Juan Martin Del Potro, il calvario di un campione

Juan Martin Del Potro, il calvario di un campione

La sfortuna, a volte, ci vede bene. Juan Martin Del Potro ne è bersagliato, ma non si arrende. Dopo una nuova operazione, tornerà in campo. Ripercorriamo la sua carriera.

Tanto forte, quanto sfortunato. Questa è la storia di Juan Martin Del Potro, venticinquenne tennista argentino, una delle più grandi promesse ancora purtroppo non del tutto espresse del circuito mondiale. Palito, nella giornata di ieri è tornato sotto i ferri per una nuova operazione al polso, stavolta quello sinistro, mentre nel 2010, all’apice della carriera, era stato il polso destro a tenerlo lontano dai campi di gioco per un anno intero.

Capace di conquistare lo Us Open nel 2009, a soli vent’anni, Del Potro si presentava come il primo antagonista di Roger Federer, gli addetti ai lavori, dopo lo Slam americano di quattro anni fa, consideravano DelPo molto più forte e costante di un certo Novak Djokovic, un mezzo sconosciuto, uno che in questi anni, assieme a Nadal, sta dominando in lungo e in largo nel tennis mondiale.

Del potro comincia con i tornei Juniores, vincendo quattro titoli e raggiungendo la terza posizione nel ranking.
Il passaggio vero e proprio tra i professionisti avviene nel 2006, quando vince il primo turno a Vina del Mar, prima di arrendersi a Fernando González. Raggiunge i quarti di finale a Umago e Basilea oltre a superare le qualificazioni per il tabellone principale del Roland Garros e dello US Open, concludendo la prima stagione da Pro con un bilancio abbastanza positivo.

Nel 2007 raggiunge la sua prima semifinale ad Adelaide, i quarti di finale sull’erba di Nottingham ed il quarto turno al Masters Series di Miami. Conquista inoltre il primo titolo di doppio ad Indianapolis e vince i suoi primi match negli Slam, raggiungendo il 2º turno in Australia e a Wimbledon ed il 3º turno a New York. Tocca il suo miglior ranking con la quarantaquattresima posizione.

Il 2008, dopo un inizio difficile a causa di un infortunio patito all’Australian Open, è l’anno delle prime grandi gioie per Palito, che conquista il primo titolo in carriera a Stoccarda, bissando la settimana successiva a Kitzbühel, entrambi su terra battuta. La striscia vincente, però, continua anche sul cemento americano di Los Angeles e Washington, dove realizza un incredibile poker, diventando il secondo giocatore per numero di tornei maggiori vinti nell’anno, dopo Rafael Nadal, dominatore incontrastato della stagione. La sconfitta nei quarti di finale dello US Open ad opera di Andy Murray fissa a 23 il numero di vittorie consecutive.

E’ il 2009 l’anno della grande ascesa di DelPo. Infatti, dopo una prima parte di stagione altalenante, all’insegna di grandi vittorie ed incredibili sconfitte, agli US Open Del Potro vince il suo primo titolo dello Slam, battendo in semifinale con un triplo 6-2 la testa di serie numero tre, Rafael Nadal, ed in finale il numero 1 mondiale Roger Federer, dopo una battaglia di oltre 4 ore, conclusasi col punteggio di 3-6, 7-6(5), 4-6, 7-6(4), 6-2. Dopo alcuni tornei in cui non riesce ad esprimersi al meglio, torna in forma in concomitanza della Masters Cup di Londra, dove, battendo ancora una volta Roger Federer per 6-2, 6-7, 6-3, si guadagna l’accesso alle semifinali, migliorando il risultato conseguito nel 2008. Verrà successivamente sconfitto in finale dal russo Nikolaj Davydenko per 6-3, 6-4, chiudendo comunque una grande stagione.

Il 2010 è invece l’anno delle prime grandi difficoltà. Eliminato al quarto turno dell’Australian Open per opera di Marin Cilic, Del Potro deve fermarsi per l’ormai famoso primo infortunio al polso, che lo costringerà a rimanere fermo ai box per tutta la stagione, scivolando oltre la duecentesima posizione nel ranking ATP.

Torna l’anno successivo, ma, lontano dalla forma migliore, colleziona sconfitte anche contro avversari dal talento assoluto molto inferiore.

Nel 2012 la seconda grande gioia della carriera del gigante argentino. E’ l’anno olimpico e Del Potro ritrova la forma migliore in concomitanza con il grande evento londinese, costringendo Roger Federer, fresco vincitore di Wimbledon, ad una vera e propria maratona in semifinale, chiusasi al terzo col punteggio di 19-17 in favore dello svizzero. La fatica accumulata il giorno precedente non impedisce a Palito di imporsi nella finalina per il bronzo contro Novak Djokovic. DelPo, in lacrime, inzia la risalita morale, prima che tecnica, ma anche negli anni successivi alternerà grandi risultati a vere e proprie topiche assolute, rendendolo una mina vagante, ma allo stesso tempo un giocatore su cui non fare troppa affidabilità.

Dotato di una prima di servizio molto potente e di una seconda solida, Del Potro può essere annoverato tra i migliori battitori del circuito. La prima di servizio costituisce al tempo stesso una delle principali armi del tennista argentino, con la quale è in grado di ottenere molti punti diretti, ma anche una fondamentale fonte di gioco, che spesso gli consente di indirizzare lo scambio a proprio favore. Nella risposta, Delpo ha un buon fondamentale e, in particolare, risulta in grado di essere molto aggressivo in risposta alla seconda palla di servizio dell’avversario. Da fondo possiede un diritto devastante che, spesso, diventa difficilmente recuperabile per gli avversari, ed è generalmente considerato uno dei colpi più letali del circuito. Lo sventaglio di diritto, giocato a tutto braccio, è il suo miglior colpo da fondo. Il rovescio a due mani è un colpo meno solido e decisivo del diritto. Predilige il lungolinea, piuttosto che l’incrociato e, a volte, è capace di giocare un discreto taglio.

Il 2014 partiva con grandi aspettative, ma questo infortunio non fa che abbattere i desideri dell’argentino, che però, con grande spirito combattivo, non si arrende e pubblicando su Facebook una foto che lo ritrae in sala operatoria, ringrazia i tifosi:

“Dopo aver provato altre alternative per essere competitivi e dopo ulteriori esami, il mio medico Richard Berger ha deciso di operarmi per risolvere il problema”.

Al momento, i tempi di recupero si aggirano attorno ai sette mesi, che, tradotto, significa stagione finita, dopo aver saltato per lo stesso problema i tornei di Dubai e Indian Wells. “Non è la scelta più facile, né il momento più felice della mia carriera. So già quando sarà dura star fuori, tornare competitivo e poter lottare per le migliori posizione del ranking. Il vostro aiuto – conclude l’argentino – e la mia voglia di tornare saranno fondamentali nei prossimi mesi”
Una certezza c’è. Del Potro non molla e tra un anno sarà di nuovo in campo, a prendere “a pallate” chiunque gli si pari di fronte. Perchè DelPo è così, è uno dei migliori e non mollerà per un polso. Coraggio campione!

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