di Fognini a Vina del Mar nel 2014. Con i 250 punti conquistati in Austria, Lorenzi ha raggiunto il suo best ranking in carriera alla posizione 41, a soli 230 punti dal numero 1 d’Italia, quel Fabio Fognini che rappresenta l’antitesi caratteriale di Paolo e che è piazzato attualmente alla 39esima posizione. Riuscisse ad agguantarlo, sarebbe un bello schiaffo morale per Fabio e per tutto il tennis italiano. Noi, sinceramente, glielo auguriamo. Complimenti Paolo!

1 commenti

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  1. Paolo Guida - 12 mesi fa

    35 ANNI PER VINCERE UNA COPPETTA SANTA POLENTA E UN CAMPIONISSIMO VERO

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