Juan Martin Del Potro non è sicuro di giocare sulla terra rossa

Juan Martin Del Potro non è sicuro di giocare sulla terra rossa

Il colosso di Tandil, impegnato in semifinale a Indian Wells contro Milos Raonic, dopo Miami vorrebbe fare una lunga pausa per ricaricare le pile. “Ora sono di nuovo in forma, grazie a Dio: e pensare che durante il mio ultimo infortunio avevo pensato di smettere”.

di Michele Alinovi, @MicheleAlinovi1

Juan Martin Del Potro sta vivendo un grande momento: in una carriera costellata di up and down, Delpo, se si esclude l’eliminazione ai 32esimi degli Australian Open contro Tomas Berdych, è partito bene in questo 2018, con la vittoria dell’Atp 500 di Acapulco battendo in finale il sudafricano Kevin Anderson.

Sul cemento statunitense di Indian Wells, California, ha dato prova di essere ancora competitivo ai massimi livelli ed è intenzionato a provare a vincere il suo primo Master 1000 in carriera. L’argentino, vincitore degli Us Open 2009, stanotte sfiderà in semifinale il canadese Milos Raonic: in caso di vittoria e accesso in finale sarebbe comunque sicuro di tornare n. 6 del mondo, dopo ben quattro anni.

Nella conferenza stampa dopo la vittoria ai quarti contro Leonardo Mayer, Del Potro ha parlato dei suoi programmi dopo i due Master 1000 americani: “Uno dei miei obiettivi per quets’anno è cercare di giocare tutti i tornei”, ha spiegato Delpo, che nella sua carriera è stato costantemente debilitato da infortuni fisici. “Mi piace giocare su tutte le superfici, ho giocato a Auckland, Melbourne, Delray Beach, Acapulco. Questo è il mio quinto torneo e giocherò anche Miami. Poi mi fermerò un po’ e valuterò se giocare sulla terra o meno, perché il mio corpo non è molto adatto a questa superficie, dato che sono costretto a correre molto. Preferisco una superficie più veloce. Però se starò bene, allora giocherò tutto l’anno, almeno 20 tornei.

Dagli Us Open dell’anno scorso, Delpo ha totalizzato ben otto vittorie contro top 10. Una striscia positiva che conferma il suo ritorno fra i top-player, dopo essere stato quasi due anni, dalla fine del 2014 all’agosto del 2016, fuori dai primi 100 a causa dell’infortunio al polso, che per un periodo ha fatto temere la fine della sua carriera.

“Per molto tempo sono stato depresso a casa, non ero felice ed era dura per me iniziare un ennesimo recupero per tornare a giocare. Per un po’ ho seriamente pensato di ritirarmi. Grazie a Dio ora sto bene e posso giocare ancora bene, sono di nuovo in top 10. Sono felice perché sento molto calore dal pubblico e dai miei fans: ecco perché continuo”.

 

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