Italiani e il mal di provincia

Italiani e il mal di provincia

Il pugliese Thomas Fabbiano ha giocato nell’ATP500 di Amburgo ma è stato sconfitto dal giovane argentino Nicolas Kicker. Un’occasione persa in un tabellone decisamente sotto tono grazie a Davis e Wimbledon.

Il torneo ATP500 di Amburgo è certamente quello che possiamo consideare un nobile decaduto. Fino a poche stagioni fa era un appuntamento inserito nel circuito “Best 9” o “Master1000”, come preferite. Oggi, non solo è stato ridimensionato al rango (pur sempre rispettabile) di ATP500, ma è stato inserito in una programmazione a dir poco sfortunata, compresso tra i quarti di Coppa Davis e Wimbledon. I big non impegnati in Davis ovviamente disertano l’evento su terra, reduci dalla stagione su erba. Gli erbivori più irriducibili trovano nel torneo di Newport il classico epilogo sui manti erbosi della breve parentesi “verde”, mentre i terraioli più irriducibili si fanno sedurre anche dall’ATP250 di Bastad, classico appuntamento dell’estate europea.

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Un’occasione persa insomma per i nostri top 100 (sempre meno), costretti a giocare per amor di patria il quarto di finale contro l’Argentina. Ma anche per i tanti nostri giocatori posizionati tra la 150esima e la 300esima piazza del ranking. Chi ha deciso di coglierla è certamente Thomas Fabbiano, che va a giocare giustamente in Germania ma perde, lottando, contro Nicolas Kicker, prospetto di belle speranze, giocatore classico, poco incline ai regali. Un’occasione senza dubbio persa per Thomas per fare un bel colpo in un torneo importante. Il crollo nel terzo set non è certo un bel segnale, contrariamente alla capacità di programmarsi da professionista che vuole provarci sul serio, fuori dai comodi e rassicuranti confini italici.

Con lui hanno provato l’avventura delle qualificazioni Matteo Viola e Lorenzo Sonego. Se al primo si può riconoscere il coraggio di provarci e la vittoria netta contro Alex Michon contro pronostico e la buona prova offerta contro il canadese Diez, un plauso va al giovane Sonego, che ha lottato e perso al fotofinish contro Jan Satral, ceco capace ieri di portare al terzo set Nico Almagro. Questa è la strada maestra: cercare le occasioni in cui il circuito ATP offre la possibilità di giocare, mettendosi in discussione.

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Così ha fatto Andrea Arnaboldi. Il tennista lombardo è stato l’ultimo giocatore ammesso di diritto nel tabellone di Bastad, vincendo in rimonta contro un cagnaccio come l’argentino Marco Trungelliti e regalandosi un secondo turno di tutto rispetto contro il russo Evgeny Donskoy, accreditato dell’ottava testa di serie, ma assolutamente giocabile per Andrea. Con lui il buon Marco Bortolotti, re del circuito di doppio futures italiano, ma con la voglia di provarci anche in singolare. Per lui disco rosso contro un altro doppista, il più quotato Christian Lindell, in un match in cui Marco ha certamente pagato la disabitudine a giocarsi una qualificazione ATP.

Insomma, 3 tabelloni con dei cutoff decisamente da cogliere al volo: Amburgo, main draw chiuso a 160 e qualificazioni a 368, Newport che chiude a 151 con qualificazioni a 554, Bastad con main draw fermo a 175 e qualificazioni a 403. Eppure il fascino del torneo di San Benedetto del Tronto ha sedotto i nostri giovani migliori. Speriamo che la provincialite acuta venga curata al più presto, e che il recinto protettivo del nostro circuito future e challenger nazionale venga usato il meno possibile, con in vista orizzonti più ampi sebbene, lo sappiamo bene, più onerosi e faticosi.

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